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un elite?
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Giovedì 22 Mag 2008, 08:00    Oggetto: Rispondi citando

Pacio, mi stupisco che tu non voglia comprendere cose facili:
1) la definizione di elite che ho riportato non è una mia interpretazione ma quanto indica Wikipedia. Se non lo trovi esaustivo fai una semplice ricerca come me e trovi altre conferme.
Mdr Virgilio:
<<élite: élite
frs., s. f. in it. inv., la parte migliore, il fior fiore della società in generale o di un gruppo in particolare.>>
Come vedi non trovo nulla di negativo in ciò.
2) Non ho bisogno che me lo dica qualcuno che Gesù e i discepoli fossero una elite nel loro tempo: lo hanno dimostrato 2000 anni di fatti.
3) Non si sta parlando del servizio come forma di superiorità, ma di quanto lo Scoutismo dovrebbe essere "fabbrica" di elite secondo un modo di vedere lo Scoutismo (che condivido).
4) Mi spiace, ma ti stai contrapponendo con viva forza a niente, perchè l'oggetto della discussione non è il sostenere una elite in senso negativo come credi tu.
Wink
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pacio



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MessaggioInviato: Giovedì 22 Mag 2008, 20:22    Oggetto: Rispondi citando

caro udb
d'altra parte mi stupisco che tu non riesca ad interpretare il concetto di elitè secondo la sua accezione negativa.
fondamenti di semantica? Wink
mah....
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uomodelbosco





Registrato: 06/03/07 18:14
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MessaggioInviato: Venerdì 23 Mag 2008, 08:03    Oggetto: Rispondi citando

E se utilizzassimo "eccellenza", (cioè il più alto livello qualitativo raggiungibile) invece di "elite" saresti più rilassato? Wink
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gufopreciso



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MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 10:31    Oggetto: Rispondi citando

pacio ha scritto:
purtroppo, caro uomodelbosco, la storia mi pare insegni che ogni qual volta si è usato il termine elitè è stato per designare o intendere una condizione ristretta di potere e non di servizio.[...] poi, sul fatto che ognuno la intenda come meglio crede, non c'è nulla da obbiettare, ma da lì a dire che le parole abbiano un solo significato mi pare una cosa che non faccia onore all'intelligenza di nessuno qui dentro.


Ma non dovremmo noi educare i ragazzi a pensare con la propria testa? A viscerare la realtà? A non essere "massa" ma "individualità"? Proprio perché le parole hanno tanti significati, non dovremmo bandirle solo perchè in un certo momento della storia hanno assunto un significato se non negativo, non proprio positivo, dovremmo anzi esplorarle. Così le parole, come i simboli.

Citazione:
detto questo, tu consideri la cerchia di gesù e i suoi discepoli una elitè e sei liberissimo di farlo.
per contro non ho trovato unsolo testo che sia a supporto di questa tua affermazione. ciò non toglie che tu sia liberissimo di continuare a credere nel servizio come ad una forma di elitè, di appartenenza alta, di un qualcosa che si riconosce e si soddisfa in se stessa.


Certo che lo scautismo cattolico è élite. E non può essere altrimenti, se non fossimo élite allora avremmo fallito la nostra vocazione. Garzanti definisce élite come "gruppo ristretto di persone che si distinguono", e allora al di là di usi negativi della parola, ma anzi proprio per esso noi non siamo un élite? Uno che "sa vedere ove e quello che agli altri sfugge"? Uno che si fa "cercatore di verità, per sorreggere i dubbiosi; combatte per la iustizia, per consolare che soffre; che spezza anche l'ultimo pane per non respingere mani protese mendicanti di cibo [...]; che accetta la vocazione di amare"? Uno che rispetta una Legge per rendersi utile agli altri in ogni circostanza? Uno sul quale si può fare affidamento sugli impegni presi, sulla lealtà, sul suo onore? Un élte di Serivizo, di servitori che amano gli uomini, che donano se stessi al servizio degli altri. Un élite di uomini che tengono fede ad una Promessa e si oppongono al compromesso, all'ipocrisia. Un élite di uomini che non giudicano il prossimo, ma lo amano; che vincono l'egoismo "per aprirsi al prossimo e alla società". Gli Esploratori francesi sono gli "éclaireurs", quelli che "rischiarano, portano la Luice". Ma non un gruppo che si gloria di essere "superiore", ma un un gruppo ristretto di persone che si distinguono per voler partecipare nella scoietà ed amare gli uomini, mettersi al loro Servizio, vedere nel fratello Cristo. Non è forse élite? Questo è lo Scautismo Cattolico. élite nel senso più bello e Cristiano che esista, essere i primi per gli ultimi, i primi per servire.

