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I racconti della buona notte
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Autore Messaggio
Marm



Età: 39
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MessaggioInviato: Lunedì 01 Marzo 2010, 23:47    Oggetto: I racconti della buona notte Rispondi citando

Dopo una terribile escursione in campo rs, torno nel mio mondo...

Spero di trovare degni sostenitori di racconti della buona notte in questo forum, si.. quei raccontini da 5-10 minuti che si raccontano ai lupetti mentre sono le coperte, a luci spente... Qualcuno si addormenta anche prima che il racconto sia finito, qualche altro invece riesce a resistere anche troppo a lungo... ma si sa, nulla è perfetto.

Io comincio con due racconti che ho fatto fare alle ultime vacanze di branco. Sono anche gli unici che ho nel mio archivio personale, ma spero di riuscire ad aggiungerne qualcuno, altrimenti che faccio alle prossime VDB? Very Happy
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Marm



Età: 39
Segno zodiacale: Sagittario
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MessaggioInviato: Lunedì 01 Marzo 2010, 23:50    Oggetto: Rispondi citando

Questa è una mia leggera rielaborazione di un racconto già esistente:


Il sasso miracoloso

Tra le montagne del Nord vi era un piccolo villaggio che non conosceva quasi nessuno, ragion per cui era rarissimo che da quelle parti vi passassero dei forestieri. E d’altra parte neppure gli abitanti del villaggio volevano che si sapesse di loro e si dicevano felici di non esser disturbati da chicchessia. Ciascuno aveva il suo pezzetto di terra nel quale coltivava due o tre cose soltanto, quelle che per tradizione la sua famiglia aveva imparato a coltivare meglio. Erano talmente bravi che sebbene lavorassero un arido terreno di montagna, solo nelle fertile pianura più a valle si potevano vedere piante altrettanto belle. Altri invece si erano spartiti il bosco ed erano diventati tanto abili a cacciare la selvaggina nascosta tra le rocce che nessun altro avrebbe mai potuto eguagliarli in quanto a precisione nel colpire col fucile. Tenevano così tanto a quello che riuscivano a cacciare o coltivare che tenevano tutto per se, e neppure gli anziani ricordavano che nel paese si fosse mai fatto un qualche tipo di scambio tra una famiglia e un’altra. Cosi capitava che in una famiglia si tramandasse di generazione in generazione la coltivazioni delle cipolle, oppure delle carote, e non si mangiasse mai altro che quello.

Un giorno arrivò al villaggio un forestiero decisamente ben vestito. Si fermò davanti alla porta di una casa nel bel mezzo del paese e bussò. La donna che aprì la porta rimase a lungo con la bocca aperta per la sorpresa nel trovare un forestiero in paese e per giunta tanto ben vestito, lo squadrò dall’alto in basso e quindi gli domandò chi fosse e cosa volesse.
“Vorrei soltanto qualcosa da mangiare, è da molto che sono in viaggio e tra queste montagne non ho trovato un posto dove fermarmi per mettere qualcosa sotto i denti.”
“Mi spiace”, rispose la donna che gli aveva aperto, “ma in casa non ho nulla da mangiare.”
“Non si preoccupi”, replicò lo sconosciuto amabilmente ”ho nella bisaccia un sasso da minestra; se mi darete il permesso di metterlo in una pentola di acqua bollente, preparerò la zuppa più deliziosa del mondo. Però mi occorre una pentola molto grande, per favore.”

La donna era incuriosita e voleva proprio vedere come fosse fatto quel sasso di cui lo straniero parlava. Andò subito in cucina e dopo un lungo rovistare trovò infine la pentola che gli serviva. La riempì d’acqua e la mise sul fuoco. In quel momento arrivò una vicina di casa, che l’aveva sentita mentre rovistava tanto rumorosamente il pentolame, e, incuriosita anch’ella, veniva a vedere cosa mai stesse accadendo di eccezionale. Quando l’acqua cominciò a bollire ormai tutto il villaggio sapeva dell’elegante forestiero e del suo sasso da minestra.

