Un capo scout deve credere in Dio?
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Scout C@fé: Il Forum degli Scout -> Si avvicinò e camminava con loro

#16:  Autore: porcellinopacificoResidenza: Milano MessaggioInviato: Domenica 23 Settembre 2007, 21:44
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scoiattolo parsimonioso ha scritto:
La mia esperienza nel GEI è durata poco e risale a molti anni fa ormai, ma non ricordo un'associazione "atea" in cui il discorso spiritualità era totalmente trascurato.
Anche io non credo che il GEI sia un'associazione ATEA. Qui si parla del singolo capo ateo
scoiattolo parsimonioso ha scritto:
La crescita spirituale non significa parlare di Dio senza religioni o ignorare il discorso...
Anche con la spiegazione succesiva faccio fatica a capire quello che vuoi dire.
Certo concordo che
scoiattolo parsimonioso ha scritto:
Semplicemente andare incontro alle esigenze di ognuno.

#17:  Autore: scoiattolo parsimonioso MessaggioInviato: Domenica 23 Settembre 2007, 23:33
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scoiattolo parsimonioso ha scritto:
La crescita spirituale non significa parlare di Dio senza religioni o ignorare il discorso...

Spiego meglio questo concetto con un esempio. Se un ragazzo mi dice di essere cattolico ed ho un reparto di tutti ragazzi cattolici (per iscritto sulla scheda di iscrizione firmata da loro e dai genitori) io capo sono in dovere di fornire loro gli strumenti per la crescita spirituale. Dovrò fare in modo che essi adempiano ai propri doveri religiosi, ad esempio santificare le feste con la messa. Se nel reparto dovesse esserci un musulmano dovrò garantire la stessa cosa per lui ma, essendo io cattolico, dovrei appoggiarmi a qualcuno che possa aiutarmi con questo ragazzo.

Soprattutto non posso permettermi, solo perchè all'interno di un'associazione laica, di "evitare" il discorso perchè i ragazzi sono poco "interessati" o non vogliono andare a messa.

Infine le attività spirituali devono andare oltre gli adempimenti religiosi. Sia il cattolico che il musulmano, ad esempio, devono capire l'importanza del bene per il prossimo. Ed io capo devo ideare attività che consentano l'incontro su questi valori "interreligiosi".

In quest'ottica, secondo il mio personalissimo avviso, un'associazione confessionale è limitata. Per definizione non può seguire tutti i ragazzi, ma si limita solo a quelli inclusi nella "confessione scelta".

#18:  Autore: porcellinopacificoResidenza: Milano MessaggioInviato: Lunedì 24 Settembre 2007, 08:38
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Spero di non stravolgere il pensiero di scoiattolo parsimonioso, mettendolo in punti per chiarezza:
1 - io capo sono in dovere di fornire loro gli strumenti per la crescita spirituale.
2 - Dovrò fare in modo che essi adempiano ai propri doveri religiosi,
3 - le attività spirituali devono andare oltre gli adempimenti religiosi.
4 - un'associazione confessionale è limitata. Per definizione non può seguire tutti i ragazzi, ma si limita solo a quelli inclusi nella "confessione scelta

Sul punto 1, 3 e 4 quoto al 100% (anche se sul 4 ne parliamo già su altri topic)
Sul punto 2 quoto al 50%: dico molto francamenteche se fossi capo in un'associazione laica cercherei di rispettare questo punto con un po' di elasticità, parlandone con i genitori. E' vero che quest'atteggiamento potrebbe servire a saltare la messa ai ragazzi poco interessati, ma non credo sia in un gruppo multireligioso sempre possibile soddisfare tutti da questo punto di vista: se le famiglie ci tengono molto a quest'aspetto mi dispiace, ma si scelgano, se c'è, un'associazione della loro confessione religiosa. Il rischio opposto, per me peggiore è passare buon tempo delle attività a inseguire culti e messe di vario tipo: per non parlare, per l'appunto degli scout atei che dovrei tenere occupati altrimenti nel frattempo.