Non posso che citare persone più grandi di noi, veramente Esempi di Cristiani e Scout.

Chi vorrà tra voi essere maggiore, sia il vostro servo [Mt 20, 26]

B.-P.
lo Scout è fatto per servire e salvare il prossimo

Pére Sevin:
Figlio mio, tu sei uno scout. Sai cos'è uno scout? - Un Esploratore, Signore. Un Esploratore, cioè una guida. Conosci la storia di quel cieco che voleva guidare un altro cieco? Entrambi caddero nel fossato e morirono. - Signore se tu mi guiderai, questa sventura non mi colpirà. Hai ragione ad invocarmi: io sono la prima guida, il primo esploratore.Io non sono solo l'esploratore, ma la luce. E colui che mi segue non cammina nelle tenebre. Seguimi, e vedrai chiaro. Seguimi, e la tua lanterna illuminerà i tuoi fratelli scout. Seguimi, ed io farò di te uno scout. Cioè una guida per gli uomini. Come lo sono stati i giovani della Galilea di nome Giovanni, Pietro, Andrea e Filippo e gli altri che furono la mia prima squadriglia.

Pére Forrestier:
Lo Scautismo vuole formare una élite, ma una élite che si recluta nella massa e si costituisce lentamente, con la lentezza stessa della crescita umana

Baden:
Di fronte al ragazzo di oggi da riconquistare ci sono due vie: la prima è partire dalle sue posizioni, accettarne la mentalità e creare in lui - lentamente - delle nuove sensibilità spirituali. è la via di molti. Lo Scautismo invece - e soprattutto lo Scautismo Cattolico - parte da una sua posizione, chiara, precisa: lealtà, sacrificio, purezza, fortezza e presenta questi valori senza panacee o manipolazioni e chiede al ragazzo un'accettazione totale. Non si fanno baratti o concessioni. è una strada anche questa, non certo adatta agli stomachi deboli o a personalità senza strutture interiori. Lo Scautismo è impegnativoi, parecchio, serio, compromettente: chi non vuole dare tutto, il dilettante, gli artisti del doppio gioco non sono fatti per noi. Saremo sempre la minoranza: è scontato in partenza, ma sono sempre state le minoranze a fare la storia.

Servire significa donare il meglio di noi per gli altri, significa dimenticarsi per gli altri, significa soprattutto uno spirito di generosa donazione [...] di quell' "eroico quotidiano".

essere Capo nella vita [...] tenendo ben presente il divino mandato, che comandare significa servire. Cioè aiutare, confortare, sopportare: cioè scoprire gli uomini, capirli per quello che sono, amarli per quello che dovrebbero essere. Far tacere e scomparire il nostro io.

Lo Scautismo è sforzo di creature che si aprono all'amore.

Lo Scautismo è scuola di uomini per la vita e se fallisce questa meta, resta cosa inutile.

Lo Scautismo è primariamente educazione. Per creare un tipo d'uomo con particolare sensibilità ed uno stile ben definito.

Qual è la meta del Roverismo? [...] Capi nella vita. [...] Chi è Capo? Certo colui che più sa e più può, ma soprattutto chi più ama. Chi dona se stesso al servizio degli altri. [...] Il Roverismo vuol fare degli uomini che sappiano assumere il ruolo di Capi. Dove? Non certo nelle eccezionalità di imprese grandiose, ma nella vita che si dipana ogni giorno, dove la Provvidenza ci pone. [...] Non è col sottrarsi da un ambiente o col giudicare gli uomini che li salveremo, ma con l'amarli al di là di ogni debolezza individuale: giorno per giorno con gesto che non cerca l'eroico. Solo così saremo dei Capi nella vita.

