I campi di concentramento ed i gulag esistiti ed esistenti nel mondo


Ci presentiamo –(download PDF)

Siamo il “Noviziato Km 51”, una Comunità di ragazzi che provengono da vari Gruppi Scout della Zona EST di Firenze. Le motivazioni di questa unione sono molteplici: sia per l’ insufficienza di Maestri di Novizi, disponibili a coprire questo incarico sia per il ridotto numero di ragazzi che lasciavano i singoli Reparti.

Il nome deriva proprio dalla nostra diversa provenienza, infatti la somma dei numeri dei nostri Gruppi (Fi12°, Fi1°7, Fi21° e Val del  Mugnone 1°) da come risultato il numero 51.

A scrivere questo articolo purtroppo non siamo tutti quelli che hanno iniziato questa avventura a settembre, infatti 3 di noi per natura personale hanno dovuto abbandonare questo coinvolgente percorso. I superstiti sono dunque 13 ai quali si aggiungono i 3 Maestri di Novizi che ci hanno accompagnato in tutto quello che abbiamo fatto.

Il primo impatto è stato come trovarsi davanti a qualcosa che si vede per la prima volta, un po’ ti impaurisce, un po’ ti incuriosisce. Con gli stessi Capi alcuni di noi non avevano niente a che fare, a parte il fazzolettone al collo e la cucita sul petto ma in poco tempo siamo riusciti ad oltrepassare la barriera che divideva le nostre personalità e divenire quindi uniti, una vera e propria Comunità.

Perché una

Scriviamo perché abbiamo sentito molto forte il bisogno di condividere con voi le scoperte di quest’ anno.

Durante la invernale, ci siamo riparati in una chiesina dove abbiamo iniziato a pensare e proporre argomenti da approfondire nel corso dell’anno.

Fra le varie proposte venute fuori dal “brain storming”, per votazione abbiamo deciso di trattare e affrontare l’argomento I campi di concentramento ed i gulag esistiti ed esistenti nel mondo.

Avendo affrontato questo tema a scuola, ma solo in maniera superficiale, abbiamo ritenuto di volerlo approfondire ulteriormente, anche trattandosi di un tema molto difficile da trattare perché ritenuto scomodo.

Abbiamo provato a passare dalla “lezione di un libro di storia” ad una vera e propria “lezione di civica”.

Anche le persone che abbiamo intervistato nel corso dell’anno si sono rese conto di quanto poco sapessero riguardo i campi di concentramento e i gulag russi.

Dopo questa esperienza siamo riusciti ad ampliare le nostre conoscenze e a scoprire più a fondo cosa c’era e cosa c’è dietro questi avvenimenti.

L’Inchiesta

Nel trattare tale argomento ci siamo trovati innanzi a una differenza concettuale, la quale sta alla base della natura dei diversi campi.

Mentre nei campi di stampo russo l’eliminazione dei detenuti, soprattutto a causa dello sfinimento fisico, veniva posta in secondo piano a favore dello sfruttamento lavorativo del prigioniero, in quelli nazisti i reclusi erano internati per il solo scopo di venire sterminati.

Oltre a questa differenza concettuale c’è una fondamentale distinzione tra le persone che venivano detenute:

  • in Russia erano oppositori politici, o presunti tali, nemici del regime e trasgressori della legge
  • nei campi nazisti venivano internati anche, e non in misura ridotta, , omosessuali, disabili, zingari, malati di mente, avversari politici, Rumeni, neri, Testimoni  di Geova, senza tetto, prostitute, immigrati e in generale chi era conforme agli standard nazisti di discriminazione ; ovvero chi veniva ritenuto diverso per qualche motivo.

 Durante il nostro percorso abbiamo deciso di soffermarci maggiormente sui campi di concentramento nazisti, i quali ci hanno colpito con maggior e di cui si dispongono più testimonianze .

Trattando questo argomento abbiamo fatto varie scoperte.

Parlando di statistiche, ci ha impressionato il numero di campi di concentramento e gulag; nel periodo della 2° Mondiale hanno raggiunto le 175 unità.

Durante le nostre ricerche è risultato che oggigiorno esistono purtroppo ancora alcuni “campi di concentramento”, come ad esempio il tristemente noto Guantanamo e altri presenti in Cina.