“Ma si consumerà?” chiese una donna. “No, non si consumerà affatto,” rispose lo straniero con sicurezza, “l’unica accortezza che bisogna avere è che la pentola sia abbastanza grande e ben piena d’acqua. Questa andrà benissimo.”
Depose il sasso nell’acqua, mescolò per qualche istante, poi ne assaggiò un cucchiaino ed esclamò con aria beata: “ Ah, che delizia! Mancano solo delle patate.”

“Io ho delle patate in cucina”, esclamò una donna. Pochi minuti dopo era di ritorno con una grande quantità di patate tagliate a fette, che furono gettate nel pentolone.

Allora lo straniero assaggiò di nuovo il brodo. “Eccellente,” gridò.
Poi però aggiunse con aria malinconica: “Se solo avessimo un po’ di carne, diventerebbe uno squisito stufato.” Un’altra massaia corse a casa per andare a prendere della carne, che l’uomo accettò con garbo e gettò nella pentola.

Al nuovo assaggio, egli alzò gli occhi al cielo e disse:” Ah, manca solo un po’ di verdura e poi sarebbe perfetto, veramente perfetto!” Diverse donne corsero a casa e tornarono con cesti pieni di carote e di cipolle.

Dopo aver messo anche queste nella zuppa, lo straniero assaggiò il miscuglio e dichiarò in tono imperioso: “Sale e salsa.” “Eccoli.” disse la padrona di casa.

Lo stranierò mescolò gli ultimi ingredienti con cura, assaggiò nuovamente per accertarsi di non aver dimenticato nulla e poi diede un altro ordine: “ Scodelle per tutti.”
La gente corse a casa a prendere le scodelle. Ma qualcuno portò anche pane e frutta. Poi sedettero tutti a tavola, mentre lo straniero distribuiva grosse porzioni di zuppa.

Era davvero la zuppa più buona che avessero mai mangiato e tutti provavano una strana felicità nel ritrovarsi tutti assieme, ridendo e chiacchierando: gustavano il loro primo vero pasto in comune.
In mezzo all’allegria generale, lo straniero scivolò fuori silenziosamente, lasciando il sasso miracoloso affinché potessero usarlo tutte le volte che volevano per preparare la minestra più buona del mondo.
La gente del villaggio, invece, continuò l’allegra serata sino a quando non fu ora di andare a dormire.
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Marm



Età: 39
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MessaggioInviato: Lunedì 01 Marzo 2010, 23:52    Oggetto: Rispondi citando

E questo invece è quello che son riuscito a ricostruire da un racconto della buona notte (il primo che abbia sentito...) risalente al mio CFM:


Il tassello

Su di un ampio tavolo di legno un bambino tentava di completare un puzzle iniziato diverso tempo prima, ma i pezzi erano tanti e così molte tessere erano ancora sparse per il tavolo in attesa di trovare il loro posto.

“Certo non sono molto comoda qui.” Pensò una tessera che si trovava proprio in bilico sul bordo del tavolo. “Mi toccherà passare qui tutta la notte, stando sempre attenta a non muovermi troppo perché proprio non mi va di finire per terra. A parte il salto che mi mette paura, non mi và di restare da sola sul pavimento, così lontana da questo tavolo dove stanno tutti i miei amici.”
Ma venne il mattino, e di buon’ora, venne anche la donna delle pulizie, una signora un po’ anziana e con una vista non più perfetta. Prese la scopa e si diede da fare, ma mentre passava vicino al tavolo, senza neppure accorgersene, andò a sbatterci contro. Appena appena. La tessera che dalla sera prima era in equilibrio sul bordo del tavolo cominciò a oscillare un poco, “oh mamma mia!”, disse preoccupata, “non ce la faccio più a tenermi aggrappata.” Ma non riuscì a finire la frase perché già cadeva al suolo, dopo aver ruotato 4 o 5 volte su se stessa.
“E adesso che succede?”, chiese ancora intontita dopo il gran volo, non sapendo se ridere per il solletico o piangere per la paura. La scopa infatti la spostava, solleticandola con le setole, prima avanti, poi di lato e poi di nuovo avanti… fino a quando non raggiunse la porta di casa. Un altro colpo di scopa e si ritrovò sul marciapiede in mezzo a un mucchietto di polvere. Un ultimo colpo ancora e fu in mezzo al cortile.

