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perchè non una rete dei centri scout italiani?

 
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franzos79





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MessaggioInviato: Martedì 16 Febbraio 2010, 11:41    Oggetto: le case scout sono importanti o no? Rispondi citando

Mi piace tale iniziativa però mi chiedo anche se non ci stiamo continuamente sfilacciando nello scoutismo, specialmente quello Agesci. Da una parte abbiamo regioni, gruppi e zone che gestiscono in affitto, comodato o magari di proprietà delle sedi, delle case o campi per uscite, dall'altra abbiamo il demanio Agesci che non da assistenza su eventuali domande o dubbi legate alla gestione degli immobili, l'Ente Mario di Carpegna che aveva fra gli obiettivi quello di essere la "cassaforte immobiliare" dello scoutismo, mentre in decenni di attività a fatto sue ben poche proprietà immobiliari di cui quelle di maggior valore sono le ultime acquistate (sede romascoutcenter e sede cooperativa fiordaliso).
In mezzo ci sono iniziative come questa proposta della rete centri scout italiani oppure quella della regione agesci veneto http://www.scautismoveneto.it/index.asp?pag=15.

Io mi chiedo il motivo per cui non si riesca a livello centrale a dare assistenza informativa e formativa a chi gestisce case scout e tocca sempre organizzarsi da soli in pratica.
Cioè mi chiedo e vi chiedo se le seguenti cose sono giuste:
1 -E' secondo voi corretto che l'Agesci Nazionale abbia investito € 6.900.000 nella casa della guida e dello scout, € 1.200.000 nell'acquistare la nuova sede degli uffici della Coop. Fiordaliso (oltre ad investimenti vari per ristruttura Bracciano) mentre dal 2005 al 2009 i fondi erogati dal Fondo Immobili Agesci, a Regioni, Zone e gruppi Agesci per lavori nelle case scout sono stati €605.326,55? Non c'è una sproporzione eccessiva?
2 - E' più utile avere case e campi per fare vdb, campi di reparto e route con i ragazzi o luoghi dove ospitare dipendenti e quadri dell'associazione?
3 - Perchè a Regioni, Zone e gruppi che hanno una struttura economica ben più fragile del Nazionale è chiesto di trovarsi tra il 50% e l'80% dei fondi per poter presentare una domanda al fondo immobili Agesci mentre il Nazionale non è obbligato a fare attività di raccolta fondi presso enti esterni per portare a termine i progetti immobiliari? Dal regolamento fondo immobili nota 1 e art.2 si evince che il motivo sarebbero “le modalità di consenso attorno ad un progetto nazionale per valore ed entità sono più ampie”. Ma tale consenso chi lo decide?

In tutto questo cito anche Baden Powell (Il Libro dei capi): ci occorrono terreni all’aria aperta di nostra proprietà, preferibilmente terreni da campo permanenti e facilmente accessibili, posti al servizio degli Scouts. Via via che il movimento si sviluppa, terreni di questo genere dovrebbero essere normalmente organizzati in tutti i centri in cui si fa dello Scautismo.
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gufopreciso



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MessaggioInviato: Martedì 16 Febbraio 2010, 12:57    Oggetto: Rispondi citando

Ne avevamo già discusso, e mi trovo a ri-ripetere la stessa posizione.

franzos79 ha scritto:

Cioè mi chiedo e vi chiedo se le seguenti cose sono giuste:
1 -E' secondo voi corretto che l'Agesci Nazionale abbia investito € 6.900.000 nella casa della guida e dello scout, € 1.200.000 nell'acquistare la nuova sede degli uffici della Coop. Fiordaliso (oltre ad investimenti vari per ristruttura Bracciano) mentre dal 2005 al 2009 i fondi erogati dal Fondo Immobili Agesci, a Regioni, Zone e gruppi Agesci per lavori nelle case scout sono stati €605.326,55? Non c'è una sproporzione eccessiva?


