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Autore Messaggio
serpentecombattivo





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MessaggioInviato: Giovedì 22 Novembre 2007, 15:25    Oggetto: Rispondi citando

bagheera80 ha scritto:
Veleno ha scritto:
L'importante è lavorare assieme al terapista, capire quali sono i loro bisogni e cosa realmente possono dare!


E se non ce l'hanno un terapista e hanno condizioni familiari disastrose che fai? Lo so sembra un caso quasi impossibile ma noi non ci facciamo mancare nulla Smile


Vi sopravvalutate! Caso incasinato "scaricato" al gruppo scout per mancanza terapia e con famiglia che definire disastrata è un eufemismo è la norma!

SC
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bagheera80



Età: 40
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Residenza: ascoli piceno

MessaggioInviato: Venerdì 23 Novembre 2007, 11:35    Oggetto: Rispondi citando

Non siamo noi a sopravvalutarci.
E' un ragazzo che è negli scout sin da quando era piccolo. Prima era in un altro gruppo della mia città che poi ha chiuso e i pochi rimasti vennero a far parte del nostro gruppo compreso lui.
Quando era più piccolo era abbastanza seguito solo che poi non ho capito bene cosa è successo, hanno deciso di lasciarlo a se stesso.
Principalmente è un ragazzo sordo e non so se abbia qualche ritardo.
Lui spinge per entrare in co.ca. tento è vero che un paio d'anni fa se non erro, per farci capire che voleva la partenza e voleva entrare in co.ca., ha scaricato il modulo di nomina a capo da internet e l'ha dato compilato al capo gruppo.
E' irrefrenabile e non vorremmo comunque lasciarlo a se stesso perchè sarebbe un male enorme per lui, ma non possiamo nemmeno lasciarlo un'eternità in clan.
Tu che faresti? Lo manderesti a casa, tanti saluti e arrivederci?
Lui vuole fare il capo e per lui non ci sono santi che tengano. Siamo noi i cattivi che non glielo permettiamo.
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serpentecombattivo





Registrato: 18/07/06 16:34
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Residenza: Branco di bufali vicino all'Albert Memorial

MessaggioInviato: Venerdì 23 Novembre 2007, 12:42    Oggetto: Rispondi citando

Tanto per cominciare nel modulo di richiesta di nomina a capo devi scriverci quando hai fatto il CFM, il CFA e dove hai fatto servizio in branca, lui cosa aveva messo?

La cosa più pericolosa è non essere chiari. Allora il nostro "fratellone" pensa davvero che gli abbiamo detto di si, che deve giusto aspettare, mentre occorre essere ben decisi nel dire che fare il capo non fa per lui. E magari proporre qualche altra forma di servizio, anche extraassociativa...

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bagheera80



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Residenza: ascoli piceno

MessaggioInviato: Venerdì 23 Novembre 2007, 12:51    Oggetto: Rispondi citando

Forse non sono stata chiara.
Non è che l'ha scritta per spedirla. L'ha scritta per far capire a noi cosa voleva.
Considera che è sordo e di conseguenza non riesce nemmeno a parlare quindi trova altre forme di comunicazione.
Questo è stato il suo modo di farci capire cosa vuole.
Abbiamo pensato comunque a delle alternative, ma non possiamo fargli fare un servizio dandogli la responsabilità di altri.
Lo so benissimo come funziona la burocrazia. Ho fatto la nomina a capo prima dell'estate e non so dov'è finita e se mai mi arriverà! Laughing
E poi non siamo matti fino a questo punto.
Sappiamo che in alcuni casi bisogna dire no (e forse la mia staff non ne è stata capace) ma a volte non è semplice
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serpentecombattivo





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MessaggioInviato: Venerdì 23 Novembre 2007, 15:46    Oggetto: Rispondi citando

Scusa, non sono stato chiaro io. Intendevo dire, se l'ha scritta vuol dire che si rende anche conto dei passaggi che dovrà affrontare.

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bagheera80



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MessaggioInviato: Martedì 27 Novembre 2007, 14:22    Oggetto: Rispondi citando

No. Non è così semplice. Lui non si rende effettivamente conto di come vanno le cose.
Il nostro futuro problema sarà fargli capire che non può fare il capo, ma come? Lì è il nostro cruccio Confused Confused Confused Confused
Come fargli capire il tutto senza rischiare di lasciarlo allo sbaraglio?
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serpentecombattivo





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MessaggioInviato: Martedì 27 Novembre 2007, 15:49    Oggetto: Rispondi citando

A questo punto girerei il problema.

Non è tanto come spiegare a questo fratellone che non può fare il capo, quanto trovare per lui qualche altra attività che lo faccia sentire utile.

Che altri gruppi o servizi sono presenti in parrocchia o nella comunità locale? Bada bene non sto dicendo che deve essere "sputato fuori" dalla CoCa, ma di proporgli un servizio extraassociativo dicendo che (es. in Parrocchia hanno bisogno di uno Scout che aiuti a tenere in ordine le campane, tu sei perfetto, tanto anche se suonano non ti spaventi...)*

SC

________
* si, lo so: è una battuta di uno squallore inesprimibile, ma oggi sto avendo una giornata di m.... al lavoro ed il peggio deve ancora venire.

