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Sbattezzo e scout, possibile?
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elfo





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MessaggioInviato: Mercoledì 21 Gennaio 2009, 12:30    Oggetto: Rispondi citando

BOBOMAN ha scritto:
porcellinopacifico ha scritto:
anche gli agnostici, o anche atei, possono vivere un proprio cammino spirituale, quindi essere scout.

Concordo e non concordo sulle citazioni di B.P. un po forzate.....Tarrant Scouts.....Outlanders


B.-P. è molto chiaro nei suoi scritti, riguardo alla religione. La Outlander's Scout Promise (dove non compare l'impegno verso Dio) fu concepita per chi nella propria religione non riconosce una divinità specifica (come i buddhisti), o per chi non intende pronunciare la parola Dio in contesti non prettamente religiosi (come certi cristiani ortodossi).
Che poi qualcuno abbia abusato di questa Promessa per pensare ad uno Scautismo ateo o agnostico è tutta un'altra faccenda. Per campeggiare non è necessario mettersi un fazzoletto al collo.
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francesco.c



Età: 49
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Residenza: Pomezia 1

MessaggioInviato: Mercoledì 21 Gennaio 2009, 13:17    Oggetto: Rispondi citando

mettiamola cosi Very Happy

wikypedia ha scritto:
Si suole distinguere, riguardo alle persone non credenti in una religione, tra ateismo e agnosticisimo. La differenza sta nel fatto che, mentre l'agnostico afferma semplicemente l'impossibilità di conoscere la verità sull'esistenza di Dio o di altre forze soprannaturali, l'ateo, al contrario, afferma con certezza che non esiste alcun Dio o un qualsiasi altro tipo di forza superiore.


Volendo, più di qualcuno potrebbe in qualunque momento trovarsi in una situazione di agnosticismo in caso senta venir meno la propria vocazione o, caso altrettanto comune, non l'abbia ancora trovata o, caso ancora molto frequente, non l'abbia ancora identificata e riconosciuta come tale.
Quanto è incompatibile l'agnosticismo con il cammino scout ? non molto direi, almeno fino a quando l'individuo non è cristallazzato in una forma in cui l'uomo ha smesso la propria ricerca. "tieni duro" sosteneva qualcuno
l'ateo invece a suo modo è comunque giunto ad una decisione che lo porta alla negazione del supremo e di tutto ciò che è correlato. e qui fratelli cari mi viene da interrogarmi sulle motivazioni che potrebbero essere alla base della volontà di un individuo ateo di fare scoutismo e di testimoniarne i valori. Perchè dovrebbe farlo ? quali sono i legami che lo spingono verso il servizio alla comunità ?

Citazione:

e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali ;
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BOBOMAN



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MessaggioInviato: Mercoledì 21 Gennaio 2009, 14:55    Oggetto: Rispondi citando

"B.-P. è molto chiaro nei suoi scritti"
Sei proprio sicuro ???
Li hai letti tutti e ...........fedelmente tradotti.............
sai anche tu che "tra il dire(scrivere) ed il fare c'è di mezzo il mare"
Questo ,come Scoutismo-Massoneria,è un terreno minato e "l'uomo dai cento nomi" molte volte ne è "elegantemente sgusciato via",ma non senza ad un attento suo studio epistolare e testimoniale aver lasciato idee che si scontrano un po con "l'ufficiale" dei suoi....."Vangeli".
Sul discorso degli Outlanders ....mi dispiace ma ti sbagli............
fu un apertura ,un apertura in un momento più tardo in cui ateismo ed agnosticismo stavano socialmente prendendo piu piede.
Se pensiamo che in molti scritti ,soprattutto databili dai 30 ai 40 (anni 30 e anni 40)in poi,viene chiaramente detto che vi possono essere Scout e Scouters agnostici ed atei.........
lo stesso E.E.Reynolds in Boy Scouts lo cita......magari poco chiaramente e sbrigativamente.........ma è uno Scout per cui ,nonostante fosse più vicino alle tue posizioni,per coscienza ha citato quello che è il pensiero Metodologico.
Lo Scout Own ne è un chiaro esempio ,è un momento spirituale aperto a tutti anche ad Atei ed Agnostici.
"In the matter of creed 'Scouting has again adopted a practical policy which has made it possible for all sections of Christian community as well as of other religious communities to work happily side by side without conflict.This has been achieved by insisting that each member has a duty to God to perform which he is expected to carry out according to the instructions of his spiritual teachers and guides.Where this policy is loyally carried out,there has rarely been any difficulty.
For boys who do not belong to any religious body-an increasing number-there is still the guidance of the Scout Law,and for them there is a simple service called scout's Own.Few experiences are more memorable than a scout's Own held out of doors in camp;the joining togheter in plainly expressed prayers(traducete bene,perchè non è preghiera come la intendiamo noi ma un qualcosa di piu "generico"),the singing of Hymns and the short talk on some aspect of the Scout Law help to produce the atmosphere in wich religious faith can grow"

Diciamo che ,per come la vedeva Reynolds questo gli ha impedito di essere chiaro al 100% ma si legge bene comunque come e dove il Metodo vuol andare e come sia comunque aperto piu di quanto MOLTI VOGLIAN FAR CREDERE.

