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Scouting oggi...
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Autore Messaggio
aureliano



Età: 41
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MessaggioInviato: Giovedì 12 Aprile 2007, 22:36    Oggetto: Scouting oggi... Rispondi citando

Allora, non so se questo topic andrà avanti, ma visto che stavamo ingiustamente occupando quello sulla formazione capi (che è più incentrato sull'iter formativo) e che il buon vecchio Wink Rinoceronte ci ha fatto giustamente notare che eravamo OT, al limite possiamo proseguire qui.
Il nome del topic non è un granché...se qualcuno ha un'idea migliore lo dica ad un mod così lo cambia (chiamarlo "scouting" mi pareva troppo riduttivo...si parla anche di altro).

Ripesco un po' di affermazioni:

uomodelbosco ha detto:

Ieri sera stavo leggendo il Libro dei Capi e mi sono imbattuto in questo pensiero che vorrei condividere con voi:

<<Noi non siamo un club, nè una scuola di catechismo, ma una scuola dei boschi. Dobbiamo andare all'aperto ancora di più, per la salute del corpo come dell'anima, dello Scout come del Capo>>

Ritengo che i due passaggi fondamentali di questo pensiero siano:
1) Lo scoutismo passa attraverso lo Scouting e da li al pensiero di Dio. Non passa attraverso la catechesi diretta (stile oratorio).
2) La formazione che ne deriva coinvolge parimenti il ragazzo e l'adulto, mettendoli entrambi su di un cammino di crescita. Quindi non solo il ragazzo, ma anche il Capo beneficia di questa progressione.


aureliano (cioé il sottoscritto Wink ) ha detto:

Guarda, tocchi dei punti fondamentali.

Il primo è sicuramente il progressivo abbandono dello scouting e della vita all'aria aperta, di cui tanto si è parlato e tanto si dovrebbe ancora parlare, e la sua sostituzione con -a mio parere- troppa psico-pedagogia, carte su carte e chiacchiere su chiacchiere...

Il secondo: lo scoutismo educa alla spiritualità (=al pensiero di Dio) o alla confessionalità? E qui si torna ai due topic sulla scelta cristiana e sullo scoutismo confessionale.Ma anche sulla catechesi che troppo spesso è poco vissuta e troppo spiegata...

E, più in genere, sfiori un punto per me cruciale: la complicazione di un Grande Gioco che, secondo me, in quanto tale dovrebbe essere semplice.


giacco ha detto:

Sono daccordo ma le prime persone che devono vivere in tal modo sono i capi e le devono vivere in toto con convinzione.

Il mio akela è tornato dal cfm a gennaio,non hanno fatto nemmeno un passo perche c'era troppo freddo,in un cfm lupi non hanno giocato all'aperto.
l'ultima caccia fatta con il branco HO insistito perchè si andasse a piedi anche e pioveva a dirotto(più di una ora di cammino sotto l'acqua battente) i genitori daccordo e un po invidiosi,i fratellini carichi come delle molle e non volevano tornare a casa,alcuni membri della coca invece mi a rimproverato di essere stato "IMPRUDENTE" i bambini si potevano ammalare (l'unico che si è ammalato e stato Kaa 22 anni tirocinante).
Abbiamo celebrato una "messa da campo" sotto l'acqua,Baloo ne è rimasto enstusiasta e noi tutti ancor di piu.

termino: Non so nello scoutismo quanto sia importante la teoria,ma sono certo che la pratica è molto imortante.
siamo noi capi i primi a doverci mettere in gioco ed interrogarci se VERAMENTE accettiamo di vivere "all'aria aperta" e questo quanto è importante per noi.

uomodelbosco ha detto:

Se è vero che oggi è più difficile trovare le condizioni adatte per fare dello scouting, soprattutto per chi ha la sfortuna di vivere in un gruppo di città, allora è altrettanto vero che è urgente per la formazione capi risalire alle fonti e pensare molto di più alle carenze in tal senso piuttosto che infarcire ulteriormente le teste dei Capi di nozioni psico-pseudo-pedagogiche.
Ritengo che qui ci stiamo giocando il futuro stesso dello scoutismo.
Possiamo ancora definirlo tale se togliamo la natura e l'attività all'aperto? Ecco che come un castello di carte tutto crolla: viene meno la voglia di fare uscite, che diventano solo un problema e un motivo di sfogo selvaggio. Ecco che l'uniforme perde via via il suo significato in un gruppo che fa dell'attività indistinguibile da altre proposte simili per i giovani.
E qui mi chiedo ancora di più: ma i ragazzi sono interessati alla natura? Desiderano ancora l'avventura nei boschi? O sono gli pseudo-Capi Scout a renderli animali da tana?


