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Scout e sacerdozio: quanto ci impegnamo per le vocazioni?
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pacio



Età: 59
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MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 11:39    Oggetto: Rispondi citando

gufo scrive:

"Quanto alla libera interpretazione, dico "ni". La libera interpretazione e la mancanza di opportunità di agire dall' "alto" ha reso l'AGESCI non un'Associazione che propone uno Scautismo e un Guidismo, ma una galassia di realtà locali da farci domandare se tutto sommato talvolta non abbiamo più un aspetto di Confederazione nel senso più libero del termine anzichè di Associazione."

quindi, a rigor di logica e seguendo il ragionamento sul tema religioso, dovremmo avere tutti la stessa profondità di fede, la stessa capacità interpretativa, la stessa modalità evangelica, lo stesso livello culturale e soprattutto gli stessi ( o nessun ) dubbio.
mi pare che sia diametralmente opposto a quello che in realtà è il cammino di fede il quale è tale e trova il proprio compimento nella vita personale di ognuno, con tutto ciò che questo comporta.
secondo la tua interpretazione, allora, non possiamo nemmeno parlare di chiesa ma tutt'al più di una confederazione di parrocchie.
l'essere chiesa, come l'essere scout, vive la sua bellezza proprio nella diversità e nella RELAZIONE di queste diversità, tant'è che b.p. stesso fu promotore dei jamboree. e non è che negli anni '40 tutti gli scout del mondo fossero ugualiugualiuguali.....
forse dovremmo, finalmente, fare lo sforzo per capire un pò di più che essere diversi non è altro che la possibilità di essere se stessi, e che, soprattutto, è Ricchezza.
ma non sono cose che testimoniamo ( o dovremmo, a quanto pare ) ai nostri ragazzi?
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gufopreciso



Età: 33
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MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 15:20    Oggetto: Rispondi citando

[quote="pacio"]gufo scrive:

"Quanto alla libera interpretazione, dico "ni". La libera interpretazione e la mancanza di opportunità di agire dall' "alto" ha reso l'AGESCI non un'Associazione che propone uno Scautismo e un Guidismo, ma una galassia di realtà locali da farci domandare se tutto sommato talvolta non abbiamo più un aspetto di Confederazione nel senso più libero del termine anzichè di Associazione."

Citazione:
quindi, a rigor di logica e seguendo il ragionamento sul tema religioso,


No no, mi riferivo allo Stile Scout, al Metodo, ecc...

Citazione:
l'essere chiesa, come l'essere scout, vive la sua bellezza proprio nella diversità e nella RELAZIONE di queste diversità, tant'è che b.p. stesso fu promotore dei jamboree. e non è che negli anni '40 tutti gli scout del mondo fossero ugualiugualiuguali.....
forse dovremmo, finalmente, fare lo sforzo per capire un pò di più che essere diversi non è altro che la possibilità di essere se stessi, e che, soprattutto, è Ricchezza.
ma non sono cose che testimoniamo ( o dovremmo, a quanto pare ) ai nostri ragazzi?


Certamente. La diversità è una grande ricchezza, ogni persona è unica. Ma io mi riferivo alla vita pratica, ma anche spirituale in senso lato, delle unità e dei gruppi. Dalla diversità di applicazione del Metodo, parlando della branca e/g, reparti in cui la parola "cogestione" non fa parte del vocabolario (e allora ha ragione BOBOMAN a dire che ci sono dei CAPI e non dei Capi Scout), dove capi inorridiscono a sentire la parola "uscita di squadriglia", dove la Sq è solamente un comodo modo per dividerli; a disparità di Stile incolmabile. E non mi riferisco solamente alla divisa/uniforme, anche se quella è interessante; quando tempo fa si parlava di divisaVSuniforme si specavano le affermazioni "uniforme perchè ci unisce". Ci unisce a cosa? a chi? Trovo assolutamente TRISTE ch ogni volta che un certo numero di scout Agesci si radunino la prima cosa che salta all'occhio è la non uniformità: l'uniforme è tutto fuorchè essere Uniforme! Il comportamento è tutto fuorchè assimilabile ad uno Stile che ci accomuni. Quante volte vi siete sentiti rispondere "Non affittiamo più agli scout"? Oppure i capotreni che "siccome vi conosciamo sicuramente avete fatto biglietti per la metà di quelli che siete, se li avete fatti". E gli esempi si sprecano....
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pacio



Età: 59
Segno zodiacale: Toro
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Residenza: spotorno sv

MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 15:34    Oggetto: Rispondi citando

mi pare argomento, anche se in parte condivisibile, un pò ot.
interessante e già dibattuto, ma mi pare che questo topic centri più il discorso vocazionalità
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gufopreciso



Età: 33
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Residenza: Genova-Voltri

MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 15:41    Oggetto: Rispondi citando

pacio ha scritto:
mi pare argomento, anche se in parte condivisibile, un pò ot.


