Le uniformi: prezzo e qualità. Cosa ne pensate?
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Scout C@fé: Il Forum degli Scout -> Comunità Capi

#1: Le uniformi: prezzo e qualità. Cosa ne pensate? Autore: franzos79 MessaggioInviato: Domenica 10 Marzo 2013, 16:35
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Riporto dal sito dell' Agesci Lombardia quanto segue. Cosa ne pensate?
L'argomento sono le uniformi Agesci e chi scrive quanto sotto è la cooperativa scout lombarda, KIM.

"Prezzi troppo elevati per l’utilizzo, scambio di u niforme usata all’interno dei gruppi. Uniforme ormai “obsoleta” lontana dalla realtà della vita dei ragazzi, quindi di uso esclusivo per l’attività. Purtroppo le cooperative non vengono ascoltate.
L’Agesci va per la sua strada.....e ci sembra lontana dalle esigenze e dai bisogni delle famiglie. A volte ci sentiamo in imbarazzo quando alla cassa facciamo il conto Ricordiamoci del significato della parola UNIFORME,
non possiamo proporre 12modelli tra pantaloni e gonne. "

Ne accenno anche sul mio blog.

#2:  Autore: elfo MessaggioInviato: Domenica 10 Marzo 2013, 16:51
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Citazione:

Uniforme ormai “obsoleta” lontana dalla realtà della vita dei ragazzi, quindi di uso esclusivo per l’attività


Questa frase mi terrorizza: è l'anticamera dell'inferno. Prima felpazze yo in stile Scout Association UK, e poi progressivo avvicinamento alla "realtà della vita dei ragazzi", cioè l'antiscautismo. Proprio come la Scout Association UK (anche se per loro il processo è stato inverso, ma la mentalità disastrosa è la stessa).

Io già inorridisco a vedere "uniformi da campo" che invece di essere una maglietta blu sono magliette multicolori, ognuno la sua (ma che uniforme è?), con un fazzoletto sopra.
Le "realtà della vita dei ragazzi" è _anche_ quella dell'attività (a cui l'uniforme è destinata, sì ad uso esclusivo, se no non sarebbe un uniforme), per cui semmai bisognerebbe adeguarla alle reali esigenze, per esempio delle dignitose spalline per gli omerali, invece della spallina aborto introdotta di recente.

#3:  Autore: MarmResidenza: Veneto MessaggioInviato: Domenica 10 Marzo 2013, 22:44
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Io non trovo ragioni per contestare la "foggia" dell'uniforme, mi basterebbe che i capi siano comodi e adatti alle attività scout (questione omerali inclusa, ma anche l'eterno discorso sulle gonne pantalone, che temo sia ancora attuale).
In più vorrei una qualità che consenta all'uniforme di durare nel tempo, non mi preoccuperei di fissare un prezzo "politico", anche adesso che siamo in periodo di crisi, mi accontenterei di un prezzo "onesto", rispetto alla qualità stessa dei capi. Se dopo un anno di utilizzo i pantaloncini iniziano a perdere strisce di velluto (questa è la mia esperienza con l'ultimo paio di pantaloncini comprati, credo un paio di anni fa), non c'è verso di rivenderli in un mercatino dell'usato, che ritengo il modo migliore per risparmiare.
Poi non so se l'introduzione di abbigliamento tecnico, come per i pantaloni, sia un problema per le cooperative, che si vedono costrette ad esporre un capo in più, io i pantaloni tecinici non li avrei inseriti, e in verità neanche la polo...

#4:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Martedì 12 Marzo 2013, 01:29
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Tutti elementi utili alla polemica.

Quali sono i 12 modelli diversi?


C'è un pantalone lungo, uno corto, uno tecnico e la gonna....?

#5:  Autore: akela_xxResidenza: Genova MessaggioInviato: Martedì 12 Marzo 2013, 08:58
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che poi il "pantalone tecnico" che costa 75 euro o giù di lì se lo tengono..