La definizione di corretto in questi casi è molto soggettiva. Il problema è che stai comparando mele con pere, ovvero due cose che in realtà non sono così candidamente comparabili. Intanto c'è da premettere che i fondi erogati dal Fondo Immobili sono necessariamente legati con l'accantonamento annuo, a questo proposito mi autocito:

Citazione:
Si tratta di scelte e opinioni differenti da quelle che tu faresti, ma non per questo si tratta di anomalie.

Intanto, in ultimo Consiglio Generale è stato modificato il regolamento del Fondo Immobili (e l'anno scorso i contributi sono stati di € 162.410,63! una bella cifra e l'attuale accantonamento pro-capite è di € 0,91 sul censimento un aumento che, anch'esso, ha inciso sul famoso aumento del Censimento totale segnalato prima, inoltre un aumento della disponibilità del Fondo richiederebbero un aumento dell'accantonamento e quindi in ultimo, probabilmente, un aumento del Censimento); inoltre quando parli di maggiorazione di quota, trovo pretestuoso il sottolineare che si dica una falsità in quanto ci sono stati dei costi aggiuntivi, perchè la maggiorazione è stata spalmata in un lungo periodo (assieme ad altri incrementi) da renderla "poco notevole", inoltre non significa nemmeno che tutte le spese siano state coperte da maggiorazione ma, può benissimo essere che oltre ad una poca maggiorazione si sia migliorata la gestione permettendo un accantonamento risparmiando su altri centri di costo (dico potrebbe, ho sottomano solo i bilanci degli ultimi due CG perciò esprimo una sensazione o possibilità non in contrasto con quanto affermato dalle tue citazioni). Inoltre, non è vero che si usano due pesi e due misure perchè ad esempio da 2 anni il censimento per la Liguria è di €36,00 in quanto in Assemblea Regionale si è approvato un aumento di € 5,00 da destinarsi alla Base Regionale, perciò come vedi in questo caso la Regione Liguria si è comportata come il Nazionale. Inoltre, e questo oltre ad essere un punto metodologico traspare anche dal regolamento del fondo immobili, non sarebbe corretto che il Nazionale pagasse per intero le spese di Regioni, Zone e Gruppi, è giusta una partecipazione alla Spese ma ciascuna realtà dovrebbe essere capace ed essere in grado di trovare le risorse e mettersi in gioco. Anche questo aspetto fa parte dello scautismo. A meno che le basi non siano Basi Nazionali e quindi immediatamente sottoposte al Nazionale, è corretto che il Nazionale partecipi solo in alcuni casi alle spese.[...] Per quanto riguarda, specificatamente questa realtà; è una scelta che è stata fatta, condivisibile o meno, ma è stata fatta e come tale ci dev'essere stata una maggioranza che l'ha approvata come ha approvato le modalità di finanziamento. Perciò non si tratta di un'anomalia, ma di una decisione presa democraticamente dagli organi preposti. Ad ognuno poi la libertà di condividerla o meno, ma ciò non toglie che sia legittima. Inoltre nell'ultima relazione al Bilancio si evidenzia (immagino che Casa della Guida e dello Scout e Rome Scout Center siano nomi diversi per la stessa cosa, non vorrei sbagliare) come i finanziamenti erogati verranno consolidati sotto forma di crediti a vantaggio di AGESCI e sia stato sottoscritto un contratto tra AGESCI e l'Ente Carpegna che attribuisce poteri e diritti ad AGESCI stessa.


Mi dirai anche questa è un'opinione, ma evidentemente questa è l'opinione maggioritaria.