Si si è OT. Era infatti un commento a quanto dicevi "libere interpretazioni" e io dicevo "Ni", cioè Si in certi occasioni, come quando si parla del cammino personale di ciascuno (e quindi anche per quanto riguarda la Fede di ciascuno); ma No in altre, dove la CoCa è diventata più che sovrana, anarchica. Poi ho risposto al tuo post, ma questo è OT e quindi non proseguo più Smile
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neretta



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Residenza: rosarno 1

MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 17:01    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
a me rimane il dubbio che il povero s. domenico savio sia stato un ragazzo con un tipo di serenità che è lontana dal mio modo di intendere e che mi farebbe suonare dei campanelli di allarme.


quindi credi che san domenico savio sia un "povero" ragazzo che viveva un disagio e lo manifestava aggrappandosi alla fede??? Shocked capisco quando parli di prestare attenzione ad un ragazzo di 12 anni che prega in continuazione, che in maniera pervasiva si interessa di cose non adatte alla sua età...ma mi sembra un discorso un pò banale...apparte il fatto che io all'inizio della "conversazione" avevo detto la stessa cosa, che è importante prestare attenzione a queste situazioni per capire se si tratta di "attaccamento"alla fede oppure ossessione che cela altro...comunque,ritornando all'esempio di san domenico,mi permetto di obiettare un attimo...partendo dal presupposto che non esiste un modo di comportarsi,uno standard per i ragazzi di 12,13,14 o 24 anni(ognuno segue un proprio percorso di crescita e maturazione)credo che non debba essere vista in questa ottica la scelta vocazionale...come una cosa da cercare,se possibile, di evitare al ragazzo...non capisco perchè questa ostilità...sarebbe un'enorme ricchezza anche per il gruppo avere delle vere vocazioni sacerdotali di questi tempi Rolling Eyes
e poi....campanelli di allarme???se una persona prega molto????qui davvero mi sconcerta la cosa...

Citazione:
e il fatto che stiamo parlando del 1842 non dice niente?


ecco perchè mi sconvolge...proprio per l'epoca in cui viviamo,in cui sembrano essersi scatenati tutti i mali insieme(droga,suicidi di adolescenti,violenze sessuali,bullismo"atroce" e chi più ne abbia più ne metta)noi ci preoccupiamo per una ragazzo che forse ha in mente di fare una scelta di vita dedita al servizio in Cristo???ma che il Signore ci rintroni la testa di campanelli d'allarme!!!! Very Happy Very Happy
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pacio



Età: 59
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MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 18:10    Oggetto: Rispondi citando

logicamente è tutto relativo al contesto socio-culturale in cui si vive e dal proprio bagaglio culturale.
quello che per te può essere odore di santità, carissima neretta, per me può essere sintomo di disagio.
il punto, comunque, alla fine è uno solo: tu, cara neretta, sei in grado di interpretare per il bene che puoi volere ai tuoi ragazzi, tale "dedizione " alla fede come vocazione?
sei in grado di capire se lo è realmente o se è sintomo di disagio?
perchè in un modo o nell'altro il rischio di fare dei danni è molto alto, come è alto, a volte, il rischio di proiettare sui ragazzi quelle che possono essere in realtà delle nostre aspettative o "intuizioni" o desideri.
in un caso e nell'altro, come ho già detto, per il bene che vogliamo ai ragazzi, non possiamo immaginarci niente e tantomeno indirizzare qualcuno: a 12 anni, al massimo, cerchi qualcuno che gli possa dare una mano onestamente.
e se a 12 anni prega molto, mi preoccupo: dov'è il problema?
mi spiace ma non vedo questa enorme ricchezza ad avere vocazioni sacerdotali in gruppo, proprio in questi tempi che necessitano, invece, una nuova religiosità.
religiosità che rimette in gioco il ruolo stesso del sacerdote.
non è riempiendo i seminari di ragazzi che si risolvono i problemi del mondo, anzi.
i problemi del mondo si risolvono solo con persone in gamba, con adulti coraggiosi e onesti, con ragazzi attenti a quello che li circonda e che non si fanno infinocchiare.
secondo basta essere prete per acquisire queste doti?
personalmente, per la mia esperienza, direi proprio di no.
un sacerdote in più non vuol dire automaticamente un drogato o una prostituta in meno o un povero in meno.
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gufopreciso



Età: 33
Segno zodiacale: Toro
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Residenza: Genova-Voltri

MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 22:01    Oggetto: Rispondi citando

pacio ha scritto:
mi spiace ma non vedo questa enorme ricchezza ad avere vocazioni sacerdotali in gruppo,


A parte il fatto che l'enorme ricchezza per il Gruppo, per il Movimento e per la Chiesa è innegabile...