“Almeno qui non mi muove più nessuno. Un po’ di calma per riprender fiato mi ci voleva proprio. Sono sicura che qualcuno mi vedrà qui per terra e mi rimetterà insieme agli altri.”

Un cane si avvicinò annusando e quale che fosse l’odore del tassello, dovette incuriosirlo parecchio, infatti lo prese in bocca e se lo portò a spasso per un bel tratto. “Lasciami giù! Dove mi stai portando? Non è qui il mio posto!”
Erano giunti alla strada principale e quando vide un gatto passeggiare tranquillo sull’altro marciapiede, il cane si dimenticò all’istante di quel che aveva in bocca. “Eccomi sul marciapiede. Spero almeno di asciugarmi dalla bava di quel cane.”

Passava allora lo spazzino. “La ramazza di quest’uomo è ancor più dura e fastidiosa della scopa di poco fa… accidenti se fa male!” E fu così che la tessera si ritrovò nel bel mezzo della strada.
Passò un auto, poi un'altra, ed ad ogni passaggio l’aria la sollevava e la faceva volare sempre più lontana.

L’ultimo volo la fece fermare contro il marciapiede, “meno male, un po’ di riposo. Proprio non ne potevo più.”
Ma venne la pioggia e la strada si allagò ben presto. Come una barchetta su un torrente pieno di cascate e cascatelle, la tesserà cominciò a galleggiare, a volte affondando e poi riemergendo, incontrando salti e mulinelli. La grata di un tombino fermò la sua corsa, ma non era piacevole neppure starsene lì, proprio in mezzo alla corrente più forte, con tutta l’acqua che ti viene addosso premendo per entrare nel tombino. L’acquazzone era durato in tutto solo pochi minuti, eppure bastò per inzuppare ben bene il tassello. “Eccomi qua, incastrata in un tombino. Proprio in mezzo al fango. E per di più tutta quest’acqua ha sciolto e mescolato i miei colori. Nessuno riuscirà a riconoscermi per portarmi dal bambino.”

Arrivò il sole. “Meno male”, pensò la tessera, “avevo proprio voglia di asciugarmi un po’!” Ma asciugandosi il cartoncino cambiò di forma, si curvò e i suoi strati di carta si aprirono. “Di male in peggio”, disse la tessera sconsolata, “ora son ridotta talmente male che se anche il bambino mi avesse tra le mani, non riuscirebbe a incastrarmi da nessuna parte del puzzle.”

Aveva perso ogni speranza di tornare a casa quando una mano la raccolse. “Eccola”, disse il bambino, “è un po’ mal ridotta, ma la riconosco: è proprio la tessera che mi manca!”. La portò subito a casa, correndo tutto contento. La lavò con cura e con molta attenzione, per togliere via tutto lo sporco, poi mise un po’ di colla dove il cartoncino si era aperto e con l’aiuto di alcuni libri le ridiede la forma corretta. Poi prese la sua scatola dei colori e riempì gli spazi dove il cartoncino era tornato al suo colore naturale.
Quando tutto fu ben asciutto riprese in mano la tessera e la portò al tavolo dove stavano tutte le altre. Ormai il puzzle era quasi completo, mancava un solo pezzo, proprio quella tessera che il bambino teneva in mano.
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Stella Felice



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MessaggioInviato: Martedì 02 Marzo 2010, 09:58    Oggetto: Rispondi citando

Noi ai lupi anziani raccontiamo anche qualche storiella dei fantasmi, che alla fine però diventano comiche tanto che non ce le fanno finire e si inventano loro il finale!
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Marm



Età: 39
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MessaggioInviato: Martedì 02 Marzo 2010, 11:54    Oggetto: Rispondi citando

Però così più che una preparazione al silenzio diventa un gioco da famiglia felice...

