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Scout e sacerdozio: quanto ci impegnamo per le vocazioni?
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Autore Messaggio
Anna Casu1





Registrato: 05/02/06 16:02
Messaggi: 95
Residenza: San Carlo (Ferrara)

MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 14:01    Oggetto: Rispondi citando

Sì lo so benissimo che non sono atei, intendevo dire che non c'è una linea guida (come è il cattolicesimo) come nell'agesci...
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pacio



Età: 59
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Messaggi: 399
Residenza: spotorno sv

MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 20:37    Oggetto: Rispondi citando

il titolo del forum è: scout e vocazioni.....quanto al sacerdozio?
ergo, si è dato un taglio specifico dando risalto non alle vocazioni ma ad una in particolare.
e se già avere la vocazione a formare una famiglia è quantomeno faticoso, ritengo sia assolutamente da prendere con le dovute cautele quella di "stimolare" il sacerdozio o di indicarne la via.
questo in vistù di quello che ho scritto prima.
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Sentry





Registrato: 24/10/04 21:22
Messaggi: 524

MessaggioInviato: Lunedì 09 Giugno 2008, 23:58    Oggetto: Rispondi citando

...ribadisco che secondo me il nostro compito non è "stimolare" a questa o quella vocazione. Noi aiutiamo a crescere, forniamo strumenti per scegliere secondo dei valori comuni... alle chiamate e alle vocazioni ci pensa qualcuno più esperto e adatto (per chi ci crede)

Per altro in genere questa parola "Vocazione" secomdo me comincia ad essere abusata, forse per comodità.
Le vocazioni sono poche, chiare e ben indicate... le altre sono scelte di vita, progetti, quello che volete, ma non Vocazioni!
Secondo me la vocazione è qualcosa di strettamente legata alla fede, tutte le altre sono "scelte di vita" che possono essere sicuramente altrettanto forti e "ispirate" ma sono scelte diverse!

Non esiste la vocazione o la chiamata ad essere CapoScout (cosa sentita più di una volta e che ho sempre trovato fuori luogo quando non addirittura pericolosa) così come non esiste la vocazione per la politica, per l'insegnamento ecc! Diffido sempre di chi si sente "chiamato" a fare un servizio o un lavoro, soprattutto quando questa chiamata fa si che queste persone si arrocchino dietro una parola per non mettersi più in discussione!


(Ovvio, non sto parlando del significato letterale della parola "vocazione", se cerchiamo sul dizionario pare che vocazione sia sinonimo di "essere portato per" o di "avere interesse in")
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neretta



Età: 35
Segno zodiacale: Pesci
Registrato: 30/06/07 19:19
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Residenza: rosarno 1

MessaggioInviato: Martedì 10 Giugno 2008, 10:16    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Per altro in genere questa parola "Vocazione" secomdo me comincia ad essere abusata, forse per comodità.



condivido in pieno qesto pensiero...al mio cfm,risalente a ottobre 2007, uno dei capi campo ci disse di eliminare dallo scoutismo tutto quello che è retorica...si amici cari,pura e semplice retorica...all'inizio questa cosa mi sembrò quasi oltraggiosa,come se volesse dire che il mio voler essere capo non nascesse da un mio intimo e profondo desiderio.Ma mi sbagliavo...quello che intendeva dire iol saggio Angelo era che dobbiamo scendere sul piano delle cose concrete se vogliamo educare, invece di vendere fumo...PICCOLO INCISO.stop

per quanto riguarda il discorso di sentry sono d'accordo su tutto...la vocazione, con la V maiuscola è quella al sacerdozio....e zaperman,continuo a ribadirlo, non intende dire che all'interno dei nostri gruppi dobbiamo spingere i ragazzi in quella direzione, ma attenzionare sempre e comunque i ragazzi o le ragazze che dimostrano di essere propensi verso quella strada...es.vediamo che un ragazzino ha sempre voglia di preparare momenti di preghiera, è sempre pronto a dare una parola di conforto a tutti, conosce bene i passi del vangelo ecc. ecc...perchè non "lanciare" l'idea di conquistare il brevetto di animazione liturgica???

