Scout e sacerdozio: quanto ci impegnamo per le vocazioni?
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Scout C@fé: Il Forum degli Scout -> Comunità Capi

#1: Scout e sacerdozio: quanto ci impegnamo per le vocazioni? Autore: Zaperman MessaggioInviato: Lunedì 19 Mag 2008, 09:57
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ciao a tutti, sono un seminarista della prov di reggio cal. la mia vocazione è maturata all'interno dell'associazione. ma un grazie devo dirlo ai miei capi che mi hanno incoraggiato nel cammino e nella scelta finale. e voi, capi e cape d'italia, cercate di favorire le vocazioni maschili e femminili, oppure siamo un pò restii per questo tipo di vita e di scelta? Laughing

#2:  Autore: elfo MessaggioInviato: Lunedì 19 Mag 2008, 10:51
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Leggendo alcuni commenti su questo forum, sembrerebbe il contrario...

piuttosto sarebbe interessante conoscere la tua esperienza, in che modo l'associazione ha contribuito alla tua scelta? Avevi già manifestato questo interesse spontaneamente o in qualche modo ti sei sentito avvicinato da qualcuno o qualcosa fatto durante l'attività scout? In che modo i Capi ti hanno aiutato e sostenuto?

#3:  Autore: Raksha MessaggioInviato: Lunedì 19 Mag 2008, 11:09
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Anche nel nostro gruppo c'è un ragazzo che ha maturato questa scelta.....e a mio parere ce n'è anche un altro che potrebbe farla in un prossimo futuro! Very Happy
Devo dire che soprattutto nel clan si lavora abbastanza bene su questo,il punto fede è molto sentito e riflettutto.....

Interessante,vorrei sentire la tua esperienza...quando (e in quanto) hai maturato questa scelta?

#4:  Autore: mangusta perspicace MessaggioInviato: Lunedì 19 Mag 2008, 15:47
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che io sappia, da noi in quasi 40 anni non c'è mai stata una scelta vocazionale..

#5:  Autore: gufoprecisoResidenza: Genova-Voltri MessaggioInviato: Lunedì 19 Mag 2008, 15:52
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Noi negli ultimi dieci anni abbiamo "prodotto" (scusate la parola) 1 frate e 1 prete.

Non capisco cosa intendi però per "favorire la vocazione"... Perchè il fatto che all'interno del cammino di fede e delle "proposte" fatte alcune persone possano maturare la propria vocazione lo trovo assolutamente naturale, idem che i Capi possano aiutare la persona in questione nelle proprie scelte. Ma ciò non toglie che lo stesso cammino non produca uno stesso "risultato" in alti.

#6: grazie Autore: Zaperman MessaggioInviato: Mercoledì 21 Mag 2008, 14:27
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devo dire che mi fa piacere il vostro interesse per questo argomento e come dice elfo in questo forum spesso e volentieri se ne parla.

intanto sono contento per il gruppo di gufo preciso, in quanto la "produzione" di preti non è a zero. sono contento perchè questo tipo di vocazioni sono sempre e solo una grazia di Dio, quindi un regalo particolare a chi le riceve e all'ambiente in cui si manifestano.
e proprio da questo che voglio partire per raccontare(in breve) la mia esperienza.
fin da piccolo avevo nel cuore questo desiderio, ma quando in 3 media dovetti scegliere una scuola superiore, abbandonai il pensiero del seminario minore(dove si prende la maturità classica). lo feci perchè andare lì significava abbandonare il gruppo scout. non tanto per l'attaccamento al gruppo, quanto le amicizie che si erano create o lo stile formativo mi trattenero a casa. e proprio qui entrò in "gioco" il gruppo.
intanto i capi, vista questa mia predisposizione alle "cose di chiesa" mi invitarono a prendere la specialità di animatore liturgico, senza farmi trascurate lo stile pratico (poi presi il brevetto di trappeur). fu questo misto che mi aiutò a non isolarmi e farmi isolare dagli altri che mi vedevano non come uno saputello e santo, ma come uno di loro.
nel clan poi, il capo fuoco ci teneva che noi vivessimo il servizio sempre però con una pagina di vangelo nella mano. cioè tutto era incominciato dall'invito al servizio con le parole di Gesù e dei suoi.
e qui le varie meditazioni erano tenute, di volta in volta, da ognuno di noi.(eravamo 14/15 ragazzi!!).
e poi la scelta finale: ora si lavora insieme per i ragazzi.

però non tutti erano d'accordo! la capo reparto, per esempio, più volte mi stuzzicava con battute e lezioni di vita che mi invitavano ad abbandonare questa strada: "ma perchè non provi altre cose, prima vai all'università ecc"
beh, ora devo ringraziarla, perchè mi ha aiutato a riflettere sempmpre meglio alla scelta finale.