#6:  Autore: aleph MessaggioInviato: Martedì 12 Marzo 2013, 15:15
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personalmente trovo che i capi dell'uniforme siano terribili, come taglio, qualita' e prezzo; io mi diletto (come penso molti qua dentro) in un mucchio di attivita' outdoor . . per cui, seppur non mi possa definire un esperto, di materiali ed equipaggiamenti ne ho provati un po':
- residuati militari: lo stile fara' storcere il naso al nostro spirito pacifista (o alle nostre mamme), ma i materiali sono estremamente durevoli, e il prezzo per l'usato e' ridicolo . . parliamo di 5-10E per un paio di pantaloni in cotone-sintetico ripstop praticamente indistruttibili . .
- materiali tecnici (non solo nel nome): il prezzo sale, ma anche la qualita' . . andiamo sui 50-100E per un paio di pantaloni leggeri, traspiranti, robusti e antistrappo, che si asciugano in 5min in caso di pioggia

i capi dell'uniforme ufficiali costano abbastanza, e hanno una qualita' mediocre . . a me piace l'ordine e lo stile che l'uniforme rappresenta, pero' mi trovo a usarla solo nelle occasioni che la richiedono, perche' nelle normali attivita' (qualsiasi attivita') e' pessima:
- la camicia si sgualcisce e non traspira (ok, e' normale cotone, pero' ho un mucchio di magliette tecniche che costano di meno)
- il maglione . . non tiene il vento . . non tiene il freddo . . non tiene la pioggia . . un buon phile (anche economico) e' molto meglio
- i pantaloni corti . . sono un po' il nostro stemma ( Razz ) pero' per fare un qualsiasi lavoro, o muoversi in presenza di vegetazione alta/insetti/spine etc dei pantaloni lunghi sono decisamente meglio, c'e' poco da fare . .
- i pantaloni tecnici, novita' del momento . . si, li ho presi (non si puo' parlare male di qualcosa senza provarla Razz ) . . non sono male . . pero' un prezzo onesto sarebbe 20-30E . . contate che a 40E si possono avere questi: http://www.asmc.de/images/product_images/popup_images/101445_0.jpg : doppia chiusura in fondo (addio zecche!), rinforzi in cordura sulle ginocchia, tasconi laterali, e il tessuto e' un'altra cosa . . made in germany, quindi anche sul fronte etico siamo a posto Very Happy

per non parlare del taglio . . ok, io sono alto e stretto (ma neanche tanto), pero' e' possibile che non riesca a trovare una taglia che mi vada bene! Invece mi va tutto corto. . o largo . . :/

ora l'uniforme ha il suo senso, e potremmo anche dire che non deve essere necessariamente comoda per svolgere il suo lavoro. Pero' che sia cosi' scarsa, e per giunta costosa, proprio non mi va giu'; specie quando le alternative sono piu' economiche, tecnicamente migliori, o entrambi :/ . .

e poi, diciamolo, che diamine di colore e' l'azzurro per uno scout Razz !? il resto del mondo e' tanto contento in caki (o verde, marrone, etc) . . . ok, abbiamo le nostre ragioni storiche, ma a stare in un bosco vestito di blu mi sento proprio fuori posto Razz . .

spero che questo rant non offenda nessuno (o forse si Very Happy ) . . ma mi sentivo di dire qualcosa . .


L'ultima modifica di aleph il Venerdì 26 Luglio 2013, 14:21, modificato 1 volta

#7:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Venerdì 15 Marzo 2013, 02:31
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Hai fatto bene a dirlo: non sono per niente d'accordo...

La camicia nuova ha il problema solo del colore: non tiene troppo il sole.
Il maglione è idrorepellente e non si brucia accidentalmente.
Pantaloni corti e calzettoni, risolto il problema.

#8:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Domenica 24 Marzo 2013, 14:00
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Verrebbe da chiedersi come mai chi produce vestiti per fare trekking (vedi Ferrino) non usa il velluto, il cotone che sono parte delle nostre uniformi.
Comunque se una cooperativa scout dice che l'uniforme è obsoleta, lontana dalla vita dei ragazzi e loro, la cooperativa, sono quelli che vendono le uniformi e parlano con i clienti forse un fondo di verità c'è.

#9:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Mercoledì 03 Aprile 2013, 17:57
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C'è anche modo e modo di fare produzione.

Sono d'accordo col fatto che fare un sacco di prodotti non serva a nulla (la polo e il cappello, per esempio). E' anche vero che le alternative a basso costo non mancano ed è questo che fa soffrire il mercato "solidale".