#19:  Autore: porcellinopacificoResidenza: Milano MessaggioInviato: Lunedì 24 Settembre 2007, 08:41
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Ritornando al topic tuti i punti di cui sopra, tranne magari per l'appunto il punto 2, possono essere adempiuti benissimo da un capo ateo né meglio né peggio che da una capo credente.

#20:  Autore: scoiattolo parsimonioso MessaggioInviato: Lunedì 24 Settembre 2007, 10:50
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Mi spiace, ma su quel punto non siamo proprio d'accordo. Voglio capire anche l'elasticità (o meglio: il buonsenso che dovrebbe caratterizzare ogni capo), ma non concepisco proprio l'esistenza dell'ateismo perchè per me si configurerebbe l'assenza della spiritualità e *Le abbreviazioni non si leggono. Scrivi in italiano corretto, per favore...* qui si ritorna all'esempio (scemo) dell'istruttore di guida senza patente.

Un esempio: un ragazzo va dal capo "ateo" e gli confida di avere un problema di natura religiosa o spirituale. Un capo ateo potrebbe aiutarlo? Secondo me peggiorerebbe la situazione...

#21:  Autore: uomodelbosco MessaggioInviato: Lunedì 24 Settembre 2007, 11:39
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Riporto:
"Nella sua accezione più ampia, il termine ateismo (dal greco "atheos", "senza dio", composto dall'alfa privativo α- e da θεός, Dio), definisce la posizione sia di chi non crede nell'esistenza di una - o più - divinità sia di coloro che di tali divinità affermano positivamente l'inesistenza; si contrappone al teismo e al deismo. Si differenzia anche dall'agnosticismo, categoria cui appartengono tutti coloro che sulla questione "sospendono" o comunque non esprimono giudizio...
Non necessariamente il termine ateismo è sinonimo di areligiosità. Può infatti darsi benissimo che vi siano atei dichiarati che credono in concetti come "forza universale" o simili, i quali pur non avendo caratteri teistici conservano comunque elementi di religiosità..."

Ora, se diamo questa definizione per valida, possiamo avere anche Capi "atei" che credono in concetti appunto, quali "forza universale", "energia", "fratellanza universale", eccetera.
A mio modo di vedere questa è pur sempre spritualità, solo che è slegata da "meccanismi" religiosi intesi in senso stretto.
Affermare quindi che un Capo simile non sia un capo valido non lo trovo corretto in quanto sarà un Capo con una spiritualità diversa, ma sempre spiritualità è.

#22:  Autore: scoiattolo parsimonioso MessaggioInviato: Lunedì 24 Settembre 2007, 13:07
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Quello che tu, uomodelbosco, affermi non fa una grinza. Basta mettersi d'accordo sulla terminologia. Se per ateo intendi una persona che non vuol riconoscere un'entità superiore come Dio, ma ne "sente" comunque la presenza per me non c'è nessun problema. Anzi, probabilmente sarà un capo anche migliore di quanti accettano "passivamente" l'esistenza di Dio ed i canoni del culto cui appartengono.

#23:  Autore: porcellinopacificoResidenza: Milano MessaggioInviato: Lunedì 24 Settembre 2007, 19:36
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scoiattolo parsimonioso ha scritto:
Un esempio: un ragazzo va dal capo "ateo" e gli confida di avere un problema di natura religiosa o spirituale. Un capo ateo potrebbe aiutarlo? Secondo me peggiorerebbe la situazione...

Scusa ma quello che dici è valido anche all'inverso: e si vede in molti interventi in questo e in altri topc.
Che cosa ti devo dire: come farà un capo credente a fare crescere un ragazzo ateo sulla sua strada spirituale di ateo?
Cioè il capo credente cercherà di convincere il ragazzo ateo.
Ora forse sarebbe opportuno che qualsiasi capo, ateo o credente che sia, aiutasse il ragazzo a seguire la sua propria strada senza cercare di convicerlo del contrario.
Per quanto riguarda il termine ateo credo sia opportuno semplicemete definirlo chi non crede nell'esistenza di una - o più - divinità.
Comunque per non girare a vuoto vi consiglio di leggere
LO SPIRITO DELL'ATEISMO
Introduzione a una spiritualità senza Dio
di Andreé Comte-Sponville
http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=5973&titolo=LO+SPIRITO+DELL'ATEISMO
è un libretto impegnativo, ma abbastanza agevole.
Tra l'altro secondo me sarebbe molto utile a quei capi, anche credenti, che si trovano di fronte (e chi non si trova di fronte) ragazzi atei.