Chiedo scusa se vi ho annoiato, ma ci tenevo a dare la mia piccola testimonianza anche ,per quanto possibile, per poterla utilizzare nelle vostre comunità.
grazie e a presto. Razz

#7:  Autore: Sentry MessaggioInviato: Mercoledì 21 Mag 2008, 19:05
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Ciao Zeperman,
secondo me gli scout da questo punto di vista possono fare ben poco!
Non so, sono convinta che una vocazione (quelle con a V) non può nascere solo da belle esperienze di gioco o di servizio, nasce altrove e in altro modo!
La tua storia mi sembra confermare che noi possiam far poco... intendo, la tua vocazione era solo TUA, forse non era ancora matura, forse semplicemente nei progetti altrui c'era il farti vedere il mondo con gli occhi di uno scout prima di fare una scelta così forte e "radicale"... e forse qualla capo che ti prendeva in giro e tutto il resto era stata messa li proprio per far quello.
Secondo me gli scout non hanno nulla a che fare con le vocazioni e (qui so che molti mi baccchetteranno) neanche con la fede!
Se non c'è quella, non c'è capo scout che tenga, puoi trovare chiunque sulla tua strada, magari ti troverai a condividere le idee che quella persona ti propone e probabilmente anche ad accettarle, a prendere la partenza (e non sto parlando di una partenza presa senza i giusti presupposti, sto parlando di una partenza presa con il giusto spirito... con lo spirito di chi in quella direzione lascia una porta aperta e la voglia di crescere)... ma perchè le trovi cose "giuste", non perchè hai fede. Quella purtroppo non nasce sotto terra e non si compra al supermercato! Non so se sia un dono o cosa altro, ma di sicuro non è una cosa che può essere insegnata!


L'ultima modifica di Sentry il Mercoledì 04 Giugno 2008, 11:22, modificato 1 volta

#8:  Autore: pacioResidenza: spotorno sv MessaggioInviato: Mercoledì 21 Mag 2008, 20:01
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concordo con sentry
così come il cammino scout non è indirizzato alla produzione di capi, allo stesso modo non deve produrre seminaristi o religiosi.
la tua vocazione è nata in te. hai avuto sicuramente ad avere capi intelligenti che ti hanno offerto possibilità di confronto e di riflessione, ma se non ci fossero stati la tua scelta sarebbe maturata lo stesso in altri ambiti.
il problema, a mio giudizio, è più ampio e contrario.
il fatto che le scelte di sacerdozio siano calate e calino sempre più dovrebbe far riflettere molto di più la chiesa nel suo insieme per cercare di capire verso quale religiosità stiamo andando. non è andando a raschiare il barile di tutte le associazioni per "stimolare" le vocazioni ( che è un qualcosa di abberrante ) che risolveremo il problema. e non è neanche dando la possibilità ai preti di sposarsi che le cose potranno cambiare.
è l'ideale stesso di sacerdote ad essere in crisi perchè non è e non viene preparato ad affrontare i reali problemi che andrà ad incontrare.
è come voler fare il dottore, studiare, appassionarsi e poi chiedersi perchè nessuno venga a curarsi da noi che siamo così bravi ad usare l'ultimo ritrovato della farmacologia: la muffa.
la nostra società occidentale sta velocemente volvendo verso bisogni spirituali molto più profondi, per certi versi, e che richiedono una competenza molto più capillare. non basta più richiamare al vangelo: occorre essere in grado tradurlo nel linguaggio e nella cultura che ci cambia intorno.
e a fronte di questa fatica, basta lo spirito di servizio per sacrificare una vita? basta la sicurezza economica, la protezione, il riconoscimento sociale?
evidentemente non bastano più.
figli se ne fanno sempre meno, e sempre meno se ne mandano in seminario anche perchè, diciamocelo, non si vive poi male in italia.
e allora ecco che finalmente emergono le vere vocazioni. e giustamente i numeri corrispondono.
tra 20 anni quanti sacerdoti ci saranno in italia?
non sarà il caso di riflettere in modo serio su questo invece di far finta di niente e sperare nello spirito santo?
e se fosse proprio a una chiesa con pochi sacerdoti che lo spirito santo sta mirando, come ne veniamo fuori?
forse pensando ad una nuova comunità di fedeli?

#9:  Autore: BOBOMANResidenza: Far West MessaggioInviato: Mercoledì 21 Mag 2008, 23:32
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Ueilà.....analisi profonda e che mi trova 100% d'accordo con Pacio.................GIURO NON LO FACCIO PER I BOERI.....magari un bicchiere di Barolo...
Ma domani è prevista neve..............??????