Quando diciamo che lo Scautismo è scuola di Capi intendiamo primariamente dire che è scuola di sincerità. è Capo chi è pronto a rendere conto di sè e del proprio operato anche di fronte al più piccolo dei suoi. [...] Per essere Capo occorre anche la pazienza e l'umiltà della preparazione. [...] è Capo chi è competente nel Campo in cui svolge il suo compito [...] è Capo colui che parla poco, ma ogni sua parola è risonanza si segrete elaborazioni [...] è Capo colui che sa fare propri i desideri degli altri, ponendosi al loro servizio. [...] E qui lo Scautismo appare come la più vera scuola di Capi. [...] Si è Capi in proporzione all'amore [...] essere Capi significa semplicemente questo, camminare davanti, nel rischio e nella prova, senza misurare l'utile e il danno, per aprire una strada per coloro che ci seguono, per testimoniare una fede e diffondere l'amore.


Pio XI
Voi siete gli Esploratori che gli preparate la via e gli altri marceranno sicuri sui vostri passi. La vostra qualità signific ch voi dovete essere primi fra i primi, primi di tutti...primi nella professione della fede cristiana, primi nella santità, primi nella dignità [...]

Giovanni Paolo II
Là dove tutto parla del Creatore e della sua sapienza, dalle maestose montagne alle incantevoli valli fiorite, voi imparate a contemplare la bellezza di Dio, e la vostra anima, per così dire, "respira", aprendosi alla lode, al silenzio ed alla contemplazione del mistero divino. [...] il cammino scoutistico dell’AGESCI mira a formare la personalità dei ragazzi, dei giovani e degli adulti secondo il modello evangelico. É una scuola di vita, nella quale si impara uno "stile" che, se ben assimilato, si mantiene per tutta la vita. Questo stile si riassume nella parola "servizio". E se ciò vale per ogni giovane che partecipa all’esperienza scoutistica, indipendentemente dalla sua fede, è vero a maggior ragione per voi, che vi chiamate e volete essere realmente "cattolici". Il vostro servizio dovrà essere ancor più generoso e disinteressato, sul modello di quello di Gesù che disse: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!" (At 20,35).

Cari giovani, rispondete con generosità all'appello di Cristo che vi invita a prendere il largo e a diventare suoi testimoni, scoprendo la fiducia che Cristo ha in voi per inventare un avvenire con lui. Questa missione che la Chiesa vi affida, per poter essere effettuata richiede innanzitutto che coltiviate una vita di preghiera autentica, nutrita dai sacramenti, specialmente dall'Eucaristia e dalla Riconciliazione. Come ho sottolineato nella recente enciclica Ecclesia de Eucharistia, ”ogni impegno verso la santità [...] deve attingere dal mistero eucaristico la forza necessaria ed orientarsi verso di lui come verso la vetta” (n. 60). [...] Itinerario privilegiato di crescita spirituale, l'esperienza scout è un percorso di grande valore per l'educazione integrale della persona. Essa aiuta a vincere la tentazione dell'indifferenza e dell'egoismo per aprirsi al prossimo e alla società. L’esperienza scout può favorire efficacemente l’ accoglienza delle esigenze della vocazione cristiana: essere ”il sale della terra e la luce del mondo” (cfr. Mt 5,13-16). Vi invito ad essere fedeli alla ricca tradizione del movimento scout, impegnato nella formazione al dialogo, al senso della giustizia, alla lealtà, alla fraternità nei rapporti sociali. Un simile stile di vita può essere il vostro contributo originale alla realizzazione di una fraternità più grande e più autentica fra i popoli di Europa, un apporto prezioso alla vita delle società nelle quali vivete.