actaris ha detto:

Le attività di Scouting ( costruire una bussola e usarla ad esempio ) li attirano come mosche sul miele. Secondo la mia esperienza le ragazze di 13-14 anni sono le più interessate allo scouting.
Il punto relativo alla formazione è determinante: non nell'insegnare lo scouting ai capi, ma nel ricordargli che lo strumento del metodo principe è lo scouting.
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rinoceronte caparbio
Moderatore


Età: 37
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Messaggi: 3919

MessaggioInviato: Giovedì 12 Aprile 2007, 23:24    Oggetto: Rispondi citando

Ho modificato il titolo del topic cos' si capisce subito il tema "scouting".
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uomodelbosco





Registrato: 06/03/07 18:14
Messaggi: 1260

MessaggioInviato: Venerdì 13 Aprile 2007, 08:22    Oggetto: Rispondi citando

actaris ha scritto:
Il punto relativo alla formazione è determinante: non nell'insegnare lo scouting ai capi, ma nel ricordargli che lo strumento del metodo principe è lo scouting.


Ritengo invece sia fondamentale anche l'insegnamento dello scouting ai Capi. Viviamo tempi estremamente civilizzati, e praticamente nessuno al giorno d'oggi ha dimestichezza con queste cose.
Quanti Capi conoscono sufficiente topografia per gestirne l'attività?
Quanti riescono a gestire un campo nell'essenzialità?
B.P. diceva che qualunque sciocco può stare sotto ad una tenda, ma solo uno Scout organizza dal nulla un campo con quel che c'è...
Questo come esempio, ma i problemi nascono ben prima. Pensando di partire in auto per l'uscita per esempio.
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giacco





Registrato: 12/03/07 10:19
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MessaggioInviato: Venerdì 13 Aprile 2007, 09:43    Oggetto: Rispondi citando

credo sia vero che molti capi non conoscano sufficentemente topografia o non riescano a gestire un camp basato sull'essenzialita,ma la cosa piu importante è se credono che questo tipo di proposta sia fondamentale,se condividono in toto il metodo,se ci credono davvero.

Se credi nell'essenzialità,per una uscita,non oleggi un pulman gran turismo se devi fare 30Km e quindi ti da la possibilità di viaggiare tranquillo ed alzarti2 ore dopo(o quantomeno se condiviso e ne vale la pena crei una sorta di autofinanziamento),ma ,tu capo, ti sbatti come un pazzo per sfruttare mezzi pubblici o ti trovi un altro sistema di trasporto valorizzando la tua scelta.

E' si importante saper fare,ma ritengo sia decisamente più importante credere in quello che vorresti fare
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uomodelbosco





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Messaggi: 1260

MessaggioInviato: Venerdì 13 Aprile 2007, 10:37    Oggetto: Rispondi citando

giacco ha scritto:
E' si importante saper fare,ma ritengo sia decisamente più importante credere in quello che vorresti fare


Certo che devi crederci, ma se ci credi e non sai? Puoi anche farti una cultura personale, ma una formazione Capi attraverso questi argomenti penso possa essere più formativa.
Alzi la mano chi si sente in grado di fare dell'ottima attività scouting...
Io non la alzo...
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giacco





Registrato: 12/03/07 10:19
Messaggi: 82

MessaggioInviato: Venerdì 13 Aprile 2007, 11:06    Oggetto: Rispondi citando

sicuramente una formazione ci deve essre,ma penso ce se credi in qualcosa fai "del tuo meglio",e non parlo quindi dell'ottimo,per arrivare a fare cio in cui credi.

Poi si cadrebbe nella questione tempo,capacità,ecc.ecc. ma si va oltre.
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uomodelbosco





Registrato: 06/03/07 18:14
Messaggi: 1260

MessaggioInviato: Venerdì 13 Aprile 2007, 11:57    Oggetto: Rispondi citando

Sono d'accordo.
Occorrerebbe almeno definire un minimo di competenze che un Capo Scout, per potersi definire tale, dovrebbe possedere (e mettere in pratica).
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aureliano



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Residenza: Fra Bolzano e Trento...