Permettetemi di citare (ahimè!) la graziosa (!) signora Thatcher, una frase che condivido: to change from a dependent to a self-reliant society — from a give-it-to-me, to a do-it-yourself nation. A get-up-and-go, instead of a sit-back-and-wait-for-it Britain. Se volessimo che il Nazionale si facesse carico (anche a livello di finanziamento) delle basi locali, non passerebbe poco tempo che ci si lamenterebbe degli alti costi (ed alti censimenti inevitabili), e del fatto che si abbiano dei giri e delle strutture degne d'una azienda anzichè di un'Associazione: diventerebbe un mostro. Come si può pensare che il Nazionale debba fare cio? E poi questo andrebbe contro quello che io credo sia lo Scautismo, cosa insegneremo ai nostri ragazzi? Che per fare le cose basta bussare ad una porta?

Citazione:
2 - E' più utile avere case e campi per fare vdb, campi di reparto e route con i ragazzi o luoghi dove ospitare dipendenti e quadri dell'associazione?


Anche questa, perdonami è una domanda tendenziosa e non corretta. è chiaro che è necessario avere luoghi (e ce ne sono molti, e se mi permettete se ce ne sono meno è colpa di chi si dice Scout e distrugge o lascia in pessime condizioni il posto in cui ha fatto attività (compresi treni o corriere, magari prese senza biglietto). BP non diceva che sul luogo bisogna lasciare solo due cose "nulla" ed i "ringraziamenti al proprietario?"... e non parlo di cose assurde, perchè noi abbiamo una casa come gruppo, un reparto del torinese ci ha fatto enormi danni e sono due anni che ci litighiamo!); ma è essenziale avere i locali da cui gestire l'associazione e le realtà collegate. Inoltre lo Scout Center oltre ad avere un valore aggiunto (ed entrate economiche) funzionerà anche da calmiere per gli attuali costi di trasferta).

Citazione:
3 - Perchè a Regioni, Zone e gruppi che hanno una struttura economica ben più fragile del Nazionale è chiesto di trovarsi tra il 50% e l'80% dei fondi per poter presentare una domanda al fondo immobili Agesci mentre il Nazionale non è obbligato a fare attività di raccolta fondi presso enti esterni per portare a termine i progetti immobiliari?


La risposta mi sembra evidente, piccolo esempio, sarebbe logico che il Nazionale dovesse chiedere alle Regioni finanziamenti per basi regionali che poi rigira al livello Regionale? Che funzione avrebbe il livello regionale? E quanto diventerebbe centralizzato il NAzionale! Si dovrebbe dotare di una struttura enorme (che necessariamente diventerebbe stipendiata) priva di quelle conoscenze e sinergie locali...

Citazione:
Dal regolamento fondo immobili nota 1 e art.2 si evince che il motivo sarebbero “le modalità di consenso attorno ad un progetto nazionale per valore ed entità sono più ampie”. Ma tale consenso chi lo decide?


Coloro che per statuto hanno ricevuto l'incarico di effettuare tali scelte per tutta l'associazione.
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franzos79





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MessaggioInviato: Martedì 16 Febbraio 2010, 13:21    Oggetto: Rispondi citando

Forse non mi sono espresso chiaramente e me ne scuso e cerco di spiegarmi meglio. Dunque:

Citazione:
Se volessimo che il Nazionale si facesse carico (anche a livello di finanziamento) delle basi locali, non passerebbe poco tempo che ci si lamenterebbe degli alti costi (ed alti censimenti inevitabili), e del fatto che si abbiano dei giri e delle strutture degne d'una azienda anzichè di un'Associazione: diventerebbe un mostro. Come si può pensare che il Nazionale debba fare cio? E poi questo andrebbe contro quello che io credo sia lo Scautismo, cosa insegneremo ai nostri ragazzi? Che per fare le cose basta bussare ad una porta?