In un appunto le Aquile Randagie scrivono:
vivendo lo Scautismo [...] ha per scopo di formare un tipo ben definito: lo SCOUT, causa e meta dello Scautismo stesso. Non tutti possono essere Scout, bisogna avere delle possibilità morali e fisiche speciali, quasi diremmo una vera e propria vocazione. Lo Scout deve essere l'individuo di carattere, leale, puro gioioso, capace di badare a se stesso e sempre pronto ad aiutare gli altri, deve avere spirito d'iniziativa, di sacrificio, essere amante della Natura, della Vita all'Apero, deve, soprattutto, servire ed amare Dio per convizione.

Questo è il nostro Scautismo, lo Scautismo Cattolico Franco-Italiano. AGESCI, FSE, ecc... Già solo quando affermiano che "lo Scautismo è aperto a tutti, ma non tutti sono per lo Scautismo" facciamo élite. Nel migliore e più crisitiano significato del termine. Se non condividiamo ciò, se non annuiamo ad ogni parola che ho citato sopra, se non tendiamo all'Uomo-Scout, se facciamo uno scautismo del compromesso, uno scautismo adattato, uno "scautismo per tutti" (espressione da leggere alla luce della frase sopra); non facciamo ciò che siamo chiamati e tenuti a fare da Lui per gli Uomini. Non viviamo lo Scautismo.
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pacio



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MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 20:43    Oggetto: Rispondi citando

grazie, gufo
ma la mia storia personale e il mio bagaglio di esperienze non mi spostano di uin millimetro dal ritenere il termine elitè nella sua accezione negativa.
con questo tu sei liberissimo si sentirti parte di un qualcosa che si distigue.
per quanto mi riguarda, predicherò sempre l'esatto contrario proprio perchè, detta alla brutta, non me ne frega niente di essere il primo a servire. io do una mano come posso e quando posso esattamente come tutti gli altri intorno a me.
fasccio servizio perchè mi fa bene, non per essere annoverato tra questi o quelli.

fraternamente, ma non diverso
pacio
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Martedì 10 Giugno 2008, 08:18    Oggetto: Rispondi citando

Pacio ha scritto:
per quanto mi riguarda, predicherò sempre l'esatto contrario proprio perchè, detta alla brutta, non me ne frega niente di essere il primo a servire. io do una mano come posso e quando posso esattamente come tutti gli altri intorno a me.
fasccio servizio perchè mi fa bene, non per essere annoverato tra questi o quelli.

Fantastico!
Si discute di una cosa e la tua conclusione è "non me ne frega niente", alla facciazza del mettersi in ascolto e del vedere quel che c'è di buono nelle parole degli altri.
Essere il primo a servire, se non lo hai notato, è essere di esempio, cioè essere un Capo, ma va da sè, non te ne frega niente.
Tutti danno una mano come e dove possono, ma ciò non toglie che se sei uno Scout, e per giunta un Capo, dovresti avere l'asticella qualche centimetro più in alto degli altri, tendendo ad un miglioramento personale che poi si riflette su chi è con te.
Fare servizio perchè ci fa bene è un pò egoistico non trovi? Certo, c'è anche questa componente, è innegabile, ma non dovrebbe essere la molla che muove tutto.
Ma tanto a te non te ne frega niente.
Posso dirmi fortunato di non essere in Coca con te?
Fraternamente, e (fortunatamente) diverso.
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pacio



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MessaggioInviato: Martedì 10 Giugno 2008, 09:46    Oggetto: Rispondi citando