#10:  Autore: miki2288 MessaggioInviato: Martedì 23 Luglio 2013, 11:59
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il problema dell'uniforme agesci/cngei sta tutto nei materiali utilizzati, dicendo "uniforme al passo con i tempi" io intendo un'uniforme funzionale dal punto di vista tecnico. Non si può pensare di far indossare pantaloncini in velluto ai ragazzi al giorno d'oggi , quando esistono materiali in grado di asciugarsi in un quarto del tempo e ugualmente resistenti, lo stesso vale per i maglioni.
La versione "tecnica" dell'uniforme ora in vendita è una buffonata, un insulto all'essenzialità tanto citata da capi super formati, con cifre inferiori in negozi sportivi è possibile prendere materiale di uguali o superiori caratteristiche tecniche.

amen

#11:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Mercoledì 24 Luglio 2013, 22:15
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Miki2288 ha perfettamente ragione. Se andate nelle stesse cooperative scout trovate veri pantaloni tecnici, come mai Salewa, Ferrino e altre marche non fanno pantaloni in velluto? Chi compra i pantaloni tecnici ad €80?
Poi sul fatto delle alternative a basso costo che sempre vengono criticate perchè poco etiche bisognerebbe poi dimostrare che quello che costa meno è sempre meno etico di quello che noi rivendiamo nelle cooperative.
Esempio: se andiamo a leggerci questo documento
documento troviamo che viene valutata la democrazia del paese dove si produce. L'Eritrea è un paese dove si producono le camicie, vige la democrazia in quel paese visto che dal 93 non si tengono elezioni?

Perchè le cooperative non organizzano incontri con i produttori italiani in Italia dei pantaloni e gonne scout, delle calze, dei maglioni come hanno fatto e fanno da anni quelli del commercio equo? perchè nelle cooperative non fanno i cartellini col prezzo trasparente come c'era specie agli inizi nel commercio equo?

#12:  Autore: miki2288 MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 12:18
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mah.....io ho sempre avuto una certa repulsione rispetto il mercato equo solidale, non può essere SOLIDALE un prodotto che poi venduto mi viene a costare tre volte di quello prodotto da una multinazionale. Mio fratello aveva fatto servizio presso uno di questi negozi, e mi ricorderò per sempre i 5 euro per un barattolo da 70g di crema alla nocciola, ditemi cos'ha di solidale una cosa del genere. Ritengo che sia una logica con poco senso, da una parte garantisci un prodotto "equo" e poi il prodotto stesso è una cosa "per pochi" , non dovrebbe funzionare così. Il mercato equo solidale dovrebbe esser tale sia a monte che a valle.
Una cosa buona invece sarebbe una collaborazione con multinazionali che prestano attenzione ai diritti dei loro lavoratori.
Da soli non si va da nessuna parte!!!

#13:  Autore: MarmResidenza: Veneto MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 14:53
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Concordo che 5€ per 70g di cioccolata sono tanti... sarebbe a dire 70€/Kg, mediamente al supermercato il prezzo è tra i 10 e i 20 € al Kg, sebbene sotto Pasqua non è impossibile trovare uova che superino i 100€ al Kg...

Il mercato equo si basa, o si dovrebbe basare, nel fornire prodotti di buona qualità e realizzati in buone condizioni di lavoro nei paesi di origine. Da questo ne deriva che la differenza di prezzo può essere consistente.

Tanto per dire, puoi comprare Nutella oppure altre creme (non del mercato equo-solidale) che costano due o tre volte tanto.
Magari ti piace lo zucchero e l'olio di palma e allora preferirai comprare la Nutella, che per 3/4 è fatta di questi due ingredienti...
O forse preferirai l'uso di ingredienti da agricoltura biologica, l'olio di girasole al posto dell'olio di palma e lo zucchero di canna invece di quello normale, e già qui i prezzi raddoppiano.
Se preferisci un'alta percentuale di nocciole e non avere a che fare con olio di origine vegetale, i prezzi triplicano.
Se una crema con i medesimi ingredienti di quest'ultima fosse presente in un mercato equo-solidale, non sarebbe affatto assurdo trovarla a 4 volte il prezzo della Nutella, perché oltre ad un maggior prezzo per gli ingredienti devi aggiungere anche un sovrapprezzo per la tutela dei lavoratori.

Il mercato equo-solidale deve essere equo per chi produce e commercia, questa è la condizione essenziale. Se poi è equo anche per i consumatori, tanto meglio, ma questa non è e non può essere una condizione necessaria.
Però diventa importante distinguere tra prodotti necessari e prodotti che non lo sono.
Se al mercato equo trovo la pasta a 3 volte il valore di mercato, allora non va tanto bene... Se ci trovo cioccolata o caffé a 3 volte tanto... beh, per un mondo più equo puoi anche mangiarne o berne di meno, no? Tanto più che Male non ti fa...