1- Prima di tutto specifico che sono favorevole al fatto che chi gestisce strutture scout e le voglia rinnovare o ristrutturare debba comunque cercare forme di finanziamento anche esterne all'associazione ovvero facendo domanda a fondazioni di erogazione, enti pubblici o donazioni private. Anzi sono proprio dell'idea che è meglio trovare tali forme di finanziamento prima di rivolgersi all'interno (il caso che tu citavi della Ligura è corretto ovvero in una situazione di emergenza, come mi pareva essere quella, si è ricordo a delle fonti interne di finanziamento). Quello che mi chiedo è perchè il Nazionale non cerca forme di finanziamento esterne all'associazione (mi hai dato una risposta su questo ma non l'ho capita) invece di finanziare l'acquisto e ristrutturazione di immobili (s. ippolito ovvero roma scout center, bracciano, sede coop. fiordaliso) con la maggiorazione dei censimenti (roma scout center è stato costruito con la maggiorazione dei censimenti dal 1995 al 2004) o con il fondo manutenzioni patrimoniali (alimentato sempre da quote dei censimenti). Dunque non penso assolutamente che il Nazionale debba finanziare in toto la ristrutturazione di case scout non da lui direttamente gestite (anzi sono proprio di un'altra idea), mi chiedo solo perchè al Nazionale non si applicano le regole richieste a regioni, zone e gruppi e continuo a non capirlo anche dopo le tue risposte.

Citazione:
E' più utile avere case e campi per fare vdb, campi di reparto e route con i ragazzi o luoghi dove ospitare dipendenti e quadri dell'associazione?
Anche questa, perdonami è una domanda tendenziosa e non corretta. è chiaro che è necessario avere luoghi (e ce ne sono molti, e se mi permettete se ce ne sono meno è colpa di chi si dice Scout e distrugge o lascia in pessime condizioni il posto in cui ha fatto attività (compresi treni o corriere, magari prese senza biglietto). BP non diceva che sul luogo bisogna lasciare solo due cose "nulla" ed i "ringraziamenti al proprietario?"... e non parlo di cose assurde, perchè noi abbiamo una casa come gruppo, un reparto del torinese ci ha fatto enormi danni e sono due anni che ci litighiamo!); ma è essenziale avere i locali da cui gestire l'associazione e le realtà collegate. Inoltre lo Scout Center oltre ad avere un valore aggiunto (ed entrate economiche) funzionerà anche da calmiere per gli attuali costi di trasferta).


2 - Sui costi e ricavi del roma scout center hai sicuramente ragione. Sarebbe però interessante sapere, rispetto al business plan che sicuramente sarà stato fatto, entro quando l'associazione riuscirà a recuperare tali costi di ristrutturazione e apertura della struttura che ha sostenuto (ovvero i famosi € 6.900.000), 5, 10, 20, 30 anni anche in relazione ai risparmi di spesa citati.

Comunque permane il mio dubbio sullo sfilacciamento da cui sono partito: a me interesserebbe riuscire a scambiare pareri, informazioni, fare confronto fra chi gestisce case. Ad esempio tu hai parlato dei danni ad una vostra casa. Bene, da quando sono Inc. all'organizzazione nella mia zona ho creato un regolamento per l'utilizzo della base scout che va firmato da chi vi soggiorna, con tanto di dichiarazione di chi è il responsabile dei ragazzi/e che vi soggiornano, con richiesta di caparra prima del soggiorno e cauzione che verrà restituita solo se è tutto a posto. E tale esempio l'ho preso da una associazione nonprofit che gestisce questa casa in trentino (http://nuke.proval.it/Attivit%C3%A0/CasaperferieTedon/tabid/60/language/it-IT/Default.aspx) e che applica proprio un regolamento simile, con tanto di controllo, al termine del soggiorno, da parte dei rappresentanti.
Insomma ti chiedo e mi chiedo: perchè per fare rete fra centri scout si deve creare un'associazione dei centri scout e le strutture deputate, demanio ed in parte ente mario, non si attivano in tal senso? O forse non è il loro compito?
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paciock87



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MessaggioInviato: Martedì 16 Febbraio 2010, 13:29    Oggetto: Rispondi citando