Ma poi tu sei li per chiudere la porta o "Colui che è" ti ha detto di diffondere la sua parola ????
Non è sbattendo la porta in faccia che fai un bel lavoro.

Comunque chi si attiene alla Legge Scout,di matrice Cristiana, è già uno PER ME con cui condividere il cammino e siccome ,anche se non me lo merito ho sempre vicino a me LUI...............spero sempre che un po di quella (poca,a causa mia) luce che mi dona un giorno la doni a lui.............

TI ABBRACCIO
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francesco.c



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MessaggioInviato: Mercoledì 21 Gennaio 2009, 15:18    Oggetto: Rispondi citando

Grande come al solito Bobo ! però scusa, approfondiamo lo Scout's Own
prima, nella mia intelligentissima dissertazione ho citato (etichettato ?) l'ateo come un tizio che possiede già risposte tali da metterlo in condizioni di affermare la negazione, al contrario dell'agnostico.
come concilia l'ateo la sua materialità con la ricerca di un suo essere interiore concepita in un senso che non sia prettamente... biologico ?
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gufopreciso



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Residenza: Genova-Voltri

MessaggioInviato: Mercoledì 21 Gennaio 2009, 17:12    Oggetto: Rispondi citando

francesco.c ha scritto:
Grande come al solito Bobo ! però scusa, approfondiamo lo Scout's Own
prima, nella mia intelligentissima dissertazione ho citato (etichettato ?) l'ateo come un tizio che possiede già risposte tali da metterlo in condizioni di affermare la negazione, al contrario dell'agnostico.
come concilia l'ateo la sua materialità con la ricerca di un suo essere interiore concepita in un senso che non sia prettamente... biologico ?


Essere ateo non significa essere privi di morale, non rispettare valori profondi come il rispetto dell'umanità, l'aiuto del prossimo, ecc... La materialità dell'ateo non è un valore negativo. Il fatto è che si applica un concetto di materialismo sostanzialmente cristiano cioè opposto allo spirituale...
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francesco.c



Età: 49
Segno zodiacale: Sagittario
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MessaggioInviato: Mercoledì 21 Gennaio 2009, 17:17    Oggetto: Rispondi citando

gufopreciso ha scritto:
francesco.c ha scritto:
Grande come al solito Bobo ! però scusa, approfondiamo lo Scout's Own
prima, nella mia intelligentissima dissertazione ho citato (etichettato ?) l'ateo come un tizio che possiede già risposte tali da metterlo in condizioni di affermare la negazione, al contrario dell'agnostico.
come concilia l'ateo la sua materialità con la ricerca di un suo essere interiore concepita in un senso che non sia prettamente... biologico ?


Essere ateo non significa essere privi di morale, non rispettare valori profondi come il rispetto dell'umanità, l'aiuto del prossimo, ecc... La materialità dell'ateo non è un valore negativo. Il fatto è che si applica un concetto di materialismo sostanzialmente cristiano cioè opposto allo spirituale...

giusta precisazione, gufo, ma non mi risolve il dubbio
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porcellinopacifico



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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 01:30    Oggetto: Rispondi citando

francesco.c ha scritto:
come concilia l'ateo la sua materialità con la ricerca di un suo essere interiore concepita in un senso che non sia prettamente... biologico ?
ateo non è sinonimo di ottuso indica solamente chi crede che Dio non esiste
Comte-Sponville ha scritto:
La contemplazione dell'immensità, che rende l'ego ridicolo, rende l'egocentrismo che c'è in me, e quindi anche l'angoscia, un po' meno forti, un po' meno opprimenti, al punto, talvolta, da far credere di poterle azzerarare per qualche istante. Come tutto si fa calmo, quando l'ego si ritira!

