Gli Scout di Treviso piangono Francesco


Gli scout di Treviso piangono Francesco
“Da capo squadriglia dava il meglio di sé”

«Era allegro e sano come un pesce. Da quando ho saputo della sua continuo a rivederlo davanti agli occhi». Don Bernardo è il parroco di Lancenigo dove la famiglia Dotto è particolarmente attiva in parrocchia. Mentre parla si asciuga le lacrime. Davanti a una simile anche l’uomo di si abbandona al dolore e alle domande che sono destinate a rimanere senza una risposta. A Lancenigo la famiglia Dotto è conosciuta e stimata da tutti: il padre di Francesco, Massimo, suona la chitarra in chiesa durante le cerimonie della domenica; la madre, Marina, è invece catechista.

I due fratelli frequentavano il gruppo scout. Francesco era vice-caposquadriglia dei Leoni ma talvolta, come era successo domenica, capitava che fosse lui ad avere i galloni di capo e a gestire i suoi compagni durante le attività. «Una circostanza che lo inorgogliva particolarmente e gli faceva dare il meglio di sé», ha ricordato ieri il suo capo, Vittorio.

È lo stesso parroco ad accompagnarci dentro la sede degli scout, l’ex canonica che Francesco ha frequentato fino a qualche giorno fa, uno di quegli spazi che sentiva come una sua seconda casa, come una sua seconda camera. Sopra il banco della sua squadriglia c’è “il libro di caccia”, un almanacco che anche Francesco ha contribuito a scrivere ricordando di volta in volta i momenti più significativi delle attività svolte. Proprio domani il suo gruppo avrebbe affrontato un’uscita in tenda. Un momento di svago ma anche un momento in cui mettere in pratica le proprie conoscenze e sviluppare la propria autonomia. Ieri pomeriggio il gruppo di scout si è trovato nell’ex canonica. I compagni si sono a lungo interrogati sulla tragedia e hanno anche espresso la volontà di partecipare attivamente al rito funebre. Un estremo addio che potrebbe essere celebrato già nella giornata di domani se non verrà richiesta l’autopsia. «Mi pare di vederlo ancora venire a chiedermi le chiavi per aprire la sede», conclude don Bernardo. Sarà lui, nei prossimi giorni, non appena la magistratura concederà il nulla-osta, a celebrare il funerale.