MessaggioInviato: Venerdì 13 Aprile 2007, 11:58    Oggetto: Rispondi citando

giacco ha scritto:


E' si importante saper fare,ma ritengo sia decisamente più importante credere in quello che vorresti fare


Quoto in toto...

Ammettiamolo, è difficile avere competenze in tutti gli ambiti dello scouting.
Magari posso essere un drago in campismo ma capirci poco in topografia.

Però, se sono cosciente dell'estrema importanza dello scouting, ai ragazzi non farò mancare né gli ambiti che conosco (le nozioni le trapasserò io

Wink ) né quelli che non conosco. Come? Be' innanzitutto in staff non sono da solo, magari qualcun'altro può supplire alle mie carenze.
Oppure, posso invitare qualche altro Capo o qualche "esperto" che "trapasserà" (detta così è inquietante...) ai ragazzi le tecniche che io non conosco.
Mi pare -ma non sono sicuro- che lo stesso BP proponeva una cosa del genere.

Quindi secondo me non è necessario conoscere a fondo tutto lo scouting, ma è necessario essere coscienti della sua importanza.

Aggiungo: sul fatto di insegnarlo ai campi scuola sono un po' dubbioso...forse invece sarebbe il caso di aumentare i vari campi di specializzazione per i capi, che si occupano proprio di insegnare tecniche scout.
Sarei invece favorevole ad accogliere la proposta che era stata fatta su questo forum (forse l'aveva fatta actaris Question ), quella (se ben ricordo) di una sorta di challenge alla fine dei campi di formazione, per verificare la competenza tecnica dei capi.
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tuitt



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MessaggioInviato: Venerdì 13 Aprile 2007, 12:45    Oggetto: Rispondi citando

aureliano ha scritto:
[... né quelli che non conosco. Come? Be' innanzitutto in staff non sono da solo, magari qualcun'altro può supplire alle mie carenze.
Oppure, posso invitare qualche altro Capo o qualche "esperto" che "trapasserà" (detta così è inquietante...) ai ragazzi le tecniche che io non conosco.
Mi pare -ma non sono sicuro- che lo stesso BP proponeva una cosa del genere.

Quindi secondo me non è necessario conoscere a fondo tutto lo scouting, ma è necessario essere coscienti della sua importanza.


Approvo in pieno, è quello che io (capo non credente) faccio, occupandomi della parte tecnica e lasciando ad altri la parte spirituale...;)
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actaris



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MessaggioInviato: Sabato 14 Aprile 2007, 13:23    Oggetto: Rispondi citando

Ritengo fondamentale che la formazione si occupi di inchiodare nel cervello degli aspiranti capi la crucialità dello scouting. Dopotutto, la percentuale di capi extrassociativi è elevata e non si può pretendere che contemporaneamente sappiano che lo scouting è il principale strumento educativo e siano a conoscenza di tecniche complesse
Nel 2007, per fortuna o purtroppo, fare scouting non implica conoscenze esageratissime: anche il semplice orientamento di una cartina o la costruzione di una latrina non sono più alla portata di molti.
Oggettivamente, acquisire una serie di competenze tecniche di base ( nodo parlato, legatura quadrata, uso della bussola, pronto sococorso e cucina al campo ) è fattibile anche per un capo di provenienze extrassociativa, se appena appena la CoCa funziona.
D'altro canto, se ai vari CFx il tempo è investito soprattutto in menate psicopedagogiche si ottiene un doppio errore: lo scouting si estingue e la pretesa di trasformare una casalinga o uno studente di giurisprudenza in uno educatore professionale in due settimane porta a disastri.
Lo scouting è uno strumento perfetto: non richiede all'utente molte competenze teoriche e genera il risultato positivo semplicemente permettendo ai ragazzi di praticarlo.
L'Analisi dei gruppi adolescenziali, tanto per dirne una, invece richiede al capo un sacco di tempo e di carte e risultati solo casualmente utili, a causa della complessità dello strumento e dell'assenza pratica di formazione. Spero che nessuno possa credere che la messa in scena di un psicodramma al CFM dia all'allievo capo gli strumenti per improvvisarsi analisti. Viceversa, la costruzione di un ponte su un ruscello di strumenti ne fornisce a iosa....
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aureliano



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MessaggioInviato: Sabato 14 Aprile 2007, 16:12    Oggetto: Rispondi citando

actaris ha scritto:
Ritengo fondamentale che la formazione si occupi di inchiodare nel cervello degli aspiranti capi la crucialità dello scouting.