Io penso che finchè terreni e case sono di proprietà di un piccolo privato o di un gruppo la cosa è più semplice, chi ha mai ricevuto una ricevuta fiscale o non-fiscale per avere utilizzato una struttura\terreno? Io la chiedo, ma spesso la risposta è: "non te la posso dare" e allora mi faccio fare un foglio in cui il proprietario attesta che gli ho dato XXX euro... Il Nazionale non può darti una risposta del genere altrimenti penso che la Finanza se li mangia vivi... Penso che se l'Agesci dovesse avere degli immobili destinati ai vdb e campi questi devono essere non a norma, di più... Altrimenti ci passano i guai...

Ti faccio un esempio molto pratico:
Prendiamo una casa per un raduno di gruppo, un bimbo si fa male su una scala che ha dei gradini rotti, facciamo notare la cosa al proprietario e gli diciamo che deve ripararla perchè è pericolosa. Il tipo si altera e dice che non è un problema suo, siamo noi che dovevamo controllare che non si facesse male. Bene, noi abbiamo pagato per correttezza, però poi l'abbiamo anche denunciato e la struttura è stata chiusa e per riaprirla ha dovuto metterla a norma. Ovviamente il costo del posto è lievitato e lui si è beccato una denuncia. Una cosa non piacevole, direi.
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franzos79





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MessaggioInviato: Martedì 16 Febbraio 2010, 13:50    Oggetto: Rispondi citando

Ringrazio Paciock per il bell'esempio.
Vedete le case dove andiamo con gli scout, che siano private (cioè di altre associazioni) oppure di associazioni scout (livelli regionali, zonali, di gruppo agesci) o associazioni terze legate allo scoutismo (si vedano i vari enti e fondazioni come l'ente mario di carpegna, assoc. la traccia, etc.) sono ai sensi della “Legge quadro per il turismo” n. 217 del 17/05/1983 definite Case per ferie ovvero lo sono:
“le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti senza
fine di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose, o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari"

Da qui la legge nazionale rimanda a quelle locali. Ad esempio la legge regionale emilia romagna sulle case per ferie da alcuni, e ne metto solo pochi, criteri di utilizzo:

- Superficie minima delle camere di 8 e 12 metri quadrati per le camere autorizzate rispettivamente per uno o due posti letto, aumentata di 5 mq. per ogni ulteriore posto letto autorizzato. In caso di utilizzo di letti a castello per camere/camerate dai 4 letti in su, ove l'altezza dei locali sia superiore a 3,20 m il parametro superficie/posto letto può essere ridotto 5 mq.;
- indicazione degli estremi del certificato di conformità edilizia e agibilità o presentazione di documentazione equipollente indicata dal Comune;
- idoneità igienico-sanitaria della struttura certificata da un parere preventivo della competente AUSL Dipartimento di Sanità Pubblica. La DIA può essere presentata anche in assenza del parere purché lo stesso sia stato richiesto. Non è comunque possibile iniziare l'attività senza l'acquisizione di tale parere;
- in caso di somministrazione di alimenti e bevande deve essere allegata l'autorizzazione sanitaria ai sensi dell'art. 2 della L. 283/62, con l'eccezione dell'utilizzo della cucina in modalità di autogestione da parte degli alloggiati. Li rispettiamo?

In pratica tutta sta tiritera legislativa per dirvi: come fanno i gruppi e le zone specialmente a conoscere tutte queste leggi? Chi le assiste? Il livello nazionale? Chi, il demanio, l'ente mario? Oppure dobbiamo chiedere a dei consulenti esterni come avere una casa per ferie "scout" a norma? E quanto costa il consulente? Tali livelli hanno il budget necessario ogni anno per pagarsi un consulente per sapere queste cose (come immagino abbia il nazionale) oppure debbono andarlo a cercare fra chi è stato scout e chiederglielo gratis (come spesso accade)?