caro udb
i giochini dialettici da te proprio non me li aspettavo.
prenderò il tuo intervento come una debacle probabilmente dettata dalla sconfitta dell'italia da parte di una magnifica olanda....
a parte queste supposizioni, cerca di essere corretto sia quando leggi sia quando interpreti perchè non ho detto che non me ne frega niente di te o di chi la pensa come te: ho detto che non me ne frega niente di essere parte di una elitè.
è un pò diverso, non ti pare?
se poi ritieni sia solo egoismo il mio sentirmi bene quando faccio servizio, mi pongo chino e genuflesso di fronte a ben altri principi che, pare, animano il servizio di molti altri se non tutti.
sicuramente a parole, perchè poi nella concretezza posso dire a ragion veduta che tutti noi facciamo servizio perchè ci fa bene e non tanto "gratuitamente".
per fortuna o purtroppo non so, di santi agostini in giro ne vedo proprio pochini pochini.....anzi, direi quasi nessuno....
logicamente qui nei miei dintorni. forse in altre parti d'italia sarà pieno....chissà....
posso dirti che mi dispiace che tu non sia in coca con me?
sicuramente ci sarebbero delle riunioni ricche e stimolanti, sempre che si abbia l'elasticità mentale e la correttezza.
fraternamente, e testardamente non diverso
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Martedì 10 Giugno 2008, 10:09    Oggetto: Rispondi citando

Pacio ha scritto:
a parte queste supposizioni, cerca di essere corretto sia quando leggi sia quando interpreti perchè non ho detto che non me ne frega niente di te o di chi la pensa come te: ho detto che non me ne frega niente di essere parte di una elitè.


Pacio ha scritto:
per quanto mi riguarda, predicherò sempre l'esatto contrario proprio perchè, detta alla brutta, non me ne frega niente di essere il primo a servire.

Ehi...questo è quel che leggo. Che c'è da interpretare?
Ora concedimi un risolino soffocato: è curioso come quel "me ne frego" che usi sia stato usato in passato da -suppongo- coloro che tu ritieni essere la causa della degenerazione del termine "elite" Wink

Citazione:
prenderò il tuo intervento come una debacle probabilmente dettata dalla sconfitta dell'italia da parte di una magnifica olanda....

Suppongo che tu stia parlando di calcio. Argomento che a me interessa meno di niente, per cui non posso esserti utile in questo campo.
Fraternamente -e almeno in questo- testardamente diverso
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rinoceronte caparbio
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MessaggioInviato: Martedì 10 Giugno 2008, 12:22    Oggetto: Rispondi citando

uomo, c'è da interpretare che non ha detto quello che intendi dire tu.

Ovvero che pacio serve perchè se lo sente, e poco gli interessa se è il primo o l'ultimo. E' pronto.
E non perchè parte di un'elite.

Leggiamo con calma e scriviamo dopo aver riflettuto sulla lettura dei post.

E questo vale per tutti NOI.
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gufopreciso



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MessaggioInviato: Martedì 10 Giugno 2008, 13:05    Oggetto: Rispondi citando

rinoceronte caparbio ha scritto:
Ovvero che pacio serve perchè se lo sente, e poco gli interessa se è il primo o l'ultimo. E' pronto.
E non perchè parte di un'elite.

Leggiamo con calma e scriviamo dopo aver riflettuto sulla lettura dei post.


Vorrei a questo punto precisare un punto, la riflessione sulla lettura credo debba essere anche nel senso opposto. Mi rendo conto che l'uso di "élite" e "primi" possa causare delle incomprensioni al giorno d'oggi, è un uso un pò "retorico" forse (ma bisogna capire il contesto storico), ma ciò non deve impedire di comprendere il significato che con quelle parole si voleva e si vuole intendere. E fermarsi ad una lettura superficiale e puntarsi sul "la parola non mi piace" trovo sia un atteggiamento poco costruttivo.

Il senso di élite (e non elité) usato è quello proprio della parola stessa, cioè di indicare un gruppo di persone che si distingue dalle altre per avere un carattere, un modo di pensare e d'agire e delle convinzioni diverse da altre persone. Senza volere significare che per questo motivo esse si sentono superiori, disprezzano gli altri, si gloriano della loro situazione (le accezioni negative a cui si riferiva pacio, le élites sociali alle quali ancora una volta non ci si vuole riferire). Non si vuole usare la parola coi ragazzi per paura che venga intesa male? Ci sta, giusto, anche se secondo me dovremmo tutti imparare ad andare al di là delle apparenze e comprendere il significato vero di ciò che si vuole dire. L'importante è capire cosa si vuole dire quando si dice che "lo scautismo è élitario", nel senso che l'Uomo-Scout ha avuto un'educazione, ha delle carrateristiche, delle particolarità, degli atteggiamenti, un carattere peculiare proprio che non si nega che alcuni non-scout lo abbiano, ma che in linea di massima lo differenzia da altre persone. E questo è principalmente il Servizio. Stesso discorso che vale per quando si usa primi non vuol dire che ci si considera i primi, i migliori, i superiori, ma si dice che l'Uomo-Scout dev'essere il primo, deve cioè dare l'esempio, ha una vocazione al servizio che lo porta a non tirarsi indietro, ad essere sempre li quando e dove c'è bisogno di lui e se si è Capi primariamente nel fare educazione, e non istruzioni, ai giovani scout.