è un piccolo stralcio di un possibile cammino spirituale scritto da un ateo, André Comte-Sponville, a pag. 126 del suo libro "Lo spirito dell'ateismo"
http://www.libreriauniversitaria.it/spirito-ateismo-introduzione-spiritualita-senza/libro/9788879289139
penso che sia importante che dei capi scout (mastriscout?), anche se credenti, si rendano conto che se un ragazzo/a è ateo non per questo è privo di spiritualità e impossibilitato a compiere un cammino spirituale pur rimanendo ateo. Sarebbe una grave mancanza educativa nei confronti del ragazzo/a stesso.
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francesco.c



Età: 49
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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 09:50    Oggetto: Rispondi citando

porcellinopacifico ha scritto:
francesco.c ha scritto:
come concilia l'ateo la sua materialità con la ricerca di un suo essere interiore concepita in un senso che non sia prettamente... biologico ?
ateo non è sinonimo di ottuso indica solamente chi crede che Dio non esiste

abbi pazienza fratello, reputo estremamente interessante ed utile questa discussione, ma per mantenerla su binari percorribili è bene che ti faccia notare che in nessun modo ho dato ad intendere che io reputi "ottuse" le persone che hanno fatto una scelta, qualunque essa sia. in fondo dare dell'ottuso ad un ateo equivarrebbe pari pari a darlo ad un cattolico come ad un musulmano come ad un ebreo ecc...

porcellinopacifico ha scritto:
Comte-Sponville ha scritto:
La contemplazione dell'immensità, che rende l'ego ridicolo, rende l'egocentrismo che c'è in me, e quindi anche l'angoscia, un po' meno forti, un po' meno opprimenti, al punto, talvolta, da far credere di poterle azzerarare per qualche istante. Come tutto si fa calmo, quando l'ego si ritira!

è un piccolo stralcio di un possibile cammino spirituale scritto da un ateo, André Comte-Sponville, a pag. 126 del suo libro "Lo spirito dell'ateismo"
http://www.libreriauniversitaria.it/spirito-ateismo-introduzione-spiritualita-senza/libro/9788879289139

Grazie del suggerimento, lo leggerò perchè oltretutto capita in un momento in cui ci viene chiesta una risposta in merito a tematiche simili e gli argomenti trattati credo possano essermi d'aiuto.
in attesa mi piacerebbe conoscere il tuo parere sui perchè si inneschi nell'uomo la ricerca di una propria spiritualità. quali sono i bisogni alla base ?

porcellinopacifico ha scritto:

penso che sia importante che dei capi scout (mastriscout?), anche se credenti, si rendano conto che se un ragazzo/a è ateo non per questo è privo di spiritualità e impossibilitato a compiere un cammino spirituale pur rimanendo ateo. Sarebbe una grave mancanza educativa nei confronti del ragazzo/a stesso.

concordo sulla necessità che un capo scout si ponga come educatore rispettando la crescita dell'educando evitando di imporre le proprie credenze e lasciando che il soggetto si evolva nel modo ad esso più congeniale. Però reputo che possa costituire mancanza educativa altrettanto grave che il capo scout rinunci ad essere proposta e testimonianza di strada già percorsa.
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elfo





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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 11:46    Oggetto: Rispondi citando

francesco.c ha scritto:

concordo sulla necessità che un capo scout si ponga come educatore rispettando la crescita dell'educando evitando di imporre le proprie credenze e lasciando che il soggetto si evolva nel modo ad esso più congeniale.


Fino a un certo punto: come ci hanno insegnato anche al CFA, il Capo è di parte. Propone un certo tipo di valori e non può lasciare che vada bene tutto...
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francesco.c



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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 12:06    Oggetto: Rispondi citando

elfo ha scritto:
francesco.c ha scritto:

concordo sulla necessità che un capo scout si ponga come educatore rispettando la crescita dell'educando evitando di imporre le proprie credenze e lasciando che il soggetto si evolva nel modo ad esso più congeniale.


Fino a un certo punto: come ci hanno insegnato anche al CFA, il Capo è di parte. Propone un certo tipo di valori e non può lasciare che vada bene tutto...


francesco.c ha scritto:
Però reputo che possa costituire mancanza educativa altrettanto grave che il capo scout rinunci ad essere proposta e testimonianza di strada già percorsa.

Wink

probabilmente ho espresso solo parzialmente il concetto, che è quello alla base del fatto che la proposta associativa debba essere chiara e coerente cosi come chiaro e coerente deve essere il capo che all'associazione aderisce. (fatte salve ovviamente le opportunità di confronto e verifica nei modi, nei tempi e nei luoghi previsti da ciascuna associazione)

PS
che è il CFA ? non mi ci raccapezzo per niente con tutte 'ste sigle Confused
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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 13:50    Oggetto: Rispondi citando

CFA: Campo di Formazione Associativa.
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lucalevi



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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 16:43    Oggetto: Rispondi citando

Aquila Randagia ha scritto:
Niente nega che se un giorno trovassi la mia fede io non possa farmi battezzare di nuovo.