SC
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bagheera80



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MessaggioInviato: Martedì 27 Novembre 2007, 21:43    Oggetto: Rispondi citando

Battuta squallida a parte Laughing
magari fosse facile trovare un'alternativa. Purtroppo la mia città e la mia parrocchia non sono un gran che nell'offrire queste possibilità. Comunque meglio non fasciarsi la testa prima del tempo. In fondo il problema si presenterà realmente il prossimo anno quindi abbiamo un intera annata per pensare una soluzione.
Grazie comunque del consiglio e spero tu non abbia passato una giornata troppo, come dire...disastrosa!

Wink Wink Wink
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serpentecombattivo





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MessaggioInviato: Giovedì 29 Novembre 2007, 10:56    Oggetto: Rispondi citando

Ops!
Vedo solo ora che sei di Ascoli.... bei tempi al 235°...
Beh... non è certo un paesino e sono sicuro che qualche cosa si può fare.
E deve essere fatta, perché non solo perché evidentemente il nostro fratellone incasinerebbe il branco, ma, e soprattutto perché se il Gruppo non fosse in grado di aiutarlo a trovare una sua strada avrebbe fallito il suo compito educativo....
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Sentry





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MessaggioInviato: Lunedì 07 Gennaio 2008, 11:43    Oggetto: Rispondi citando

Secondo me il problema sta molto prima della CoCa e non solo per i ragazzi con problemi!

Dovremmo ricordarci TUTTI che la partenza non è un passaggio di branca!
Dovremmo spiegare BENE ai nostri ragazzi e alle famiglie che lasciare il gruppo per far servizio altrove è una delle alternative della partenza, che chiedere la partenza non è automaticamente fare il capo.
Se fossimo dei bravi capi dovremmo essere in grado di indirizzare i ragazzi che non sono "adatti" (pessimo termine) a fare i capi verso altri tipi di servizio, non mi riferisco solo ai ragazzi con problemi ma anche a tutti quei ragazzi che a 21 anni non sono, si spera non ancora, abbastanza maturi o convinti per fare il capo.
L'ingresso in CoCa prevede l'accettazione e la comprensione... la SCELTA di certi valori che non sono per tutti e di tutti, oltre ad una serie di responsabilità che non si possono affidare a chiunque.
Non è un giudizio di valore sulla persona, è una questione di formazione e di scelte!

Se anche per i ragazzi con problemi questa cosa fosse chiara, probabilmente non ci troveremmo lupetti troppo cresciuti in branco o pseudo-capi che danno pessimi esempi in altre branche e magari avremmo qualche servizio utile gestito da queste persone in giro per il paese.

Quello che bisognerebbe riuscire a fare anche se non previsto e immagino estremamente dispendioso in termini di energie sarebbe garantire a coloro che fanno un servizio extrassociativo pur avendo scelto la partenza scout un contatto con il gruppo, una formazione personale o almeno un invito per le giornate comuni o semplicemente o per qualche CoCa un po' meno tecnica (insomma... qualche cena di CoCa, compleanno ci CoCa sarà capitato anche a voi no?!?). Spesso le persone che escono pur chiedendo la partenza smettono di far servizio dopo pochi mesi perchè non hanno più una comunità che li supporti e che li stimoli!
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paciock87



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MessaggioInviato: Lunedì 07 Gennaio 2008, 23:00    Oggetto: Rispondi citando

Nella mia fortunatissima esperienza del campo nazionale da esploratore, un capo down ha tentato di picchiarmi perchè la sua capo reparto amica mi aveva preso in simpatia e lui era geloso... Ma questo vuoldire ben poco perchè un capo, senza alcun problema apparente, allo stesso campo mi ha strattonato e lanciato fuori dal cerchio perchè ci provavo con una sua guida (mi ha quasi rotto il braccio)...
Sarebbe bello se non si facesse entrare chiunque in Coca... Capisco che è brutto chiudere la porta in faccia perchè si creano situazioni sgradevoli, visto che penso che sono ben poche le persone (handicap o non handicap) che reagirebbero bene a non essere accettati in Coca... Capisco anche che è una cosa difficile da fare, perchè nessuno di noi è perfetto e non se la sente di escludere qualcuno su qualcosa che non ha un reale metro di giudizio... Mi è capitato di sentire di capi rifiutati da una coca e accettati da un'altra... Quindi non vedo altra soluzione di "o fai così o stai fuori dal gioco"... Il problema di un ragazzo handicappato è farglielo capire, perchè spesso fanno finta di non capire...
In bocca al lupo!
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serpentecombattivo





Registrato: 18/07/06 16:34
Messaggi: 386
Residenza: Branco di bufali vicino all'Albert Memorial

MessaggioInviato: Mercoledì 09 Gennaio 2008, 15:43    Oggetto: Rispondi citando

Sentry ha scritto:

Quello che bisognerebbe riuscire a fare anche se non previsto e immagino estremamente dispendioso in termini di energie sarebbe garantire a coloro che fanno un servizio extrassociativo pur avendo scelto la partenza scout un contatto con il gruppo, una formazione personale o almeno un invito per le giornate comuni o semplicemente o per qualche CoCa un po' meno tecnica (insomma... qualche cena di CoCa, compleanno ci CoCa sarà capitato anche a voi no?!?). Spesso le persone che escono pur chiedendo la partenza smettono di far servizio dopo pochi mesi perchè non hanno più una comunità che li supporti e che li stimoli!