Vorrei chiarire anche una cosa: io non dico che l'Agesci debba Lei stessa avere degli immobili suoi di proprietà dove fare le vdb, dico solo che quei livelli dell'associazione (zone, gruppi) che gestiscono, spesso in comodato, degli immobili (e lo fanno con fatica, dedizione ed impegno) e che li devono mettere a posto, a norma, perchè si vedono alla fine riconosciute meno possibilità rispetto al nazionale? (ovvero ripeto l'esempio "mele-pere" come è stato definito: immobili nazionale oltre €8.000.000 circa di fondi ricevuti tramite aumento censimenti 1995-2004, immobili altri livelli €600.000 circa di fondi ricevuti tramite il fondo immobili).

Sarebbe interessante ad esempio sapere dalla persona che ha iniziato questo thread perchè hanno costituito la rete dei centri scout italiani.
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gufopreciso



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MessaggioInviato: Mercoledì 17 Febbraio 2010, 11:17    Oggetto: Rispondi citando

franzos79 ha scritto:
1- Prima di tutto specifico che sono favorevole al fatto che chi gestisce strutture scout e le voglia rinnovare o ristrutturare debba comunque cercare forme di finanziamento anche esterne all'associazione ovvero facendo domanda a fondazioni di erogazione, enti pubblici o donazioni private. Anzi sono proprio dell'idea che è meglio trovare tali forme di finanziamento prima di rivolgersi all'interno


Smile Questa parte non era molto chiara...


Citazione:
Quello che mi chiedo è perchè il Nazionale non cerca forme di finanziamento esterne all'associazione (mi hai dato una risposta su questo ma non l'ho capita) invece di finanziare l'acquisto e ristrutturazione di immobili (s. ippolito ovvero roma scout center, bracciano, sede coop. fiordaliso) con la maggiorazione dei censimenti (roma scout center è stato costruito con la maggiorazione dei censimenti dal 1995 al 2004) o con il fondo manutenzioni patrimoniali (alimentato sempre da quote dei censimenti).


E aggiungo per correttezza che anche il Fondo Immobili è alimentato da quote censimenti.

Citazione:
Dunque non penso assolutamente che il Nazionale debba finanziare in toto la ristrutturazione di case scout non da lui direttamente gestite (anzi sono proprio di un'altra idea), mi chiedo solo perchè al Nazionale non si applicano le regole richieste a regioni, zone e gruppi e continuo a non capirlo anche dopo le tue risposte.


Il perchè si sia fatto così è molto difficile da viscerare; ma quello che volevo sottolineare è che è il Consiglio Generale che fa le regole, e quelle regole specifiche si applicano solamente a Regioni, Zone e Gruppi in rapporto all'utilizzo fondo immobili. Non c'è alcuna regola che dica che Zone, Gruppi e Regioni debbano necessariamente ricorrere a fonti esterne, ma vi è solamente una regola relativa all'utilizzo di quel fondo per ciascun progetto. Vi è una profonda differenza, perchè tu estendi una regola che dice "a quanta parte della spesa può partecipare il Fondo Immobili" al dire "in che modo coprire la totalità della spesa". Un conto dire che verosimilmente si farà ricorso anche a finanziamenti esterni (sommando alla razionalizzazione dei centri di costo, i contributi ad esempio di gruppo alla zona, chiedere una quota integrativa al censimento, ecc..); un altro è dire che quel regolamento ti obbliga a far ciò, perchè così non è. è il Regolamento Fondo Immobili e non il Regolamento Copertura Finanziaria (e a proposito vi sono le Linee Guida).

Citazione:
2 - Sui costi e ricavi del roma scout center hai sicuramente ragione. Sarebbe però interessante sapere, rispetto al business plan che sicuramente sarà stato fatto, entro quando l'associazione riuscirà a recuperare tali costi di ristrutturazione e apertura della struttura che ha sostenuto (ovvero i famosi € 6.900.000), 5, 10, 20, 30 anni anche in relazione ai risparmi di spesa citati.