Tu che stai a valle, se non sei capace di guardare in modo critico i tuoi consumi e di cambiare il tuo stile di vita (sostanzialmente mangiando e bevendo meno prodotti di qualità bassa... o discutibile) o se non ti interessa che i produttori vengano degnamente retribuiti, allora non sei fatto per il mercato equo-solidale.

Poi possiamo discutere sui singoli prodotti o sulle singole aziende, come si è fatto qui per i capi delle uniformi, ma in termini generali il tuo approccio è sbagliato: come consumatore non hai nessun diritto di acquistare prodotti "equi" ad un prezzo non troppo più alto dei corrispondenti prodotti non "equi", semmai hai il dovere (morale) di orientarti verso un consumo più "equo-sostenibile".

#14:  Autore: miki2288 MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 15:53
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punti di vista....io ritengo che per la realtà scoutistica italiana dove contiamo 100.000 agesci e 10.000 cngei (dove ci sono famiglie di ogni genere, con più o meno disponibilità economiche) una logica equo-solidale non possa funzionare

#15:  Autore: MarmResidenza: Veneto MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 17:05
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miki2288 ha scritto:
punti di vista....io ritengo che per la realtà scoutistica italiana dove contiamo 100.000 agesci e 10.000 cngei (dove ci sono famiglie di ogni genere, con più o meno disponibilità economiche) una logica equo-solidale non possa funzionare

Per quanto ne concerne la filosofia, l'equo-solidale è quello, punto. Qui non è questione di punti di vista.
Se mi tiri in ballo che i prezzi devono essere alla portata d i tutti, allora i prodotti equo-solidali dovrebbero essere regalati, visto che c'è gente che per mangiare chiede aiuto alla caritas, altrimenti non ce la fa.

Se non hai i soldi per comprare i prodotti "equo", semplicemente non li compri. Una famiglia indigente non dovrebbe farsi un problema del non poter comprare "equo". Se non può, non può. Amen.

Se stiamo parlando di uniformi e di una famiglia poco sopra la soglia di povertà, nessuno la obbliga a comprare tutto al suo primo anno. Partirà con la camicia.
Se è sotto la soglia di povertà e non può permettersi neppure la camicia, ne troverà una usata.
Se non ne trova una di usata, può ricevere aiuto dal gruppo. Forse questa cosa si è persa, ma una volta si usava.


Precisazione: se poi la camicia costa troppo in rapporto alla sua qualità, questo è un altro discorso...

#16:  Autore: gufoprecisoResidenza: Genova-Voltri MessaggioInviato: Venerdì 23 Agosto 2013, 10:11
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Già solo leggere "uniforme al passo con i tempi" mi ha fatto saltare dalla sedia e rovinare dolorosamente a terra.

L'uniforme è tale. Punto. Fosse per me eliminerei la polo...

#17:  Autore: Cervo Capace MessaggioInviato: Sabato 24 Agosto 2013, 08:57
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quoto. E anche il cappello con frontino, e quegli orrendi pantaloni "tecnici"

#18:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Lunedì 26 Agosto 2013, 12:42
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Bisogna credo ragionare su alcuni concetti chiave.
Come noto il mondo delle cooperative scout non se la sta passando bene per vari motivi. Teniamo conto che sono negozi esclusivisti delle uniformi scout che non si possono trovare da altre parti.
Ma se uno di questi negozi come vi ho scritto all'inizio dice che l'uniforme non è al passo con i tempi ed è la cooperativa della Lombardia (mica piccola!) forse qualche problema c'è. Perché io genitore devo sborsare 30€ per dei pantaloncini dell'uniforme in velluto con 2 tasche davanti quando magari nella stessa cooperativa con 15€ in più trovo pantaloncini tecnici in tessuto sintetico che non fa sudare, si asciuga in pochissimo tempo, non fa caldo d'estate, a tasche davanti (con cerniere varie) e dietro (e sto parlando di un modello Salewa che ho proprio comprato alla mia coop. scout credo questi.
Possiamo fare dei pantaloni come quelli Salewa veramente tecnici così invece che comprare 2 capi un genitore se ne compra uno buono per il proprio figlio e rimane contento? L'uniforme serve anche per fare le uscite (almeno nei periodi primavera-estate, di inverno ci vuole vero materiale tecnico se si va sulla neve o per vie più impervie) e per quella funzione va studiata.