Citazione:
proprio in questi tempi che necessitano, invece, una nuova religiosità.
religiosità che rimette in gioco il ruolo stesso del sacerdote.


Ogni volta che leggo i tuoi post rimango come dire, sconcertato...

Citazione:
un sacerdote in più non vuol dire automaticamente un drogato o una prostituta in meno o un povero in meno.


Nessuno ha mai sostenuto questo... una Vocazione in più è una benedizione per tutta la Chiesa e il Popolo di Dio, questo si.
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Lunedì 16 Giugno 2008, 08:19    Oggetto: Rispondi citando

In linea di massima sono d'accordo con Pacio (è la seconda volta, prendi nota Laughing , entro anch'io nel Club con Boboman).
Mio fratello, avrà avuto 10-12 anni, ha cominciato a "dire messa", nel senso che quando si giocava, prendeva un cuscino grosso, se lo metteva davanti a mò di altare e mi chiedeva di assitere alla funzione, dove spezzava il pane, leggeva il messale, ecc.
Proprio il "messale" era il fulcro di tutto. A scuola, nell'ora di religione, gli avevano dato un librettino con la Messa spiegata passo-passo per i bambini e lui si è infervorato e lo leggeva durante la "messa".
Il periodo-messa è durato poco, però lo ricordiamo in famiglia perchè era molto simile a quando, nei secoli passati, regalavano bambole di preti o suore a chi poi "spontaneamente" avrebbe dovuto fare una scelta religiosa.
Questo per dire: spingere certi aspetti in questa fascia di età può avere risvolti dal pericoloso al divertente, ma mai troppo normali.
Sono d'accordo con Pacio sul fatto che per parlare di vocazione sia necessario un bagaglio culturale e di pensiero che può portare a fioriture vocazionali in età più avanzata, certamente sopra i 20 anni.
Tuttavia ho uno zio prete che trovò del tutto normale passare direttamente dalle scuole medie fatte in seminario alla scelta religiosa, ma parliamo anche degli anni 40/50, in un contesto sociale molto meno "svaccato" dell'attuale.
Ora il almeno il 50% dei bambini farà da grande il calciatore o la velina. Ogni tempo ha i suoi "eroi" di riferimento, ed è probabile che nell'800 Domenico Savio avesse tra i suoi "eroi" molte più figure religiose di quante non ne abbiano i bambini oggi.
Infine, sono d'accordo anch'io che un prete in più non significhi un farabutto in meno. E poi, non dimentichiamolo, lo Scoutismo non è fatto per "produrre" Capi, ma nemmeno per produrre preti o suore.
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rinoceronte caparbio
Moderatore


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MessaggioInviato: Lunedì 16 Giugno 2008, 12:31    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Ora il almeno il 50% dei bambini farà da grande il calciatore o la velina.

magari: sarei più ricco perchè lavoro io per quel 50% mancante! Very Happy
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pacio



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MessaggioInviato: Lunedì 16 Giugno 2008, 12:53    Oggetto: Rispondi citando

gufo scrive:

"Ogni volta che leggo i tuoi post rimango come dire, sconcertato..."

ne sono fiero.
se basta scrivere di "nuova religiosità" per mettere in crisi le persone, probabilmente vuol dire che non si hanno dubbi.
in questo caso, se un mio pensiero ( nel quale credo profondamente - e non solo io, logicamente ) crea "sconcerto" vuol dire che, probabilmente, non si riesce ad avere una visione d'insieme della chiesa, ma solo quello che è all'ombra del nostro campanile.
cosa che va benissimo, per carità, ma non possiamo più occuparci solo della NOSTRA educazione della fede.
nella relatà delle nostre parrocchie e delle nostre diocesi i nostri ragazzi vivono una religiosità piuttosto povera, prova ne è il fatto che dopo la cresima non li vedi più e comunque questi sono discorsi triti e ritriti.,,,,
quello che conta è giocarsi per quello in cui si crede.
e personalmente ( e torno a dire che non sono solo ) credo nell'avvento di una nuova religiosità.
dò sconcerto?
molto, ma molto, ma moltissimo bene!!!!