Sono d'accordissimo, ma insegnare la crucialità dello scouting è ben diverso da insegnare le tecniche dello scouting...personalmente sarei contrario ad un campo scuola che si trasforma in un campo di competenza, anche se concordo pure sul fatto che troppo spesso vengono insegnate "menate psicopedagogiche" come dici tu.

Io credo che il Metodo sia un'ottima ricetta psicopedagogica in sé, il problema è che spesso si tende ad affiancargli altre ricette psicopedagogiche che troppo spesso tendono a sostituirlo lentamente.

Comunque, mi piacerebbe tornare anche su un altro punto che ha dato il via a questo topic e che è strettamente collegato allo scouting:


giacco ha detto:

Citazione:
Sono daccordo ma le prime persone che devono vivere in tal modo sono i capi e le devono vivere in toto con convinzione.

Il mio akela è tornato dal cfm a gennaio,non hanno fatto nemmeno un passo perche c'era troppo freddo,in un cfm lupi non hanno giocato all'aperto.
l'ultima caccia fatta con il branco HO insistito perchè si andasse a piedi anche e pioveva a dirotto(più di una ora di cammino sotto l'acqua battente) i genitori daccordo e un po invidiosi,i fratellini carichi come delle molle e non volevano tornare a casa,alcuni membri della coca invece mi a rimproverato di essere stato "IMPRUDENTE" i bambini si potevano ammalare (l'unico che si è ammalato e stato Kaa 22 anni tirocinante).
Abbiamo celebrato una "messa da campo" sotto l'acqua,Baloo ne è rimasto enstusiasta e noi tutti ancor di piu.


...la sopravvalutazione dei pericoli:

un paio di anni fa discutevo con alcuni amici (non scout) che mi diedero dell'incosciente (in quel periodo ero aiuto capo reparto) perché lasciare andare una squadriglia in missione da soli era per loro inconcepibile.
Detto da gente che aveva poco più di 20 anni mi sembrò un po' deludente, soprattutto tenendo conto che i genitori erano entusiasti delle missioni di sq. Però non sempre è così...ma siamo davvero degli incoscienti?


Question
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actaris



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MessaggioInviato: Sabato 14 Aprile 2007, 17:02    Oggetto: Rispondi citando

Caro Aureliano,
il Problema è nell'informazione dei genitori.
Se ci fosse la sana abitudine, ogni Autunno, di spendere una mezz'ora nell'esplicitare il concetto di Proposta Educativa, il problema non si porrebbe proprio.
Purtroppo, ( scusatemi se mi autocito dal mio blog ), al genitore che in riunione dice chiaro e tondo alla CoCa che suo figlio 14enne da solo con la sua squadriglia non va da nessuna parte è sempre più raro trovare Capigruppo che spieghino il concetto di proposta educativa: io vendo scarpe, come ti viene in mente di domandarmi un panino al prosciutto?
Ossia: il metodo AGESCi, nero su bianco, prevede così, così e così ( e i manuali di branca EG, noviziato e Clan cantano chiaro ).
Se non ti sta bene c'è l'Azione Cattolica.
Punto.
Dopodiché le uscite di squadriglia, gli hyke eccetera se non si fanno è per pigrizia dei capi.
E' da incoscienti montare una tenda sul letto di un torrente, è da incoscienti mandare una squadriglia di notte su un burrone,
ma se la tenda montata in luogo sicuro si allaga non solo non c'è problema, ma è un prezioso strumento educativo: ti assicuro che i piedi bagnati fanno venire il raffreddore ma ti insegnano un sacco di cose.
Se la squadriglia si perde la notte in un bosco di 2x2 Km dopo che il capo ha informato della loro presenza Forestale e Carabinieri ed è sicuro dell'assenza di pericoli reali ( burroni, animali feroci, malintenzionati ecc ) e magari può contattare il Capo Sq. in caso di emergenza, non solo non c'è nulla di male, ma i ragazzi vivranno un'esperienza di cui saranno eternamente grati.
Tutto ciò, ovviamente, implica il pieno accordo delle famiglie...
Oltre la capacità del capo di sporcarsi le manine con la terra...
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Zio
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MessaggioInviato: Sabato 14 Aprile 2007, 18:15    Oggetto: Rispondi citando

aureliano ha scritto:
Aggiungo: sul fatto di insegnarlo ai campi scuola sono un po' dubbioso...forse invece sarebbe il caso di aumentare i vari campi di specializzazione per i capi, che si occupano proprio di insegnare tecniche scout