Essere primi, cioè essere d'esempio. Essere élite, cioè servire (più tutte le altre caratteristiche di lealtà, onore, integrità, ecc). Primi nel Servizio, Servire ed essere d'esempio.

Non si vuole usare quelle parole, va bene. Però capire quello che si vuole dire.

E questa risposta a me e come a udb, al di là del "me ne frego"
Citazione:
per quanto mi riguarda, predicherò sempre l'esatto contrario proprio perchè, detta alla brutta, non me ne frega niente di essere il primo a servire. io do una mano come posso e quando posso esattamente come tutti gli altri intorno a me.
fasccio servizio perchè mi fa bene, non per essere annoverato tra questi o quelli.


che sia data di'impulso senza aver compreso il senso delle parole. Non si tratta di essere annoverati tra questi o quelli, ma di essere Uomo-Scout. E se non "frega niente" di essere il primo a servire, cioè di essere da esempio, di aver fatto proprio il Servizio. Allora c'è qualcosa che non va...

Senza giudicare nessuno.
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Martedì 10 Giugno 2008, 13:57    Oggetto: Rispondi citando

Quoto in toto Gufopreciso! Wink
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pacio



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MessaggioInviato: Mercoledì 11 Giugno 2008, 14:45    Oggetto: Rispondi citando

mi spiace per voi che ritenete di divermi "educare" a sentirmi il primo, ma purtroppo, o per fortuna non so, faccio parte di quella generazione che crede ancora al tizio che diceva "....Ma quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra...." "....Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto...." "...Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto...." e via con tutto il capitolo 5 e 6 di matteo.
non mi pare che gesù abbia mai parlato di "elitè", come ho già detto. anzi mi pare abbia sempre predicato il senso vero dell'amore che proprio perchè tale non si riconosce in qualcosa di "sublime" o di "unico" ma si nutre proprio di quella umiltà e semplicità che non mi pare si sposi così chiaramente con "il gruppo ristretto". altrimenti perchè doveva chiedere a tutti di andare per il mondo a predicare il vangelo affinchè tutti si convertissero?
ma logicamente sono io che non capisco per cui non abbiamo da educarci a vicenda: a chi fa piacere sentirsi parte di una elitè lo faccia tranquillamente.
basta però non fare di questa personale sensazione una regola comune.
ribadisco che non me ne frega niente ( anche alla luce di quello che ho scritto sopra ) di essere non solo considerato il primo a servire ma anche solo uno che si da da fare per gli altri.
lo faccio perchè, come ho già detto, mi fa stare bene.
beati coloro che fanno servizio per il senso più nobile della gratuità: io non ci riesco e non me ne preoccupo.
alla fine ognuno di noi sa perfettamente usare il proprio metro onestamente con se stesso.

peccato, udb. peccato davvero.
mi ero quasi quasi fatto l'idea che tu potessi essere davvero "stimolante" nelle discussioni calde.
noto, purtroppo, che non ti lasci sfuggire l'occasione di un rancore inutile e sempliciotto.
quello che ho scritto non è da intepretare: è chiaro così com'è se lo sai leggere onestamente.
mi aspettavo, e mi aspetto, dei botta e risposta un pò più "corposi" che la semplice retorica del fascismo.
fraternamente Laughing
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Mercoledì 11 Giugno 2008, 15:30    Oggetto: Rispondi citando

Pacio ha scritto:
mi spiace per voi che ritenete di divermi "educare" a sentirmi il primo, ma purtroppo, o per fortuna non so, faccio parte di quella generazione che crede ancora al tizio che diceva "....Ma quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra...." "....Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto...." "...Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto...." e via con tutto il capitolo 5 e 6 di matteo.