Questo potremmo chiederlo agli Incaricati e sarebbe interessante...

Citazione:
Comunque permane il mio dubbio sullo sfilacciamento da cui sono partito: a me interesserebbe riuscire a scambiare pareri, informazioni, fare confronto fra chi gestisce case. Ad esempio tu hai parlato dei danni ad una vostra casa. Bene, da quando sono Inc. all'organizzazione nella mia zona ho creato un regolamento per l'utilizzo della base scout che va firmato da chi vi soggiorna, con tanto di dichiarazione di chi è il responsabile dei ragazzi/e che vi soggiornano, con richiesta di caparra prima del soggiorno e cauzione che verrà restituita solo se è tutto a posto. E tale esempio l'ho preso da una associazione nonprofit che gestisce questa casa in trentino (http://nuke.proval.it/Attivit%C3%A0/CasaperferieTedon/tabid/60/language/it-IT/Default.aspx) e che applica proprio un regolamento simile, con tanto di controllo, al termine del soggiorno, da parte dei rappresentanti.


Interessante quel documento, ne valuterò (anche se ho sempre pensato che tra scout...). Per quanto riguarda il caso particolare, anche noi solitamente si chiedeva una caparra, ma il problema è che in questo caso non è sufficiente, perchè non si tratta di quelle piccole cose che succedono, ne di una più grande che può succedere anche involontariamente. Il problema è che sono tante cose accadute non "per caso" ma per incuria o mancanza di controllo. (esempio: brandine montate al contrario rompendo quindi gli incastri per montarle, rottura in due pezzi della canna fumaria, pedate sulle ante degli armadi rompendoli, far bruciare il caminetto (compresa la mensola in legno che si trovava al di sopra di esso e con tutto il muro nero).

A questo proposito alla scorsa Assemblea la mia CoCa assieme a due Zone ha presentato una raccomandazione poi fatta propria dal Comitato per agire in qualche modo, per presentare alla prossima Assemblea un progetto, un qualcosa, per proteggerci dal fatto che sempre più spesso quando telefoni ti senti dire "agli scout non lo diamo più".

Citazione:
Insomma ti chiedo e mi chiedo: perchè per fare rete fra centri scout si deve creare un'associazione dei centri scout e le strutture deputate, demanio ed in parte ente mario, non si attivano in tal senso? O forse non è il loro compito?


Su questo concordo, ma vedi sotto...

Citazione:
Li rispettiamo?


Bè non chiederlo a me, non sono soggetto a quella legge regionale ma ad un altra Smile

Citazione:
In pratica tutta sta tiritera legislativa per dirvi: come fanno i gruppi e le zone specialmente a conoscere tutte queste leggi? Chi le assiste? Il livello nazionale? Chi, il demanio, l'ente mario? Oppure dobbiamo chiedere a dei consulenti esterni come avere una casa per ferie "scout" a norma? E quanto costa il consulente? Tali livelli hanno il budget necessario ogni anno per pagarsi un consulente per sapere queste cose (come immagino abbia il nazionale) oppure debbono andarlo a cercare fra chi è stato scout e chiederglielo gratis (come spesso accade)?


Non so come funziona in Emilia, ma in Liguria la Regione è sempre stata disponibile all'assistere (e d'altronde è logico che sia così visto che si ha a che fare con leggi regionali e con le istituzioni regionali con cui spesso il livello Regionale si confronta). Non c'è un sistema di prenotazione centralizzato come in Veneto, ma anche per quello come per le altre cose esiste l'Assemblea Regionale e se valutate come Zona, sentendo anche delle altre, che sia il caso che il Regionale si occupi maggiormente di questo argomento (case, assistenza, prenotazioni, ecc...) basta presentare mozioni all'Assemblea per impegnare la Regione ad occuparsi di ciò... la democrazia associativa è proprio questo.
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