#24:  Autore: scoiattolo parsimonioso MessaggioInviato: Lunedì 24 Settembre 2007, 20:02
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Mi dispiace, ma io, proprio perchè cresciuto in una realtà pluriconfessionale scautisticamente parlando, sono riuscito a sviluppare una fede che è interiore ed è forte e resisterebbe anche senza nessun canone religioso.

Riporto una parte della presentazione del libro:
"Attraverso un percorso autobiografico e filosofico, l’autore ci mostra come si possa essere atei eppure avere dei valori, e che questi valori che abbiamo di fatto ereditato dal cristianesimo siano la base per una società libera e laica. Un inno alla tolleranza, alla libertà di fede. Contro ogni fanatismo in nome di una società illuminata e democratica. "

Trovo molto contradditorio parlare di valori cristiani come base della società senza riconoscere l'esistenza di Dio. Quei valori ci sono perchè c'è Dio, altrimenti non avrebbero alcun senso. Ancora una volta, secondo me, si fa confusione tra ateismo e areligiosità. Un capo, a mio avviso, può essere areligioso ma non ateo.

#25:  Autore: porcellinopacificoResidenza: Milano MessaggioInviato: Mercoledì 26 Settembre 2007, 08:46
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Sono felice per te, e ti assicuro che lo dico senza alcuna ironia, che sei riuscito a sviluppare una fede che è interiore ed è forte. Nessuno, almeno non certo io, vuole mettere in dubbio la validità di realtà scout pluriconfessionali come quella in cui sei cresciuto tu.

Per quanto riguarda il libro da me proposto, che comunque non è un vangelo, ma solo le esperienze, le riflessioni, le considerazioni ecc. di un uomo, mi permetto di fare due rilievi al tuo commento. Il primo di metodo: è in po’ duro liquidare un libro da 4 o 5 righe di presentazione. Il secondo di merito: che cosa c’è di contraddittorio? Se uno non crede in Dio, può benissimo credere che quei valori si siano sviluppati all’interno di una determinata civiltà nel corso di secoli. È quello che fa l’autore.

Per finire, non c’è nessuna confusione sul termine ateismo: ateo è uno che non crede nell’esistenza di Dio.
Poi, ovviamente, tra gli atei, così come tra i credenti o i cristiani, ci sono diverse posizioni.
Non capisco che problemi ti fa se un’associazione scout accetta al suo interno capi atei: i genitori lo sanno, se ci tengono ad un’educazione religiosa specifica per i loro figli li manderanno in un gruppo adeguato.
Sono d’accordo che un capo deve avere una dimensione spirituale profonda.
Mi dispiace per te, ma forse non hai mai incontrato persone non credenti e con forte e profonda spiritualità.

#26:  Autore: scoiattolo parsimonioso MessaggioInviato: Mercoledì 26 Settembre 2007, 09:42
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Mi dispiace che non riusciamo ad intenderci, xchè in fondo diciamo cose che potrebbero completarsi ma non riusciamo a capirci.
Ino non ho alcun problema che ci siano dei capi atei con una profonda spiritualità Quello che mi sembra buffo è proprio come un'ateo possa avere profonda spiritualità. Se per ateo vogliamo intendere una persona che SI ILLUDE di credere che Dio non esiste MA di fatto ha una profonda spiritualità (che non vedo da dove possa derivare se non da Dio...) e condivide i valori cristiani su cui si fonda (anche se qualcuno oggi dice che non è vero...) la nostra società, per me non ci sarebbero problemi nemmeno se facesse il Papa.