Nessuno vuole educarti, per quello ci devi pensare tu stesso in quanto Capo e quindi in crescita continua. E nemmeno si è mai detto che essere i primi sia una cosa da sbandierare. Al contrario, si è spesso sostenuto che essere primi significa esserlo anche (soprattutto) nell'essere umili.
Citazione:
non mi pare che gesù abbia mai parlato di "elitè", come ho già detto. anzi mi pare abbia sempre predicato il senso vero dell'amore che proprio perchè tale non si riconosce in qualcosa di "sublime" o di "unico" ma si nutre proprio di quella umiltà e semplicità che non mi pare si sposi così chiaramente con "il gruppo ristretto". altrimenti perchè doveva chiedere a tutti di andare per il mondo a predicare il vangelo affinchè tutti si convertissero?

Matteo cap. 28 18,20
<<E Gesù, avvicinatosi, disse loro (ai discepoli): “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,
insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”>>
Se questa non è una ristretta cerchia, cos'è? E cos'è, quindi, se non una elite, cioè pochi (scelti da Lui, oltretutto) dotati di qualità tali da andare e cambiare il mondo?
Citazione:
ma logicamente sono io che non capisco per cui non abbiamo da educarci a vicenda: a chi fa piacere sentirsi parte di una elitè lo faccia tranquillamente.
basta però non fare di questa personale sensazione una regola comune.
ribadisco che non me ne frega niente ( anche alla luce di quello che ho scritto sopra ) di essere non solo considerato il primo a servire ma anche solo uno che si da da fare per gli altri.
lo faccio perchè, come ho già detto, mi fa stare bene.
beati coloro che fanno servizio per il senso più nobile della gratuità: io non ci riesco e non me ne preoccupo.
alla fine ognuno di noi sa perfettamente usare il proprio metro onestamente con se stesso.

Mmmm....attenzione, c'è superbia anche nel sostenere di non averne, bisogna stare attenti sia a credersi degli eletti, sia a fare a gara ad essere l'ultimo. Dal canto mio ribadisco che "non me ne frega niente" è un atteggiamento non corretto e rischioso, dato che non ti permette di superare quel piccolo muro che ti consente di capire anche le posizioni altrui.
Io invece mi preoccuperei se dovessi capire di fare servizio per gratuità e non per soddisfazione personale. Questa c'è, è innegabile, ma deve essere un sottoprodotto del servizio, non lo scopo stesso, altrimenti non è più servizio.

Citazione:
peccato, udb. peccato davvero.
mi ero quasi quasi fatto l'idea che tu potessi essere davvero "stimolante" nelle discussioni calde.
noto, purtroppo, che non ti lasci sfuggire l'occasione di un rancore inutile e sempliciotto.

Laughing Laughing E' proprio vero che non mi conosci: il rancore mi è sconosciuto, grazie a Dio! Mi sa che dobbiamo davvero mettere in mezzo la famosa bottiglia di sidro! Wink

Citazione:
quello che ho scritto non è da intepretare: è chiaro così com'è se lo sai leggere onestamente.
mi aspettavo, e mi aspetto, dei botta e risposta un pò più "corposi" che la semplice retorica del fascismo.

Mumble....continuo a non capire dove stia la mancata interpretazione....eppure mi sembra che anche Gufopreciso la veda come me...due che si sbagliano? Mmmm...può anche essere...
Facciamo così:azzeriamo tutto, misura bene le parole e con calma e precisione spiega perchè elite ha per te una sola accezione negativa.
Fraternamente Smile
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pacio



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MessaggioInviato: Mercoledì 11 Giugno 2008, 21:44    Oggetto: Rispondi citando

già fatto
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