Il CNGEI, con il Clan (da non confondere con il Clan R/S dell'AGESCI) da proprio quest'opportunità agli adulti.

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ori





Registrato: 21/04/08 22:13
Messaggi: 14
Residenza: ROMA

MessaggioInviato: Lunedì 21 Aprile 2008, 22:32    Oggetto: Rispondi citando

Per la questione dei capi disabili all' interno della branca dei lupetti, dovreste considerare un problema: io sono un genitore di un lupetto, abito a Roma dove esistono in zona molti gruppi scout. Onestamente non ci penserei due volte a togliere un figlio da un gruppo e spostarlo ad un altro, qualora venisse meno la sicurezza e la sorveglianza che io pretendo soprattutto in una vacanza di branco. Comprendo le vostre difficoltà, ma fate attenzione a non perdere iscrizioni...
Durante la crescita del ragazzo, disabile e non, ma soprattutto disabile, all' interno del gruppo, si dovrebbe far capire alle famiglie quali sono i limiti vostri e dei loro figli; non deve essere così automatico l' inserimento della comunità capi al termine del clan. Molti, anche non disabili, possono essere non adatti. La famiglia del disabile non può dettare leggi sulla pelle di altri. Sono un' insegnante, comprendo le vostre difficoltà, ma è ora di finirla con questo buonismo. Anche a scuola, perchè allora non spingere alla laurea anche un disabile mentale? E magari fargli vincere anche un concorso per poter entrare a scuola come docente o come preside?
Attenzione, capi: da genitore vi dico che conosco altri genitori che hanno allontanato un figlio dallo scautismo perchè questo aveva per capo (?) uno che non poteva esserlo e mi meraviglio della famiglia del capo stesso, la quale forse avrebbe bisogno di aiuto psicologico più del figlio.
Scusate la durezza dei termini e dei concetti espressi, ma i bambini del branco hanno bisogno di molte attenzioni e anche a scuola il disabile è vero che sta insieme agli altri, ma per gli autistici ci sono ben due insegnanti di sostegno che affiancano il docente! Voi tutto questo non potete permettervelo... Sappiate accettare i vostri limiti, per non correre il rischio di trovarvi con un gruppo decimato.
Saluti
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rinoceronte caparbio
Moderatore


Età: 35
Segno zodiacale: Ariete
Registrato: 04/09/06 00:01
Messaggi: 3919

MessaggioInviato: Martedì 22 Aprile 2008, 00:18    Oggetto: Rispondi citando

ori, sono molto d'accordo con te.
Anzi, concordo appieno.
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elfo





Registrato: 05/03/07 11:40
Messaggi: 1399

MessaggioInviato: Martedì 22 Aprile 2008, 10:02    Oggetto: Rispondi citando

Io sono d'accordo sul discorso in generale, ma dissento su due punti in particolare (al di là dell'argomento di questa discussione, e qui forse vado un po' off topic):

Primo, non mi piace il tono sia pur vagamente "ricattatorio" di alcuni passaggi: "fate attenzione a non perdere iscrizioni", "non correre il rischio di trovarvi con un gruppo decimato.". Non vengo pagato per ogni ragazzo che frequenta. Anzi non vengo pagato per niente. Anzi, spesso ci rimetto di tasca.
Mentre la discussione e il confronto tra Capi, ragazzi, e genitori, sono leciti e benvenuti, di certo le scelte di una Comunità Capi non sono e non devono essere dettate da genitori che minacciano di ritirare i propri figli.

Il secondo punto riguarda questa frase: "qualora venisse meno la sicurezza e la sorveglianza che io pretendo soprattutto in una vacanza di branco". Fino a un certo punto. Un Campo Scout, anche di Branco, non è una gita scolastica, né una colonia estiva, né tanto meno baby sitting. I lupetti che vengono al campo hanno almeno un anno di vita Scout alle spalle. Devono sapere (e questo è un argomento che porterò avanti anche al prossimo Consiglio d'Akela) che è possibile fare un Campo, e che questo riesca bene, solo se ognuno fa la sua parte, ad ogni livello: i Capi, i rover e le scolte in servizio, i lupetti anziani, i sestiglieri. Quindi sanno che devono chiedere il permesso prima di allontanarsi, i lupetti più grandi devono aiutare i più piccoli, ecc.
Insomma, dato che si tratta pur sempre di bambini, è normale che li si tenga d'occhio e non li si lasci a briglia sciolta, ma non ci sarà un Capo-carabiniere che li sorveglia ad ogni mossa.
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