Per me il racconto della buona notte dovrebbe servire a calmare i lupetti ed essere l'ultima cosa che sentono, a parte l'Ula ula.
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elfo





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MessaggioInviato: Martedì 02 Marzo 2010, 12:03    Oggetto: Rispondi citando

Noi in genere in Branco concludiamo il "Fuoco serale" con una canzone tipo "Le lucciole" (se qualcuno la conosce) a cui segue un breve racconto o riflessione collegato con l'argomento delle attività della giornata, e poi chiudiamo cantando "Mamma del Cielo".
Poi ci si lava, ci si infila nel sacco a pelo, e si dà la buona notte con Ula Ula Ula cantato dai Capi Branco.
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Marm



Età: 39
Segno zodiacale: Sagittario
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Residenza: Veneto

MessaggioInviato: Martedì 02 Marzo 2010, 15:31    Oggetto: Rispondi citando

Voglio precisare una cosa che mi è sfuggita prima: il racconto della buona notte non ha uno scopo educativo ben preciso, serve piuttosto a creare un clima di serenità con storielle semplici e positive.
Poi se già si fa un racconto poco prima di andare a letto, farne un altro subito prima dell'ula ula può essere eccessivo.

Da noi a fine giornata si legge di solito un pezzetto del vangelo legato al tema della giornata e si fa un momento "manuale" e un po' giocato di verifica. Ok.. "Mamma del Cielo" credo sia un classico.
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paciock87



Età: 33
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MessaggioInviato: Martedì 02 Marzo 2010, 18:30    Oggetto: Rispondi citando

Io sono fan delle storie di Rodari e Piumini... Perfette per addormentarsi...
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Sentry





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Messaggi: 524

MessaggioInviato: Sabato 06 Marzo 2010, 00:18    Oggetto: Rispondi citando

paciock87 ha scritto:
Perfette per addormentarsi...

Hihi... chissà se agli autori piacerebbe sentirselo dire Razz leggendo la tua frase mi è venuto in mente "insomma, sono una barba"
(anche se credo di aver capito quello che intendevi)

anche nel mio branco, mai raccontato storie prima di dormire... piuttosto cercavamo di dosare bene le attività e i cerchi serali in modo che arrivassero ad una "serena" e naturale conclusione.
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akela_xx



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MessaggioInviato: Sabato 06 Marzo 2010, 16:45    Oggetto: Rispondi citando

noi di solito alle vdb, quando i lupi sono già a letto e le luci spente, dopo l'ula ula aspettiamo qualche attimo e poi leggiamo un racconto attinente con l'ambientazione del campo.. ad esempio l'anno scorso abbiamo fatto peter pan: il racconto faceva pregustare un pochino la giornata dell'indomani, oppure parlava di quello che era successo durante il giorno.
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rinoceronte caparbio
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MessaggioInviato: Sabato 06 Marzo 2010, 19:52    Oggetto: Rispondi citando

uhm.....perchè dopo?
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akela_xx



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MessaggioInviato: Domenica 07 Marzo 2010, 21:28    Oggetto: Rispondi citando

anche se fare il racconto dopo l'esperienza è tipico dell'ambiente fantastico bosco, ogni tanto si può fare anche in branco, dove invece di solito si fa racconto e poi esperienza (gioco)... ora come ora non mi ricordo quale fossero i racconti fatti così, ma ce l'eravamo pensata..
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rinoceronte caparbio
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MessaggioInviato: Lunedì 08 Marzo 2010, 00:14    Oggetto: Rispondi citando

al di là di quello, mi chiedevo perchè dopo l'ula ula: dovrebbe essere la ninna nanna (quindi ultima cosa) che si dice ai lupi...
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akela_xx



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MessaggioInviato: Lunedì 08 Marzo 2010, 23:13    Oggetto: Rispondi citando

In effetti si, ma non mi pare così importante la cosa.. tutti nei sacchi a pelo a nanna.. un attimo di silenzio, ula ula cantato dai VVLL.. un'attimo di silenzio.. e poi un VL legge il racconto della buonanotte.. è anche bello addormentarsi mentre qualcuno ti legge una favola..
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Marm



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MessaggioInviato: Lunedì 08 Marzo 2010, 23:32    Oggetto: Rispondi citando

paciock87 ha scritto:
Io sono fan delle storie di Rodari e Piumini... Perfette per addormentarsi...

Rodari non i ha mai affascinato... e in effetti temevo di dover interpretare la tua frase come Sentry Very Happy
Comunque mi sto documentando.

Piumini non lo conosco...

Ma se conosci qualche racconto/favola/storia in particolare che merita di esser letta... Grazie e Very Happy
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