Oggi sarai con me in Paradiso


“Oggi sarai con me in paradiso”! È commovente questa frase di e straziato dal dolore, promette la salvezza al ladrone. Noi lo chiamiamo “ladrone” eppure Lui lo ha guardato con e non ha esitato a fargli la promessa più grande.

[Continua a leggere]

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: +1 (from 1 vote)
Share

La vita è la tua nave e non la tua dimora


Anche la Sapienza dice che « è come il vascello che fende le acque agitate e non lascia dopo di sé alcuna traccia del suo rapido passaggio…». Quando penso a queste cose, la mia anima si immerge nell’infinito; mi sembra di toccare già la riva eterna.

[Continua a leggere]

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 9.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: +1 (from 1 vote)
Share

Un monumento ricorda il “papà” degli scout


San Michele (): Ieri l’inaugurazione della lapide in di , pedagogista genovese, fondatore a di una scuola ispirata al metodo educativo di Powell.

[Continua a leggere]

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 5.4/10 (9 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: +9 (from 9 votes)
Share

L’unica materia prima africana che non è considerata preziosa è l’uomo


L’unica materia prima africana
che non è considerata preziosa è l’uomo

L’ultimo rapporto della FAO delinea un peggioramento delle condizioni di nei paesi emergenti e in quelli a basso e bassissimo livello di . Un miliardo di persone, un sesto dell’umanità, non mangiano abbastanza: 100 milioni in più rispetto al 2008.
La situazione più critica in termini assoluti è quella dell’Asia: circa un sesto della popolazione è sottoalimentata, 642 milioni di persone su un totale di poco più di quattro miliardi. In termini relativi però il continente più povero e affamato resta l’Africa, in particolare quella subsahariana dove la fame è realtà quotidiana per un terzo degli abitanti: ben 265 milioni di persone su 788.
La causa va in parte attribuita alla crisi mondiale che in molti stati ha interrotto un trend positivo di crescita economica.
Per quanto riguarda l’Africa, nel 2009 il Pil crescerà soltanto del 2,8%, per la prima volta meno della popolazione e questo dopo cinque anni di incremento medio superiore al 5%, con punte massime maggiori del 10% in Angola e in altri stati produttori di petrolio.
I principali fattori negativi imputabili alla crisi economica internazionale sono il calo del prezzo di molte sui mercati internazionali, le minori entrate derivanti dalle rimesse degli emigranti e la riduzione degli investimenti stranieri malgrado il maggiore interesse verso il continente mostrato da Cina, India e altri stati asiatici.
Ma non è certo stata la crisi internazionale a ridurre alla fame più di un terzo degli abitanti dello Zimbabwe e della Somalia nell’ultimo anno, bensì una delirante politica governativa che ha letteralmente distrutto l’economia nazionale, nel primo caso, e una guerra lunga ormai 18 anni, nel secondo. Per spiegare quanto sta accadendo è alle cause interne della debolezza delle economie africane che si deve guardare. All’origine della povertà e della maggiore fragilità delle economie africane ci sono prima di tutto i fattori di sempre: corruzione, malgoverno, conflitti per il controllo dell’apparato statale, movimenti antigovernativi armati, tutti fenomeni che impediscono anche negli anni migliori di trasformare la crescita del Pil in sviluppo umano, vale a dire in migliori condizioni generali di vita.
Come in Somalia e in Zimbabwe, così in Niger, Nigeria, Ciad, Sudan, Angola, Repubblica Democratica del Congo, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Guinea Equatoriale la povertà attanaglia popolazioni che invece dovrebbero godere dei proventi di materie prime pregiate e che per di più dispongono di uno straordinario capitale umano dato da una percentuale di giovani superiore al 50%.
Il dato significativo, in altre parole, non è l’aumento in Africa delle persone affamate in concomitanza con una crisi di portata mondiale, ma il persistere di denutrizione, malnutrizione, tassi elevatissimi di mortalità infantile e materna, percentuali costanti di ammalati e di morti di AIDS, tubercolosi, malaria e altre malattie altrove scomparse o facilmente curabili, mentre a livello internazionale si verificavano condizioni tra le più favorevoli per il continente: fino al 2008, maggiori investimenti stranieri, remissione del debito estero, aiuti internazionali astronomici, prezzi in crescita delle materie prime, a partire dal petrolio che ha sfiorato i 150 dollari al barile.

L’ultimo rapporto della FAO delinea un peggioramento delle condizioni di vita nei paesi emergenti e in quelli a basso e bassissimo livello di sviluppo. Un miliardo di persone, un sesto dell’umanità, non mangiano abbastanza: 100 milioni in più rispetto al 2008. La situazione più critica in termini assoluti è quella dell’Asia: circa un sesto della popolazione è sottoalimentata, 642 milioni di persone su un totale di poco più di quattro miliardi. In termini relativi però il continente più povero e affamato resta l’Africa, in particolare quella subsahariana dove la fame è realtà quotidiana per un terzo degli abitanti: ben 265 milioni di persone su 788.

[Continua a leggere]

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 0 (from 0 votes)
Share

Prosegue l’emergenza in Abruzzo


Prosegue l’ in
C’è ancora bisogno di Noi!

Nei due mesi appena trascorsi sono stati circa 1300 i capi che si sono avvicendati nel in alcune delle tendopoli allestite dal DPC per ospitare la popolazione colpita dal sisma. Due mesi sono un breve lasso di tempo per chi vive serenamente il proprio quotidiano, ma sono un tempo infinito per chi ha visto distrutti in pochi minuti la propria o il di una .

[Continua a leggere]

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 0 (from 0 votes)
Share