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Entrata di capi extra associativi
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Autore Messaggio
AndreaColaiacomo





Registrato: 18/11/09 12:57
Messaggi: 4

MessaggioInviato: Mercoledì 18 Novembre 2009, 13:16    Oggetto: Entrata di capi extra associativi Rispondi citando

Salve a tutti,
sono Andrea del gruppo scout Colleferro 1.
Vorrei sottoporre alla comunità un problema che stiamo vivendo in questo periodo e che credo stiano vivendo molti altri gruppi in Italia: la mancanza dei capi.

Siamo ormai in pochi a fare servizio nel gruppo e il clan è ridotto a pochissime persone, la prospettiva è molti anni di servizio prima che (forse) qualcuno del reparto entri in CoCa, ma questo è molto molto difficile visti i contratti a progetto, situazioni precarie etc etc etc.
A questo punto quindi sorge la necessità di trovare altre persone adulte che entrino nel gruppo per alleggerire e proseguire il lavoro dei capi che già ci sono, da qui il problema: come trovo queste persone?

Avete avuto o avete lo stesso problema?
Che attività e iniziative avete intrapreso? Con quali risultati?

Probabilmente discutere (e trovare soluzioni) farà bene a tutta l'AGESCI (e magari anche ad altre associazioni) vista l'aria che tira.
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rinoceronte caparbio
Moderatore


Età: 36
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Messaggi: 3919

MessaggioInviato: Mercoledì 18 Novembre 2009, 14:42    Oggetto: Rispondi citando

l'agesci ha già risolto il problema con i caex..

non può però sopperire alla mancanza di persone: ovvero, ogni gruppo potrebbe fare qualcosa.
Questo qualcosa, però, deve deciderlo il gruppo, però...

il come trovare le persone può essere l'interessarsi a vecchi capi usciti da anni se possono riprendere, persone di buona volontà e un buon clan.
Le attività possono essere un fine settimana "aperto" alle attività ad altri ragazzi.
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AndreaColaiacomo





Registrato: 18/11/09 12:57
Messaggi: 4

MessaggioInviato: Mercoledì 18 Novembre 2009, 14:57    Oggetto: Rispondi citando

Il problema non è la formazione dei nuovi capi (caex), ma il reclutamento.

I vecchi capi spesso sono appunto vecchi (per carità, se hanno l'entusiasmo ben vengano!).

Quello che sto cercando sono idee mirate all'entrata di adulti che magari non hanno mai sentito parlare di scoutismo.

Le attività aperte ad altri ragazzi sono buone per la visibilità e per l'entrata di qualche ragazzo, ma purtroppo da sole non bastano a far entrare adulti che devono essere più motivati.
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franzos79





Registrato: 03/09/08 15:34
Messaggi: 324

MessaggioInviato: Mercoledì 18 Novembre 2009, 18:30    Oggetto: Rispondi citando

Il problema dell'entrata di adulti nello scoutismo è che si trovano davanti una serie di campi di formazione a cui molto difficilmente riescono a partecipare (chi ha famiglia per fare cft e cfm deve prendere tragli 8 e i 9 giorni di ferie + quelli per i campi con le unità, etc...) e che, seppur belli formativamente parlando, non sono studiati sulle esigenze di tempo nè dei capi giovani nè di chi si vuole avvicinare allo scoutismo.
Un dato su tutti: in media i capi scout (sono dati ufficiali Agesci) escono maggiormente dalle comunità capi a 24-25 anni. Se si pensa che l'iter di formazione così come proposto ora prevede:
1 anno (21-22 anni) - cft e cfm
2 anno (22-23 anni) - cfa
3- anno (24-25 anni) - nomina a capo
4 anno (25-26 anni) - arrivo nomina a capo

Si capisce come è un iter che non prevede di formare capi brevettati (la nomina a capo è data a chi fa servizio nelle unità) ma di mantenere lo stato attuale delle cose, autorizzando per 2 anni (+1 eventuale) chi ha fatto cft e cfm a condurre le unità senza mirare ad una reale volontà di avere più capi con nomine a capo. Così, burocraticamente parlando, siamo a posto. Bisognerebbe rendere "appetibile" lo scoutismo, altrimenti diventiamo un'organizzazione che non attira volontari, nè conserva quelli che ha..vedasi la media sopra citata (3 anni di media in comunità capi mi paiono pochini).
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AndreaColaiacomo





Registrato: 18/11/09 12:57
Messaggi: 4

MessaggioInviato: Mercoledì 18 Novembre 2009, 18:37    Oggetto: Rispondi citando

Hai perfettamente ragione, ma questo è lo stato di fatto e visto che l'AGESCI non cambierà (seppure cambierà) in tempi brevi il problema rimane quello di trovare persone disposte anche a questo.