Però ci sono degli aspetti da analizzare accuratamente:
1. in un'associazione confessionale capi atei NON DEVONO esserci per un semplice motivo: i genitori mandano i ragazzi in queste associazioni perchè vogliono un tipo di formazione confessionale per i figli (secondo me sbagliata in ambito scaut) per cui "utilizzare" capi atei sarebbe profondamente scorretto;
2. proprio perchè cresciuto in un'associazione pluriconfessionale ho conosciuto i due lati della medaglia, ovvero ho conosciuto sia persone atee come quelle di cui stiamo parlando, ma anche atei "per pigrizia" o per scarso coinvolgimento negli aspetti spirituali della formazione. Persone come le seconde le metteresti a fare i capi?? Io no perchè troncherebbero in partenza qualsiasi tipo di iter spirituale.

#27:  Autore: uomodelbosco MessaggioInviato: Mercoledì 26 Settembre 2007, 10:10
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scoiattolo parsimonioso ha scritto:
Quello che mi sembra buffo è proprio come un'ateo possa avere profonda spiritualità. Se per ateo vogliamo intendere una persona che SI ILLUDE di credere che Dio non esiste MA di fatto ha una profonda spiritualità (che non vedo da dove possa derivare se non da Dio...) e condivide i valori cristiani su cui si fonda (anche se qualcuno oggi dice che non è vero...) la nostra società, per me non ci sarebbero problemi nemmeno se facesse il Papa.


Non mi sembra così problematico.
Se uno non crede in Dio ma crede nella Madre Terra, come un grande organismo che ci dà la vita con la sua energia e che dobbiamo amare come noi stessi è forse un Capo senza spiritualità? Eppure non deriva da alcun Dio, a meno che non diamo per valido che per lui la Terra sia Dio stesso, ma allora definiamo cosa si intende per Dio.
Se si intende una figura vagamente antropomorfa dotata di super poteri che ci spia da un'altra dimensione, allora non crede in nessun Dio.
Se per Dio si intendono anche cose come "energia cosmica" e affini, allora stiamo parlando tutti di Dio ma non ci intendiamo.
L'ho già scritto in altro post: se un Capo crede nella pianta di Rosmarino e questo lo mette su un sentiero di crescita interiore non si può affermare che sia senza spiritualità, nè che essa derivi da Dio.

Citazione:
proprio perchè cresciuto in un'associazione pluriconfessionale ho conosciuto i due lati della medaglia, ovvero ho conosciuto sia persone atee come quelle di cui stiamo parlando, ma anche atei "per pigrizia" o per scarso coinvolgimento negli aspetti spirituali della formazione. Persone come le seconde le metteresti a fare i capi?? Io no perchè troncherebbero in partenza qualsiasi tipo di iter spirituale

Guarda: conosco Capi in Associazione confessionale che hanno una spiritualità pari a quella che può avere una mensola di un caminetto. Eppure...

#28:  Autore: scoiattolo parsimonioso MessaggioInviato: Mercoledì 26 Settembre 2007, 10:22
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Condivido pienamente, uomodelbosco.

Solo due precisazioni: la prima riguarda il capo che crede nella madre terra, energia cosmica etc. E' una persona, a mio avviso, che riconosce l'esistenza di un "ente superiore" ma non riesce a dargli il nome di Dio. In fondo, se si riuscisse a fargli vedere da chi derivano la madre terra, l'energia cosmica sarebbe un perfetto credente (capisco che quest'ultimo passaggio è il difficile e detto così sembra banale). Anche qualora questo non si verificasse, saremmo comunque sulla buona strada. Io però una persona così non la definirei atea.

In seconda analisi ci sono capi che si proclamano dotati di grande spiritualità e poi si rivelano mensola di caminetto. Ma il gruppo che fa? Gli altri capi? I genitori? Un capo non è un dogma. Egli si offre per fare servizio, ottiene delega su un'unità da tutto il gruppo ma ciò non lo esime dal controllo che tutti siamo tenuti ad esercitare, sempre.