#19:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Lunedì 26 Agosto 2013, 14:01
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Citazione:
Possiamo fare dei pantaloni come quelli Salewa veramente tecnici così invece che comprare 2 capi un genitore se ne compra uno buono per il proprio figlio e rimane contento?


Made in Indonesia?

#20:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Lunedì 26 Agosto 2013, 14:11
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Non so dove potranno essere prodotti, magari esistono ditte italiane che li possono produrre in Italia.

#21:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Martedì 27 Agosto 2013, 18:56
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Il concetto è che per quel prezzo, è ovvio che non possono essere fatti in italia.

Difatti, i tecnici che ho visto l'etichetta sono fatti in italia.

#22:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Mercoledì 28 Agosto 2013, 08:04
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Se sei esperto di tessile converrò con te, io non lo sono e non posso certamente sapere se è possibile o meno produrli in Italia

#23:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Giovedì 29 Agosto 2013, 20:12
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E' possibile ma non in italia: i capi della North face (americana) sono fatti in bangladesh e pagano molto poco i lavoratori.

La salewa compra in indonesia, un motivo c'è no?

Ma sono stratecnici.

#24:  Autore: paciock87Residenza: Romano MessaggioInviato: Venerdì 30 Agosto 2013, 15:14
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rinoceronte caparbio ha scritto:
E' possibile ma non in italia: i capi della North face (americana) sono fatti in bangladesh e pagano molto poco i lavoratori.

La salewa compra in indonesia, un motivo c'è no?

Ma sono stratecnici.


La Salewa è un'azienda che nel suo stabilimento di Bolzano ha asili e parete per arrampicare per i propri dipendenti, è molto all'avanguardia nella tutela dei lavoratori... Il fatto che nella sua filiera di produzione ci sia l'Indonesia non ne fa un'azienda criminale o meno corretta della Fiordaliso, ma solo più furba e soprattutto concorrenziale... Non sta scritto da nessuna parte che se hai una fabbrica in Asia sfrutti i lavoratori perchè un operaio asiatico in molti casi prende come un operaio della Fiat qua(in rapporto al costo della vita)...

#25:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Venerdì 30 Agosto 2013, 18:32
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Concordo al 100% con quanto dice Paciock87.
Ci sono prove che l'azienda X che produce in un paese asiatico viola i diritti dei lavoratori? Ce ne sono tante che non fanno le cose a dovere, ma bisogna dimostrarlo.
Io mi informo qui di solito www.abitipuliti.org
E comunque sulle aziende certificate "etiche" con la certificazione SA8000 aspettiamo prima di definirle etiche visto cosa accade a volte ()leggete qui

#26:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Sabato 31 Agosto 2013, 14:35
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paciock87 ha scritto:


Non sta scritto da nessuna parte che se hai una fabbrica in Asia sfrutti i lavoratori perchè un operaio asiatico in molti casi prende come un operaio della Fiat qua(in rapporto al costo della vita)...


Accumunare un operaio tessile nei paesi asiatici con un'operaio metalmeccanico europeo mi sembra un pò azzardato.

Inoltre, è positivo che abbia pareti per arrampicare, ma la politica prezziaria e di produzione allo stato delle cose attuali credo sia diversa da quella usata da Fiordaliso per i suoi prodotti.

Nulla da ridire, ma ribadisco il fatto che ci sarà un motivo per cui i pantaloni tecnici costano molto alle cooperativa scout e ugualmente al negozio di marca (nello specifico: The North Face, costa 82 € un paio di pantaloni divisibili in tessuto tecnico, alla cooperativa prezzo simile ma tessuto diverso...). Ergo, com'è possibile?

#27:  Autore: gufoprecisoResidenza: Genova-Voltri MessaggioInviato: Martedì 03 Settembre 2013, 09:58
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Scusate, ma qualcuno mi dovrebbe spiegare perché il pantaloncino della divisa dovrebbe essere un pantalone tecnico tipo salewa ecc...

La divisa non è un corredo da trekking/alpinismo né lo scautismo è trekking/alpinismo.