Bhe, sì invece..
il carattere del battesimo è indelebile e pertanto tu sei e rimani battezzato.
Però, richiedere lo "sbattezzo", se non erro, equivale ad un atto apostatico (cioè rinneghi la fede) e ti provoca la scomunica latae sententiae.
Pertanto, se un giorno ritroverai la fede (e te lo auguro di tutto cuore!) ti basterà una contrizione del tuo stato e la confessione.
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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 20:40    Oggetto: Rispondi citando

francesco.c ha scritto:
... mi piacerebbe conoscere il tuo parere sui perchè si inneschi nell'uomo la ricerca di una propria spiritualità. quali sono i bisogni alla base ?
penso che fondamentalmente una persona intelligente prende atto che il mondo (il cosmo, lo spazio tempo ecc. noi come esseri coscienti) è, e sostanzialmente rimarrà sempre, un mistero:la scienza spiega, e continuerà a spiegare, frammenti di questo mistero, ma la somma di frammenti finiti, per quanto abbondanti, non riuscirà a far luce sulle domande di senso, e neanche ci prova: perché esiste tutto questo e noi?
porsi queste domande è semplicemente intelligente, anche l'ateo se le pone, o almeno se le può porre come fa l'autore da me citato: semplicemente non crede che la risposta di senso sia Dio, ma è conscio del mistero e questo lo può portare a un cammino che gli faccia prendere coscienza di quanto immenso è il mistero e di quanto piccolo sono io, e con questo mi ridimesiono. I valori morali, poi sono trasversali tra credenti e non credenti: un non credednte può benissimo condividere gli stessi valori con un credente.
francesco.c ha scritto:
concordo sulla necessità che un capo scout si ponga come educatore rispettando la crescita dell'educando evitando di imporre le proprie credenze e lasciando che il soggetto si evolva nel modo ad esso più congeniale. Però reputo che possa costituire mancanza educativa altrettanto grave che il capo scout rinunci ad essere proposta e testimonianza di strada già percorsa.

su questo sono anche io d'accordo: ognuno deve essere quello che è e testimoniare e anche proporre quello in cui crede.
sarebbe però importante che un capo Agesci riconoscesse e seguisse anche i cammini "diversi" essendo scritto nel patto associativo che si accettano anche ragazzi provenienti da altre esperienze di fede. questo purtroppo non sempre accade e non aiutare ragazzi, anche momentaneamente, atei in un loro cammino spirituale, negando addirittura la possibilità che un ateo possa averne uno, è un comportamento, per me, sbagliato
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elfo





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MessaggioInviato: Venerdì 23 Gennaio 2009, 23:44    Oggetto: Rispondi citando

porcellinopacifico ha scritto:

sarebbe però importante che un capo Agesci riconoscesse e seguisse anche i cammini "diversi" essendo scritto nel patto associativo che si accettano anche ragazzi provenienti da altre esperienze di fede. questo purtroppo non sempre accade e non aiutare ragazzi, anche momentaneamente, atei in un loro cammino spirituale, negando addirittura la possibilità che un ateo possa averne uno, è un comportamento, per me, sbagliato


Il discorso è -- ed è quello che intendevo dire prima -- che il Capo Scout accoglierà anche ragazzi agnostici ed atei, ma non li asseconderà, piuttosto li accompagnerà perché possano avvicinarsi a Dio, e nel caso del Capo Scout AGESCI, alla religione cattolica.
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porcellinopacifico



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MessaggioInviato: Sabato 24 Gennaio 2009, 01:11    Oggetto: Rispondi citando

elfo ha scritto:
il Capo Scout accoglierà anche ragazzi agnostici ed atei, ma non li asseconderà, piuttosto li accompagnerà perché possano avvicinarsi a Dio, e nel caso del Capo Scout AGESCI, alla religione cattolica.
hai il pregio di esprimere con franchezza le tue opinioni.
in questo caso non la condivido affatto.
Non è questione di assecondarli, ma di rispettarli
Non tutti i capi scout devono essere credenti
Mi piacerebbe sapere, anche se è un po' OT, e se il ragazzo è di una diversa confessione cristiana o diversa religione, anche lui in Agesci deve essere avvicinato alla religione cattolica? O non sarebbe più giusto che seguisse il suo cammino di fede?
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