La Freccia Rossa della Bontà


“La Freccia Rossa della Bontà”, un’impresa di ieri e di oggi: un libro dal Capitolo Nazionale

Un anno è passato, ormai, da quel mare di tende a , quasi due da quando abbiamo iniziato a camminare sulle “Strade di Coraggio” del Capitolo Nazionale.

Ebbene questa storia recente si è incrociata con un’altra, una storia di 66 anni fa raccolta, come un seme dimenticato, dal mio clan, lo Zenit del Busto Arsizio 3. Questo seme è prima germogliato, mentre soffiava il vento di cambiamento della Nazionale, poi cresciuto fino a dare frutto: un libro ricco di volti e , immagini e testimonianze di un’impresa scout che ha dell’incredibile.

Si tratta della Freccia Rossa della Bontà, un “raid” di 8600 km che nel 1949 collegò ad Oslo attraverso Italia, Svizzera, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia. Protagonisti furono rover di tutta la , radunati intorno al Clan La Rocchetta dell’ASCI Milano 1, che, a bordo di 25 Moto Guzzi da 65 cc. (soprannominate “Guzzini”), raggiunsero il 4° World Rover Moot a Skjak, in Norvegia, il primo dallo scoppio della Seconda Mondiale.

Tutto nacque dall’amicizia di due personaggi che, viste le sfide superate in precedenza, non si sarebbero più fermati davanti a nulla: don Andrea Ghetti, “”, aquila randagia e uno dei più grandi e importanti educatori dello scoutismo italiano, e don Carlo Gnocchi, che, superstite della ritirata di Russia, aveva votato la sua all’assistenza dei bambini orfani e mutilati di guerra.

I due intuirono come l’occasione del Moot, un’incontro di pace e fratellanza in cui molti scout avrebbero incontrato quelli che fino a quattro anni prima erano “i nemici”, andasse colta per portare in giro per l’Europa ancora segnata dal conflitto il messaggio dei mutilatini: “Noi ci vogliamo bene, anche se i nostri padri si sono odiati. Vogliamo che tutti si amino e in nome del nostro dolore chiediamo pace fra gli uomini.”

Fu una storia di coraggio, la loro, che ben si sposava con la nostra del “Coraggio di essere cittadini”, la scelta di raccontarla ha dato il via ad un lavoro che non è terminato con la ma continua tutt’ora. Infatti le interviste, le foto, i giornali dell’epoca, le lettere e tutto ciò che siamo riusciti a raccogliere ha dato vita ad un libro, che abbiamo scritto con l’aiuto degli amici Federica e Andrea, ben più esperti di noi ma che hanno cercato di lasciare quest’impresa quanto più nostra possibile.

Il libro verrà presentato a Milano venerdì 9 ottobre alla presenza dei rover della Freccia Rossa e di quanti vorranno condividere questo momento così importante.