#28:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Martedì 03 Settembre 2013, 12:16
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più comodo, resistente, funzionale…

#29:  Autore: ellen MessaggioInviato: Mercoledì 04 Settembre 2013, 16:27
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Mi dispiace, ma concordo con gufopreciso... vesto l'uniforme da anni e non mi sono mai trovata male. L'uniforme scout serve anche per i campi, per le uscite & co, ma è anche il modo in cui ci presentiamo al mondo. Sinceramente mi sentirei in imbarazzo ad andare a messa la notte di natale, o ad un matrimonio, in pantaloncini e maglietta tecnici, o mentre con la nostra uniforme ci vado volentieri, cos' come non lo trovo adeguato per una promessa o una partenza...
Per le route o le uscite in cui bisogna camminare molto, si può sempre ripiegare per una maglia tecnica di un'altra marca da usare solo lungo il cammino...

Sono d'accordo invece con le critiche sulle taglie: sono andata a prendere la camicia quest'anno e non ce n'è una che mi stia decentemente: per avere le maniche della mia lunghezza devo prendere una taglia in cui entro 4 volte, mentre se ne prendo una della mia taglia le maniche mi arrivano dieci cm sopra al polso... e sincramente non penso sia fatto per ricordarci che gli scout hanno sempre le maniche arrotolate, pronti a lavorare Smile

#30:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Mercoledì 04 Settembre 2013, 23:02
    —
basterebbe mettere i pantaloni tecnici come uniforme.

I pantaloni north face blu sarebbero spettacolari..

#31:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Giovedì 05 Settembre 2013, 16:38
    —
Capisco che ognuno ha le sue opinioni, ma quando esprimo la mia idea mi baso oltre che su quello che penso e vedo anche su quello che leggo e se una cooperativa scout, e non parlo di quelle minuscole ma parlo della Kim della Lombardia, scrive nel piano strategico 2013-15 (che è online qui) le seguenti parole sull'uniforme forse una qualche ragione c'è, forse se loro che VENDONO L'UNIFORME dicono queste cose, forse le hanno sentite dire da chi sgancia i soldi cioè, spesso, i genitori.

Citazione:
Le uniformi hanno prezzi imposti, sottoposte anche ad un forte aumento di prezzo e nel 2012.  Prezzi troppo elevati per l’utilizzo, scambio di uniforme usata all’interno dei gruppi. Uniforme ormai “obsoleta” lontana dalla realtà della vita dei ragazzi, quindi di uso esclusivo per l’attività. Purtroppo le cooperative non vengono ascoltate.
L’Agesci va per la sua strada…..e ci sembra lontana dalle esigenze e dai bisogni delle famiglie. A volte ci sentiamo in imbarazzo quando alla cassa facciamo il conto. Ricordiamoci del significato della parola UNIFORME, non possiamo proporre 12 modelli tra pantaloni e gonne.

#32:  Autore: rinoceronte caparbio MessaggioInviato: Sabato 07 Settembre 2013, 15:23
    —
Questa è pura polemica però:

Citazione:
L’Agesci va per la sua strada…..e ci sembra lontana dalle esigenze e dai bisogni delle famiglie.


Quindi cosa si deve fare, un'uniforme da tutti i giorni?

#33:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Domenica 08 Settembre 2013, 13:56
    —
Se la gente compra meno nelle cooperative non è solo per la crisi, ci sono cooperative in difficolta' gia' prima dell'inizio ufficiale del 2008 della crisi. Se l'uniforme fosse un prodotto così ottimo, e ricordo venduto in regime esclusivo dalle cooperative, non ci sarebbero tutte le difficolta' attuali. A me non sembra una polemica quella della KIM, loro sono quelli che vendono i prodotti e hanno a che fare con i clienti.

#34:  Autore: gufoprecisoResidenza: Genova-Voltri MessaggioInviato: Lunedì 09 Settembre 2013, 15:43
    —
franzos79 ha scritto:
Se la gente compra meno nelle cooperative non è solo per la crisi, ci sono cooperative in difficolta' gia' prima dell'inizio ufficiale del 2008 della crisi. Se l'uniforme fosse un prodotto così ottimo, e ricordo venduto in regime esclusivo dalle cooperative, non ci sarebbero tutte le difficolta' attuali. A me non sembra una polemica quella della KIM, loro sono quelli che vendono i prodotti e hanno a che fare con i clienti.