Snoaring Bear

Orso Ronfante

Orig.Gil.'85

#10:  Autore: uomodelbosco MessaggioInviato: Giovedì 22 Mag 2008, 08:04
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Occavolo! Sono d'accordo con Pacio! Bravo, bella analisi!
Smile

#11: vocazioni Autore: RaffaeleResidenza: Matera MessaggioInviato: Giovedì 22 Mag 2008, 12:06
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Al di là dell'analisi della società attuale... che mi trova d'accordo, voglio ritornare a quello che dice Zaperman all'inizio del topic.
La nostra associazione non stimola nè favorisce le vocazioni sacerdotali e nè tantomeno le soffoca sul nascere. La nostra è una proposta globale e, se qualcuno decide poi di entrare in seminario lo fa perchè alle sue spalle c'è tutto un vissuto di famiglia, di ambienti ecclesiali, di scelte profonde e, forse anche di un piccolo contributo da parte nostra.
In passato ho avuto un lupetto molto attento alla chiamata del Signore, sorretto dalla famiglia e stimolato da una scelta personale molto sentita ... oggi è parroco in un paese della provincia di Matera.
In Reparto ora ho un ragazzo censito regolarmente che frequenta il seminario di Potenza, anche lui con alle spalle la famiglia prima che gli scout. Ad ogni occasione sia di reparto che di gruppo, Giuseppe si prodiga per addobbare l'altare da campo, per distribuire le letture tra i suoi colleghi di reparto, per servire puntualmente alla Santa Messa, per testimoniare discretamente anche agli altri la sua scelta vocazionale indossando l'abito da chierichetto con su il proprio foulard di gruppo. Non c'è nessuno, nemmeno da chi da noi si professa ateo o quanto meno scettico circa questo tipo di scelta, che si permette di condannarlo o peggio ancora di deriderlo. E' rispettato da tutti per la sua scelta e trova noi capi sempre vigili perchè tutti ricevano rispetto per le proprie scelte... compatibili ovviamente con l'associazione. In un paese vicino al nostro in un altro reparto c'è un altra vocazione che invece non traspare nei momenti di gruppo perchè gli altri e/g del suo reparto non approvano la sua scelta e lo prendono in giro... ecco a cosa siamo chiamati noi capi, a sorreggere le scelte di ognuno e a far crescere i nostri ragazzi nelle loro scelte. In passato personalmente ho dovuto scegliere tra la vocazione sacerdotale e la vocazione di padre di famiglia. Oggi sono convinto della mia scelta... (padre di famiglia), così come sono convinto che non bisogna mai forzare la mano con nessuno perchè ogni scelta deve maturare seriamente in ognuno di noi.
Buona Caccia
Raffaele

#12:  Autore: Anna Casu1Residenza: San Carlo (Ferrara) MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 10:27
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Certo che non bisogna forzare nessuno nella scelta vocazionale, ma credo che l'associazione e quindi il gruppo debba insegnare a fare scelte di vita coraggiose (che sia prete/frate/suora/madre o padre di famiglia non importa perchè se vissute nella fede sono tutte scelte ugualmente coraggiose..) e che quindi debba fornire gli strumenti adatti per compiere queste scelte..Certo è una cosa che nasce in te e la famiglia è importante, ma ci sono anche casi in cui uno la propria vocazione non l'ha trovata grazie alla famiglia, ma grazie ad altri tipi di comunità ed incontri e la scelta che nasce in te va incoraggiata, va fatta crescere, va stimolata...sennò uno rischia di non imboccare la strada giusta!!

#13:  Autore: nerettaResidenza: rosarno 1 MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 11:20
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bravissima anna...hai perfettamente capito il discorso che sin dall'inizio aveva porposto zaperman...*Le abbreviazioni non si leggono. Scrivi in italiano corretto, per favore...* comunque ringrazio essendo stato l'unico in questo forum a rispondere ad una mia richiesta d'aiuto...grazie mille....

in ogni caso, sono convinta che il tuo cammino scout sia stato illuminante per la tua vocazione...certo,l'obiettivo di BP era di "creare" buoni cittadini...anche un sacerote lo è...quindi.... Wink

buona strada e buona vocazione angel13

#14:  Autore: Anna Casu1Residenza: San Carlo (Ferrara) MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 13:47
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Anche perchè mi sembra che ogni tanto in molti gruppi si lasci un po' perdere quella C che c'è nell'AGESCI... Va bene formare i buoni cittadini, ma nell'agesci non c'è solo quello...altrimenti uno va al CNGEI...

#15:  Autore: uomodelbosco MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 13:58
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Uffa...al CNGEI non sono atei...



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