Visto che mi rifiuto di credere che non ci siano (anche se non metto in dubbio che sia difficile trovarle) quello che voglio è trovare il modo di interessarle, lanciare un esca e poi si vedrà... non tutti resisteranno, ma se non entrano è sicuro resteranno fuori.

Quello che chiedo non è di darmi dati sulla difficoltà di ingresso, ma proposte/esperienze fatte per far entrare adulti
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luvis



Età: 33
Segno zodiacale: Ariete
Registrato: 18/06/08 18:30
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MessaggioInviato: Mercoledì 18 Novembre 2009, 19:33    Oggetto: Rispondi citando

Hai mai provato a rendere partecipi i genitori dei tuoi ragazzi?molti di loro hanno solo paura di chiedere...te lo dico per esperienza personale...se è una cosa urgente cerca di parlarne con loro quando accompagnano i ragazzi alle riunioni, se puoi aspettare, beh falli venire come aiuti adulti ad un campo estivo o invernale...
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francesco.c



Età: 52
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MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 11:10    Oggetto: Rispondi citando

la soluzione del problema, che esiste e non solo in AGESCI, a mio avviso è da ricercare altrove.
Andando a vedere i dati dei censimenti ci accorgiamo facilmente "dovremmo" essere pieni di adulti, l'associazione con la minore presenza di adulti per ragazzo ci da comunque 1 a 10 le altre sono in media 1 adulto ogni 4,5 ragazzi che vorrebbe dire su un riparto di 20 avere almeno 4 "adulti".
Domande
dove stanno ?
che fanno ?
perchè sono solo censiti e non stanno in branca a lavorare ?
che inseriamo a fare degli "adulti" se poi non ci danno il livello di qualità di cui i nostri ragazzi hanno bisogno ?Se abbassiamo il livello della qualità dei capi oggi, fra 15 anni potremo stare solo peggio, tutti pronti a cantare, ma quando si tratta di servire...
sul breve periodo non c'è bisogno di adulti, secondo me, c'è un forte bisogno di rover e scolte che sentano il desiderio di "servire per davvero" (come diceva la canzone del centenario Wink )
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AndreaColaiacomo





Registrato: 18/11/09 12:57
Messaggi: 4

MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 12:00    Oggetto: Rispondi citando

Sì, ai genitori ci abbiamo pensato, ma spesso il loro servizio è legato alla permanenza del figlio.
La cosa potrebbe essere utile se il genitore accettasse di fare servizio in una branca diversa da quella in cui è il figlio/a.
Abbiamo già avuto esperienze con i genitori, ma purtroppo senza molto successo.

Comunque questa è già una proposta per il verso giusto.

Noi stiamo pensando prima di tutto di rivolgerci alle altre parrocchie della città, ma dobbiamo trovare il modo di presentare l'attività del capo scout...e qui sta il difficile Mad
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luvis



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MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 12:05    Oggetto: Rispondi citando

francesco.c ha scritto:
la soluzione del problema, che esiste e non solo in AGESCI, a mio avviso è da ricercare altrove.
Andando a vedere i dati dei censimenti ci accorgiamo facilmente "dovremmo" essere pieni di adulti, l'associazione con la minore presenza di adulti per ragazzo ci da comunque 1 a 10 le altre sono in media 1 adulto ogni 4,5 ragazzi che vorrebbe dire su un riparto di 20 avere almeno 4 "adulti".
Domande
dove stanno ?
che fanno ?
perchè sono solo censiti e non stanno in branca a lavorare ?
che inseriamo a fare degli "adulti" se poi non ci danno il livello di qualità di cui i nostri ragazzi hanno bisogno ?Se abbassiamo il livello della qualità dei capi oggi, fra 15 anni potremo stare solo peggio, tutti pronti a cantare, ma quando si tratta di servire...
sul breve periodo non c'è bisogno di adulti, secondo me, c'è un forte bisogno di rover e scolte che sentano il desiderio di "servire per davvero" (come diceva la canzone del centenario Wink )


quello che dici tu è verissimo..pensa che noi per anni abbiamo avuto 5 adulti censiti ma che non passavano nemmeno dalla sede...quest'anno abbiamo deciso di non censirli più perchè comunque servono persone non numeri e la zona ha apprezzato il nostro gesto (visto che sono molti i gruppi nelle nostre condizioni).
per quanto riguarda i rover, bisogna formarli bene e questo dipende dai capi( che il più delle volte non hanno una preparazione adatta)...alla fine è un cane che si morde la coda..
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luvis



Età: 33
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MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 12:08    Oggetto: Rispondi citando

AndreaColaiacomo ha scritto:
Sì, ai genitori ci abbiamo pensato, ma spesso il loro servizio è legato alla permanenza del figlio.
La cosa potrebbe essere utile se il genitore accettasse di fare servizio in una branca diversa da quella in cui è il figlio/a.
Abbiamo già avuto esperienze con i genitori, ma purtroppo senza molto successo.