Il problema principale delle cooperative in crisi, come quella della Liguria che ci abbiamo pompato dentro circa 300 mila euro in due anni, non sta nella vendita dell'uniforme, ma di tutto il resto del materiale variamente definito come "scout tech" che al di là di tende, per quanto riguarda l'abbigliamento, scarponi ecc... non è competitivo. Il problema delle cooperative è che avevano la presunzione di vestire lo scout da testa a piedi: zaini sacchi a peli, felpe, pile, ecc ecc ecc....

L'uniforme non è mai stata un problema, l'uniforme viene venduta e viene comprata.

L'uniforme non è e non dev'essere un capo "abituale da tutti i giorni" "vicino agli usi comuni" ecc... che sembrano frasi prese dall'APR... brrr....
Citazione:

Uniforme ormai “obsoleta” lontana dalla realtà della vita dei ragazzi, quindi di uso esclusivo per l’attività.


Quindi, in altre parole, l'uniforme scout.
Perché secondo voi 30 anni fa era vicina alla vita dei ragazzi? O 60 anni fa? Bah...

I pantaloni di velluto (che io uso tutto l'anno senza problemi e mi durano tanti anni) mi rendono passabile in ogni attività, in ogni momento dell'anno, sia sui monti che "in un salotto".[marq=up]

#35:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Lunedì 09 Settembre 2013, 15:55
    —
Che le uniformi non abbiamo mai avuto un problema ad essere vendute è da dimostrare numeri alla mano, i numeri della KIM dicono € 20.562 di uniformi in meno vendute in un anno, è scritto qui a pagina 3.
Sulla Scout Tech concordo con te, mettersi in diretta concorrenza con un marchio proprio (da far conoscere ai clienti) non è roba facile, forse era meglio vendere marche gia' conosciute (magari non solo gli ultimi modelli, ma anche giacenze di magazzino a costi inferiori) e ampiamente testate.
Però la Scout Tech è roba voluta dalla Fiordaliso e dalle Cooperative su cui l'Agesci non hai mai detto nulla, come mai solo ora che c'è la crisi salta fuori il problema? Sulle cooperative in crisi poi bisognerebbe aprire un capitolo sulla gestione delle stesse e su chi è chiamato a pompare dentro i soldi per o non farle chiudere o chiudere i buchi che, con modalità diverse, direttamente o indirettamente, è sempre il socio o la sua famiglia.

#36:  Autore: gufoprecisoResidenza: Genova-Voltri MessaggioInviato: Lunedì 09 Settembre 2013, 16:17
    —
franzos79 ha scritto:
Che le uniformi non abbiamo mai avuto un problema ad essere vendute è da dimostrare numeri alla mano, i numeri della KIM dicono € 20.562 di uniformi in meno vendute in un anno, è scritto [url=http://www.kimscout.it/fileadmin/localSites.tld/lombardia/pdf_kim/piano_sviluppo_2013-15_definitivo.pdf]qui a pagina 3[/url


Cioè un calo dello 6,09%, che in un momento di crisi in cui le famiglie tendono a risparmiare mi sembra normale aspettarselo.

Le uniformi vengono vendute perché le richiediamo. Punto. Ci possono essere dei cali in fasi storiche come questa in cui si tende magari a rimandare l'acquisto (ti giro il colletto e la puoi ancora usare qualche anno), o a scambiare all'interno del gruppo, ecc... , ma è un mercato estremamente rigido.

Il problema è quando vengono estesi i prodotti: giacca a vento? pantaloncini tecnici? cappellino con visiera? La gente compra l'essenziale dell'uniforme...

Camicie, pantaloncini, maglione, cappellino l/c / (capellone), cintura, calzettoni saranno sempre venduti.

Citazione:
Però la Scout Tech è roba voluta dalla Fiordaliso e dalle Cooperative su cui l'Agesci non hai mai detto nulla, come mai solo ora che c'è la crisi salta fuori il problema?


Perché i nodi vengono al pettine con la crisi e la limitata capacità economica delle famiglie.
Al 2008 la nostra cooperativa era in sostanziale pareggio, poi ha cominciato ad accumulare perdite... con la crisi. Prima uno poteva anche dire "già che sono qui prendo lo zaino" ora "quando torno indietro passo da quello spaccio della salewa"...

Citazione:
Sulle cooperative in crisi poi bisognerebbe aprire un capitolo sulla gestione delle stesse e su chi è chiamato a pompare dentro i soldi per o non farle chiudere o chiudere i buchi che, con modalità diverse, direttamente o indirettamente, è sempre il socio o la sua famiglia.