ovviamente questo è un esempio banale,specifico fin da ora(onde evitare i frequentissimi malintesi) che sono da attenzionare tutti i ragazzi...
alla fine credo che il nostro compito sia quello di educare a diventare persone oneste,bravi cittadini,uomini e donne che affrontano con coraggio e lealtà le proprie scelte di vita(in questo caso,la propria vocazione)


ora basta stressarvi....buona giornata Surprised Surprised
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pacio



Età: 59
Segno zodiacale: Toro
Registrato: 11/09/07 21:31
Messaggi: 399
Residenza: spotorno sv

MessaggioInviato: Mercoledì 11 Giugno 2008, 15:02    Oggetto: Rispondi citando

quindi tutti coloro, io compreso, che invece si sono sentiti "chiamati" alla scelta matrimoniale, in realtà sono stati presi in giro.

perchè non solo, quindi, non c'è niente di religioso nel sacramento del matrimonio, ma rimane comunque solo una scelta di vita e non una vocazione.
tutti coloro che si sono sposati, che con fatica ( e fatiche sicuramente più pesanti di quelle che vivono certi sacerdoti ) cercano dignitosamente di portare avanti il loro progetto di famiglia, che credono davvero di essere stati scelti per formarla, che vedono nella felicità dei figli un barlume della loro speranza, che nel lavoro osano essere controcorrente, che ritengono che dio sia presente nella loro fatica.....ebbene allora dobbiamo aggiornare tutti queste persone annunciando loro che non è stata una scelta vocazionale. al massimo possiamo considerare il matrimonio come una mezza vocazione, come un sacramento di serie b.....
lo dirò a mia moglie che dopo 20 anni di matrimonio ci siamo sbagliati: pensavamo e siamo tutt'ora convinti che il nostro progetto insieme nascesse da una vocazione precisa e netta e anche di fede e invece non è così. la vocazione vera è solo del tipo religioso. solo chi ha fatto la scelta sacerdotale si può considerare chiamato: tutti gli altri sono solo comparse che vagano su questo mondo senza un perchè.....
come dice neretta, stasera le dirò che la nostra vocazione al matrimonio ha la v minuscola......

p.s. se un ragazzino avesse sempre voglia di momenti di preghiera, per il suo bene, me ne preoccuperei.
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Sentry





Registrato: 24/10/04 21:22
Messaggi: 524

MessaggioInviato: Giovedì 12 Giugno 2008, 12:52    Oggetto: Rispondi citando

STOP! FERMI TUTTI!

Forse mi sono spiegata male e me ne scuso se qualcuno si é sentito chiamato in causa...
Non intendevo dire che il matrimonio non sia una vocazione!
Intendevo dire che le Vocazioni, secondo me, sono poche!
Ricordo un bellissimo intervento di un sacerdote della mia diocesi che era riuscito a spiegare evidentemente molto meglio di me quello che anche io penso!
Le Vocazioni con la V sono poche nel senso che secondo me sono quelle che riguardano aspetti "fondamentali" della vita (tra l´altro, non vorrei dire eresie ma credo siano anche indicate tre Vocazioni nel catechismo)... il sacerdozio, cosí come il matrimonio (se vissunto nell´ottica della fede) sono scelte forti, certamente entrambe fondamentali e rispettabilissime!!!
Quello che intendo affermare é che molte di quelle cose che spesso in ambito scout e non solo vengono chiamate "vocazioni" secondo me non lo sono!
Insomma, quei capi che si sentono chiamti a fare i capi o chiamati a fare tal servizio, beh, non riesco a mettere queste vocazioni al pari del sacerdozio/matrimonio!
Non ho mai detto sacerdote=Vocazione, papá/mamma=altro! O almeno, non era mia intenzione farlo!
Quello che volevo affermare é matrimonio=vocazione, brevetto=gioco (magari serio, ma gioco, non vocazione), commissario/spazzacamino/maestro = lavoro (magari fatto bene, ma non vocazione)
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neretta



Età: 35
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Messaggi: 59
Residenza: rosarno 1

MessaggioInviato: Venerdì 13 Giugno 2008, 16:27    Oggetto: Rispondi citando

Codice:

lo dirò a mia moglie che dopo 20 anni di matrimonio ci siamo sbagliati: pensavamo e siamo tutt'ora convinti che il nostro progetto insieme nascesse da una vocazione precisa e netta e anche di fede e invece non è così.