p.s. ma non partecipate mai a qualche dibattito sul tema?
eppure lo fanno tutte le diocesi, a volte le singole parrocchie.
andateci ogni tanto.....giusto per aprirvi un pò di più le idee.....

p.s. 2 caro udb, rimango basito......cosa sta succendendo? Shocked
vuoi vedere che forse cominciamo a capire che a volte si può essere d'accordo, a volte no, ma questo non fa cambiare lo stimolo al confronto? Wink
solo un appunto: tieni presente che il constesto sociale di 50 anni era ben più "fervente" di adesso e in un qualche modo anche più rigido intorno al singolo.
e di bambini ce n'erano ben di più.....
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Lunedì 16 Giugno 2008, 14:07    Oggetto: Rispondi citando

Pacio ha scritto:
.s. 2 caro udb, rimango basito......cosa sta succendendo?
vuoi vedere che forse cominciamo a capire che a volte si può essere d'accordo, a volte no, ma questo non fa cambiare lo stimolo al confronto?
solo un appunto: tieni presente che il constesto sociale di 50 anni era ben più "fervente" di adesso e in un qualche modo anche più rigido intorno al singolo.
e di bambini ce n'erano ben di più.....

Beh...mi sembra logico...trovo che spesso le tue uscite siano un pò "pesanti", ma non sarei onesto a non sostenerti quando lo ritengo giusto.
In merito a 50 anni fa, è effettivamente vero: i miei nonni paterni (quelli in questione) avevano 4 figli, e se metti questo in un periodo un pò più fervente di ora la probabilità di avere un figlio religioso era più elevata che non oggi quando spesso hai un figlio solo.
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neretta



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MessaggioInviato: Lunedì 16 Giugno 2008, 16:35    Oggetto: Rispondi citando

La comunità capi propone in modo esplicito ai ragazzi, con il metodo e la spiritualità che caratterizzano lo scautismo, l'annuncio di Cristo, perché anch'essi si sentano personalmente interpellati da Dio e gli rispondano secondo coscienza. Per questo impegno la comunità capi sostiene la crescita spirituale dei suoi capi. L'AGESCI si propone come associazione di frontiera, che spesso rappresenta per molti ragazzi l'unica occasione di ricevere un annuncio di fede.
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neretta



Età: 35
Segno zodiacale: Pesci
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Messaggi: 59
Residenza: rosarno 1

MessaggioInviato: Giovedì 19 Giugno 2008, 09:55    Oggetto: Rispondi citando

ma non risponde più nessuno?????la conversazione ha perso il suo fascino???mmhhhaaa..... Confused
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Anna Casu1





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MessaggioInviato: Giovedì 19 Giugno 2008, 09:56    Oggetto: Rispondi citando

Ok..premesso che secondo me c'è confusione sul termine santità...è proprio come ha detto gufopreciso, o meglio giovanni paolo II, o meglio ancora ce lo dice la bibbia: siamo tutti chiamati alla santità...nessuno escluso, non solo quelli che vediamo sul calendario o sono santificati dalla chiesa..anche noi che viviamo la nostra vita di tutti i giorni siamo chiamati ad essere santi..quindi anche un lupetto di 12 anni...
Oltretutto se un ragazzino di 12 anni vuole entrare in seminario, che lo faccia..se quella non è la sua Vocazione se ne renderà conto, Dio (e chi per lui) glielo farà capire...
Perchè tanta preoccupazione per un ragazzino che vuole entrare in seminario e non per uno che pensa di volersi sposare?? è la stessa cosa..sono due vocazioni una al pari dell'altra..Non è che entrando in seminario a 12 anni diventa un prete...farà un cammino per poi vedere se è davvero quella la sua felicità... è come dire: "ehi Dio..aspetta che adesso non sono pronto..ripassa tra qualche anno"...
Padre Stefano (quello di S.Antimo) dice che la propria vocazione si intuisce già da piccoli...poi magari per imboccare la strada giusta servono anni, ma non credo stia a noi influenzare scelte del genere...
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neretta



Età: 35
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Residenza: rosarno 1

MessaggioInviato: Giovedì 19 Giugno 2008, 09:59    Oggetto: Rispondi citando

finalmente qualcuno che mi capisce.... Wink
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