Assolutamente. Noi ora abbiamo ridotto la nostra cooperativa all'osso. Abbiamo abbandonato i locali precedenti (che erano il vecchio commissariato agi), licenziato tutti i dipendenti tranne 1, deciso di agire di fatto come just-in-time senza magazzino con collezioni di ordini, e mantenere un magazzino ridotto solo di distintivi, uniformi, editoria, tende e qualche prodotto particolare molto limitato.

Sicuramente il sistema delle cooperative è da ripensare.

#37:  Autore: paciock87Residenza: Romano MessaggioInviato: Martedì 10 Settembre 2013, 15:03
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A me sembra tanto semplice... Basta mettersi d'accordo con qualche commerciante a farsi dare un pezzettino di negozio, chiudere la Fiordaliso e accordarsi con qualche azienda per farsi fare l'uniforme... Come effetto collaterale aumenti pure la capillarità dei negozi... Poi fare un unico shop online con 2-3 dipendenti per vendere e spedire in tutta Italia...

Ricordo che siamo sempre 150mila e di soldi ne muoviamo abbastanza... In zona nostra c'è un negozio di attrezzature di montagna che ci fa il 20%, ripeto il 20% di sconto su tutti i prodotti solo mostrando il tesserino scout... Non c'è una volta che ci sono entrato che non ho incontrato uno scout... Se quello potesse vendere le nostri uniformi non ci darebbe un angoletto ma mezza ala del negozio...

#38:  Autore: franzos79 MessaggioInviato: Mercoledì 11 Settembre 2013, 12:37
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paciock87 ha scritto:
A me sembra tanto semplice... Basta mettersi d'accordo con qualche commerciante a farsi dare un pezzettino di negozio, chiudere la Fiordaliso e accordarsi con qualche azienda per farsi fare l'uniforme... Come effetto collaterale aumenti pure la capillarità dei negozi... Poi fare un unico shop online con 2-3 dipendenti per vendere e spedire in tutta Italia...

Ricordo che siamo sempre 150mila e di soldi ne muoviamo abbastanza... In zona nostra c'è un negozio di attrezzature di montagna che ci fa il 20%, ripeto il 20% di sconto su tutti i prodotti solo mostrando il tesserino scout... Non c'è una volta che ci sono entrato che non ho incontrato uno scout... Se quello potesse vendere le nostri uniformi non ci darebbe un angoletto ma mezza ala del negozio...


Scusa ma i 10 dipendenti Fiordaliso e i dipendenti delle varie cooperative dove li metti? Comunque la tua proposta non mi trova del tutto contrario, anche perchè se non riusciamo a creare una impresa sostenibile economicamente è inutile andare avanti e chiedere soldi alle famiglie per coprire i buchi di bilancio delle cooperative.

#39:  Autore: MarmResidenza: Veneto MessaggioInviato: Mercoledì 11 Settembre 2013, 16:16
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Boh, mi sembra impossibile che il sistema delle cooperative non possa funzionare, se un commerciante è disposto a vendere le uniformi AGESCI, significa che qualcosa ci guadagna, un comune negozio di abbigliamento credo ci guadagnerebbe solo sul ricarico, ma un negozio di articoli sportivi potrebbe giustamente sperare che quando gli capita uno scout a prendere l'uniforme, possa comprare anche scarponi, zaino, torcia...

Ma se eliminiamo le cooperative e creiamo un centro unico di spedizione, tanto vale che siano i singoli gruppi a fare le ordinazioni. Mi sembra la rete di distribuzione ideale, i gruppi possono organizzarsi con le famiglie in modo da limitare al minimo il numero di ordini e possono permettersi di gestire anche un eventuale piccolo magazzino (capi dell'uniforme usati, o capi nuovi ordinati per errore, che dovrebbero essere resi, ma che verranno comunque "smerciati" entro l'anno successivo).

#40:  Autore: BOBOMANResidenza: Far West MessaggioInviato: Domenica 24 Novembre 2013, 14:13
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Buongiorno

#41:  Autore: MarmResidenza: Veneto MessaggioInviato: Lunedì 25 Novembre 2013, 11:45
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BOBOMAN ha scritto:
Buongiorno

Sei più criptico del solito...

Bentornato! Very Happy



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