Saluto dei Presidenti del Comitato nazionale Agesci al Santo Padre


Siamo venuti a Roma con il bastone e la bisaccia del .
Siamo venuti ad incontrare il nostro pieni di gioia, desiderosi di offrirci per fare bella la nostra . Questa , oggi, e’ un’immagine fedele di ciò che è l’ : una grande cui appartengono bambini e bambine, ragazze e , accompagnati da giovani adulti e adulti meno giovani. Tutti noi, e tutti allo stesso modo, abbiamo promesso di fare del nostro meglio per essere sempre pronti e preparati a servire.

Gli scout sono gente umile, che cammina per strada. A volte la strada si fa difficile, in salita. Ecco perché portiamo una bisaccia, essenziale: per non essere appesantiti dalle tante cose inutili che spesso occupano la nostra e ci fanno allontanare dalle cose semplici, che sono poi le più vere e le più belle.

La bellezza del nostro camminare da pellegrini, venire qui ad incontrare te, Papa Francesco, è il desiderio di abbracciare chi ogni giorno ci indica la strada maestra e ci invita a occuparci del mondo.

Siamo nelle città, nei quartieri dove possiamo essere più utili, e nei paesi.  Abitiamo le Parrocchie e qui proviamo a fare la nostra parte,  come chi abita una casa insieme ad altri.

Ma non vogliamo dimenticare che senza l’appoggio dei nostri parroci e dei nostri vescovi, non riusciremmo ad essere  una presenza così viva sul territorio.

 In tutte le nostre esperienze, in tutti i nostri percorsi, al centro  ci sono  sempre i ragazzi.  E’ lo Scautismo che mette al centro i ragazzi. Lo Scautismo e’  proprio nato – nella mente e nel di Baden  Powell, il nostro fondatore – pensando a loro: ai ragazzi e  alla loro felicità presente e futura.

La proposta che gli adulti dell’Agesci rivolgono ai ragazzi è fatta di esperienze, di vita,  che gradualmente svelano a ciascuno come la strada più sicura verso la felicità sia costituita dall’impegno a procurare la felicità agli altri.
Nello Scautismo i ragazzi sono veri artefici del proprio cammino di crescita.  E lungo questo cammino hanno  negli adulti dei compagni di strada, testimoni del , che mentre li guidano sanno di poter crescere con loro, nella ricerca della pienezza nella volontà di Cristo e della sua Chiesa.

Santo Padre, la nostra scelta educativa e di evangelizzazione è rivolta fino ai confini del mondo, non solo in senso geografico, ma esistenziale. Vogliamo giungere nelle periferie del vivere umano, là dove il messaggio di Cristo è più atteso e cercato, ma senza la consapevolezza che è proprio quel messaggio che si attende e si cerca.

Ci permettiamo di sentirci proprio «… Chiesa “in uscita” ….comunità di … missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano, che festeggiano»  (Evangelii gaudium n. 24)

“Ora, Santo padre, desideriamo presentarle dei simboli. Noi crediamo molto nel valore e nella forza dei simboli. Ciò che le offriamo, perciò, rappresenta quello che siamo, racconta la strada che abbiamo percorso da pellegrini  fin qui, ed anche qualche tratto della, nostra storia. “