Prima di aumentare gli stage per capi forse sarebbe il caso di cominciare ad utilizzarli: è sconcertante il numero di campi annullati per mancanza di iscritti...
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gabriella60



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MessaggioInviato: Domenica 15 Aprile 2007, 01:18    Oggetto: Rispondi citando

actaris ha scritto:
E' da incoscienti montare una tenda sul letto di un torrente, è da incoscienti mandare una squadriglia di notte su un burrone,
ma se la tenda montata in luogo sicuro si allaga non solo non c'è problema, ma è un prezioso strumento educativo: ti assicuro che i piedi bagnati fanno venire il raffreddore ma ti insegnano un sacco di cose.
Se la squadriglia si perde la notte in un bosco di 2x2 Km dopo che il capo ha informato della loro presenza Forestale e Carabinieri ed è sicuro dell'assenza di pericoli reali ( burroni, animali feroci, malintenzionati ecc ) e magari può contattare il Capo Sq. in caso di emergenza, non solo non c'è nulla di male, ma i ragazzi vivranno un'esperienza di cui saranno eternamente grati.

Penso che conoscere un po di psicopedagogia serva molto garantisco, ma è verissimo che vivere lo scauting è ciò che insegna non solo le tecniche ma anche tutte quelle cose che ci formano, viverle è la maniera più semplice per impararle.
personalmente parlo per esperienza, non sono dell'agesci ma penso che alla fine i problemi siano comuni.
una proposta, perchè non promuovere campi tecnici extra scaut con invito a tutti coloro che ( associazioni a parte anzi se sono diverse meglio c'è anche uno scambio costruttivo) vogliono"imparare giocando" ciò che non sanno, per dare di più ai propri ragazzi? organizzando per esempio dei corsi come campismo, cucina scaut,trapperismo, orienting,costruzioni , animazione eccetera, con un numero per ogni corso con un numero massimo di iscritti , in un periodo lontano da campi, esami, ecc. può essere un campo di tre/ quattro giorni, io mi occupo di una cosa simile ma con gli esploratori/trici ( non nel senso che organizzo, ma faccio parte di una staff nel , chiamiamolo laboratorio, di cucina scaut, dove i ragazzi/e costruiscono con la nostra guida cucine sopraelevate, forni interrati, ecc
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uomodelbosco





Registrato: 06/03/07 18:14
Messaggi: 1260

MessaggioInviato: Lunedì 16 Aprile 2007, 07:58    Oggetto: Rispondi citando

Quoto Actaris in toto...assolutamente d'accordo.

zio ha scritto:
Prima di aumentare gli stage per capi forse sarebbe il caso di cominciare ad utilizzarli: è sconcertante il numero di campi annullati per mancanza di iscritti...



Non sono a conoscenza di questo tipo di problema, ma forse fa proprio parte del fatto che a parte pochi casi lo scoutismo sta perdendo le sue specificità riducendosi ad un fatto semi-oratoriale.
Com'è e come non è (pseudo Capi o genitori mannari) guardate questo:

http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-iggulden_conn_iggulden_hal/sku-12368380/il_pericoloso_libro_delle_cose_da_veri_uomini_.htm

Per chi non lo sapesse questo libro nella sola edizione inglese ha venduto 500.000 copie. Gli autori sostengono che bisogna togliere i ragazzi dai videogames per portarli nei boschi.
Strabiliante deduzione.
Ma non erano gli scouts a fare questo? Ci facciamo scippare così?
L'ho già scritto in altro post e lo ribadisco: questi sono anni nei quali ci stiamo giocando il futuro dello Scoutismo con la "S" maiuscola...se non recuperiamo l'essenza dello Scoutismo ci riduciamo a niente...
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