#29:  Autore: uomodelbosco MessaggioInviato: Mercoledì 26 Settembre 2007, 10:35
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[quote=Scoiattolo parsimonioso"]Solo due precisazioni: la prima riguarda il capo che crede nella madre terra, energia cosmica etc. E' una persona, a mio avviso, che riconosce l'esistenza di un "ente superiore" ma non riesce a dargli il nome di Dio. In fondo, se si riuscisse a fargli vedere da chi derivano la madre terra, l'energia cosmica sarebbe un perfetto credente[/quote]

L'unico che possa definirsi veramente ateo credo sia colui che crede che tutto quanto sia l'enorme risultato di banali reazioni chimiche che dal grande pentolone cosmico in ebollizione ha prodotto il mondo che conosciamo.
Tutti gli altri in realtà atei non sono, credono in qualcosa che può andare da Dio a Budda, dalla pianta di rosmarino agli alieni, dalla Madre Terra al druidismo, eccetera. Per tutti questi una spiritualità esiste, sebbene in varia forma.
Per il primo caso...beh...io non conosco proprio nessuno che creda VERAMENTE che tutto sia solo una combinazione di atomi di carbonio e che la morte sia uguale ad una tv che si spegne e fine dei programmi.

Citazione:
In seconda analisi ci sono capi che si proclamano dotati di grande spiritualità e poi si rivelano mensola di caminetto. Ma il gruppo che fa? Gli altri capi? I genitori? Un capo non è un dogma. Egli si offre per fare servizio, ottiene delega su un'unità da tutto il gruppo ma ciò non lo esime dal controllo che tutti siamo tenuti ad esercitare, sempre.

Altro bel tema. Infatti c'è già un topic su questo. Chi controlla l'operato della Coca VERAMENTE? Secondo me nessuno.

#30:  Autore: porcellinopacificoResidenza: Milano MessaggioInviato: Mercoledì 26 Settembre 2007, 12:29
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che bello una volta tanto devo dissentire dal mio amato uomodelbosco Very Happy
uomodelbosco ha scritto:
L'unico che possa definirsi veramente ateo credo sia colui che crede che tutto quanto sia l'enorme risultato di banali reazioni chimiche che dal grande pentolone cosmico in ebollizione ha prodotto il mondo che conosciamo.

Su questo non dissento (anche se, avendo studiato biochimica all'università, non le definirei propriamente banali... Wink )
uomodelbosco ha scritto:
...io non conosco proprio nessuno che creda VERAMENTE che tutto sia solo una combinazione di atomi di carbonio e che la morte sia uguale ad una tv che si spegne e fine dei programmi..

Io sì e affermo pure che, alcuni, ovviamente, di questi "ateacci" sono pure dotati di una spiritualità molto profonda. Che c'è di strano?
I valori spirituali sono valori umani, la spiritualità è una esperienza umana: se sei credente la puoi relazionare con il divino, altrimenti pensi che sia un risultato della cultura, della società, dei tuoi neuroni e sinapsi che si relazionano ad altri miliardi di miliardi di neuroni e sinapsi (e ti dico non solo umani, ma anche degli animali non umani...)
Se uno è ateo non può amare? Non può rendersi conto che se al mondo ci fosse più amore, rispetto reciproco, rispetto per la natura e tutto quello che volete voi, staremmo tutti meglio?
Il fatto che lui si senta un essere limitato che è inserito in qualcosa di più grande di lui, non significa che lui attribuisca a questo qualcosa un significato metafisico (al di là del mondo fisico). Questo qualcosa può essere l'iimmensità dello spazio tempo fisico.

Un'ultima considerazione: guardate che non mi voglio incaponire per dimostrare la mia tesi al posto della vostra: questo è possible ma è la conseguenza.
Non vorrei che quei ragazzi, o almeno alcuni di loro, che si definiscono atei fossero necessariamente ascrittti agli esseri incapaci di spiritualità: oltre e prima del capo ateo è importante, secondo me, riconoscere la possibilità di un cammino di spiritualità atea proprio per i ragazzi atei.



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