Comunque questa è già una proposta per il verso giusto.

Noi stiamo pensando prima di tutto di rivolgerci alle altre parrocchie della città, ma dobbiamo trovare il modo di presentare l'attività del capo scout...e qui sta il difficile Mad


parlatene con l'assistente ecclesiastico che probabilmente avrà contatti anche con le altre parrocchie e quindi potrà trovare il modo di comunicare in larga scala quelli che sono i vostri obbiettivi e far conoscere a tutti quello che è lo scautismo...fate una riunione aperta a tutti in cui spiegate il mondo scout...
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franzos79





Registrato: 03/09/08 15:34
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MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 12:39    Oggetto: Rispondi citando

Sulle attività con i genitori ho scritto un post sul mio blog http://scoutsempre.wordpress.com/2009/10/10/limportanza-delle-attivita-con-i-genitori-nello-scoutismo/
Relativamente al resto credo che la situazione descritta sia difficile da risolvere, molto difficile. Nel mio gruppo siamo riusciti a far entrare genitori a fare servizio (2) ma di adulti non scout no, e mi pare una impresa molto difficile.

Sul fatto di proporre i Caex vorrei far notare a Rinocerontecaparbio, come la proposta dei caex col nuovo iter è assurda. Il primo anno di scout un adulto è teoricamente chiamato a fare (se vuole essere o è chiamato a fare il capounità l'anno dopo): CAEX+CFT+CFM. Perchè non si capisce che la proposta di formazione, seppur valida, non sta più nei tempi di vita delle persone. Vogliamo diventare un'associazione di elite o di gente che tira il tempo per fare attività scout?
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rinoceronte caparbio
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MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 13:32    Oggetto: Rispondi citando

io un adulto appena entrato negli scout NON gli faccio fare il cft+cfm.
Si chiama progettualità, ovvero, sempre secondo me, non puoi catapultarlo al secondo anno a fare capo unità.
Questa non è qualità del servizio.
Parlando coi reponsabili di zona, farà l'anno di tirocinio al secondo anno di comunità capi.
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franzos79





Registrato: 03/09/08 15:34
Messaggi: 324

MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 13:42    Oggetto: Rispondi citando

Ma se ti trovi con pochi capi come nel caso su cui stiamo parlando come fai? La qualità del servizio non dipende solamente dai campi che hai fatto, magari un adulto ha esperienze di vita e servizio in altre realtà che lo rendono più bravo e più capace di un capo scout brevettato.
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francesco.c



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MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 14:05    Oggetto: Rispondi citando

per esperienza diretta, mi permetto di sputare consigli. a voi cogliere ciò che pensate possa essere utile.
andateci molto soft con l'inserimento degli adulti. specialmente se genitori. semmai, se si presenta qualche genitore con dichiarate bramosie di servizio fatelo accomodare in un gruppo vicino dove possa fare serenamente esperienza e vedere se l'essere scout si adatta a lui (adulto + genitore = NONE'PIU'UNEDUCANDODAUNPEZZO). se ci sono le premesse, più avanti si potrà pensare a farne un capo..., dopo un annetto almeno potrà rientrare in gruppo. se voi e il gruppo vicino fate cosi già potete pensare a una soluzione che può essere a brevissimo termine.
parliamoci chiaro: elemosinare capi è un pò come elemosinare soldi. significa non essere stati capaci di farseli in passato... e questo ad un esterno può anche far venire il dubbio sulla validità del metodo. è questo che vogliamo ? non siamo più capaci di crearci i capi ? ok ! allora ammettiamo che sbagliamo qualcosa Wink


oppure mi sbaglio e per poter essere un buon mastro basta saper fare le legature e montare una tenda.
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luvis



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MessaggioInviato: Giovedì 19 Novembre 2009, 15:42    Oggetto: Rispondi citando

è verissimo non c'è che dire...ovviamente se si prendono genitori bisogna stare attenti a mooooolte cose..per quanto riguarda il crearsi i capi hai ragione ma la pecca meggiore è che nessuno ammette gli errori...pensiamo a non farci chiudere le unità piuttosto che a quello che passiamo ai ragazzi...
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