Parliamo di gennaio, 2010

Se questo è un uomo – Primo Levi


Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

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Il senso del Giorno della Memoria


Molti sono stati in questi anni gli studi, gli articoli, le riflessioni, le pubblicazioni di studiosi e intellettuali che hanno tentato di definire e ridefinire costantemente il senso della .

Sessantacinque anni fa, il , venivano aperti i cancelli di . Le immagini che apparvero agli occhi dei sovietici che liberarono il campo, sono impresse nella nostra memoria collettiva. Ad , come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza.

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Vincere che cosa?


La cosa importante in questa vita e’ aiutare gli altri a , anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa.

Qualche anno fa, alle di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. Mentre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull’asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Gli altri otto sentirono il ragazzino piangere. Rallentarono e guardarono indietro.

Si fermarono e tornarono indietro… ciascuno di loro.

Una ragazza con la sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire:”Adesso stai meglio?”. Allora,tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo. Tutti nello stadio si alzarono, e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti… Persone che erano presenti raccontano ancora la storia.

Perchè?

Perchè dentro di noi sappiamo che la cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi.

Tratto da: Quaderni Cannibali

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Haiti, l’acqua vale più dell’oro


Quello che temo è un’epidemia tipica dei casi di infermità di massa, come la leptospirosi, le gastroenteriti, le infezioni dovute all’acqua o agli contaminati. Sono tutte fiale di vaccino – dice Hilario Gomez – contro la rabbia, contro il tetano, la febbre tifoidea, il pneumococco, l’epatite A. Il nostro governo ne ha messe a disposizione un milione di dosi.

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ScoutOggi n.10


ScoutOggi n.10

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