La scoperta ci ha colpiti e scioccati.

Ci siamo chiesti come sia stata possibile una follia del genere e come essa abbia potuto avere luogo.

La risposta l’abbiamo trovata nell’analisi dei dati riguardanti la progressione della mortalità nei campi ed il numero stesso delle strutture; entrambi si sono impennati nell’ultimo anno e mezzo di guerra per via dell’imminente sconfitta dei nazisti. Dai dati abbiamo realizzato la logica dell’accaduto: la necessità di eliminare sistematicamente più vite possibile e cancellarne le tracce.

Durante l’indagine sul campo, eseguita attraverso un questionario su circa 200 unità di età variabile, i dubbi delle persone ci hanno profondamente colpiti:

alla domanda: ”quanti campi di concentramento sono esistiti?” il solo suono della risposta “3 o 4” ci ha fatto accapponare la pelle; solo una ristrettissima cerchia di persone, di cui la maggior parte di età avanzata, ha saputo rispondere correttamente ed esaurientemente alla maggior parte delle domande loro poste.

Durante l’anno abbiamo fatto vari approfondimenti. Innanzitutto ci siamo informati sulle statistiche riguardanti il numero dei deportati, i gruppi etnici e le nazionalità. In seguito abbiamo visto due film: “The grey zone” e “The way back”. Il primo racconta la storia di alcuni ebrei di un campo di concentramento, il cui compito è quello di portare nelle camere a gas e nei forni crematori altri deportati, compresi i propri familiari. Il secondo film narra la storia di alcuni deportati che scappano da un gulag russo, evidenzinanod le condizioni di vita terribili per gli internati dei gulag. Per approfondire meglio la nostra conoscenza riguardo ai campi di concentramento e i gulag abbiamo letto brani scritti da alcuni sopravvissuti, come Elie Wiesel e Primo Levi. Inoltre durante la route estiva trascorsa in Austria, siamo stati a visitare il campo di concentramento di Mauthausen.

E’ stata un’esperienza molto forte e suggestiva, che ci ha aiutato a comprendere meglio quegli eventi.

Grazie a tutto questo abbiamo potuto intavolare ulteriori dibattiti ed approfondimenti fra di noi.

Dopo questa esperienza ci siamo accorti di quante persone intorno a noi siano male informate riguardo all’Olocausto e ai campi di prigionia.

L’Esperienza

Attraverso la visita fatta nel campo di concentramento di Mauthausen, invece, abbiamo potuto vedere documenti e foto, ma soprattutto abbiamo sentito trapelare la tensione e l’angoscia che regnavano in quel luogo durante lo sterminio nazista.

Sapere quello che è successo e vedere dove questo eccidio ha avuto luogo, ci ha fatto provare un forte senso di rabbia e di impotenza per quello che è accaduto. Non riuscivamo a capacitarci del perché un’intera nazione avesse seguito questa follia.

Certamente il lavoro svolto ci ha dato molta più consapevolezza di tutto e speriamo che le conoscenze che abbiamo acquisito ci aiutino ad evitare che eventi simili accadano nuovamente.

Dopo la visita al campo abbiamo provato ad analizzare l’attuale società ed i suoi comportamenti. Subito ci siamo accorti di quanto la nostra società sia caratterizzata in modo quasi inconsapevole da fenomeni di discriminazione; cori razzisti negli stadi, atti di bullismo nelle scuole, fino a vere e proprie posizioni politiche discriminatorie ai vertici dei nostri governi. Ormai la discriminazione ed il disprezzo di certe categorie sociali è entrata a fare parte della vita di tutti i giorni, schierandosi proprio contro gli stessi individui deportati nei campi di concentramento (zingari, omosessuali, stranieri, poveri, prostitute ed emarginati sociali in generale).

Il parallelo con i campi di concentramento è stato immediato e decisivo nel comprendere le conseguenze drastiche della discriminazione in generale, tanto da farci riflettere su quanto non sia da escludere il pericolo che tali eventi possano ripetersi in futuro.

Adesso i campi di “discriminazione” sono ovunque e fanno ancora .