Codice:
come dice neretta, stasera le dirò che la nostra vocazione al matrimonio ha la v minuscola......


pacio, mi dispiace averti provocato una reazione così brusca, sento un forte tono di aggressività nelle tue parole...non prendere sul personale le mie parole e soprattutto prima di partire in quinta avresti potuto chiederti quale fosse il vero significato delle mie parole...sinceramente leggere il tuo commento pieno di rabbia e sarcasmo mi ha fatto rabbrividire...non sono certo qui per giudicare il tuo matrimonio,ci mancherebbe altro,hai frainteso le mie parole...quello che volevo dire era che oggigiorno si abusa del TERMINE vocazione....ormai lo usano anche i venditori di aspirapolcere(senza nulla togliere alla categoria,evitiamo una querela sulla scia di pacio da parte della categoria e del loro sindacato Confused Confused )

la mia voleva essere solo un'analisi di come oggi si parli di vocazione come fosse niente, e volevo fare una distinzione tra la vocazione al sacerdozio e la quelle scelte di vita come il matrimonio,il volontariato ecc che portano con sè una forte fede e dedizione...dopo di chè non sono io nella posizione di dire quale sia la scelta che comporta più fatica e sacrifici,e non lo sei nemmeno tu pacio...

infine mi spieghi, da scout, cosa intendi dire con questa frase????

Codice:
p.s. se un ragazzino avesse sempre voglia di momenti di preghiera, per il suo bene, me ne preoccuperei.


credo sia assurda detta da un capo scout...ma vorrei chiedere spiegazioni a te prima di partire in quinta giudicando le tue parole...grazie...buona strada
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BOBOMAN



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Residenza: Far West

MessaggioInviato: Venerdì 13 Giugno 2008, 23:28    Oggetto: Rispondi citando

PACIO: "p.s. se un ragazzino avesse sempre voglia di momenti di preghiera, per il suo bene, me ne preoccuperei."
NERETTA: "credo sia assurda detta da un capo scout...ma vorrei chiedere spiegazioni a te prima di partire in quinta giudicando le tue parole..."

Mi dispiace ma stavolta sto dalla parte di Pacio....anch'io mi preoccuperei....e da "Capo" Scout (se tu volevi intendere da Capo AGESCI cambia forse leggermente....ma non voglio polemiche....solo dire che Scoutismo dovrebbe essere un po piu indipendente da certi ...meccanismi).
Mi preoccuperei perchè non è una cosa normale o meglio nella norma,mi preoccuperei certo,non ostacolerei,ma vorrei andare a fondo alla cosa ......sai anche i Santi giocavano da bimbi ed alcuni han combinato anche cose grosse Wink
Ora il fatto di ritrovare un Santo Asceta in erba ce lo concederai....non è una cosa di tutti i giorni.....e anche se fosse tutto sto caso Raro ed Unico ........mi prenderei io la briga nella mia "ignoranza e bassa cristianita" di prendere questo Santo e farlo sorridere giocare e condividere la gioia con i suoi coetanei....credo che Ne Lui lassu ne il futuro Santo me ne avranno...
almeno in cosi grande quantita....
E io magari mi ci guadagno qualche ...."appoggio" in piu .....non tutti son perfetti qualcosa da farmi perdonare al momento giusto ce l'ho anch'io......iiiih se ce l'ho....

In fondo Pete diceva....Prometto di fare del mio meglio....non il meglio non di ESSERE IL MIGLIORE....in questa sfumatura...peraltro da lui stesso spiegata.......si legge la grandiosita del suo Messaggio/Metodo....il ragazzo prende un impegno di sua volonta (purtroppo invece molte volte è solo un fatto "meccanico") MA SOPRATTUTTO PRENDE UN IMPEGNO FATTIBILE,UN FINE RAGGIUNGIBILE....e questo è il bello....e questo fa ottenere tanto.


Snoaring Bear

Orso Ronfante

Orig.Gil.'85
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neretta



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MessaggioInviato: Sabato 14 Giugno 2008, 11:32    Oggetto: Rispondi citando

sono alquanto sconvolta...io non parlo di ragazzini di 13 anni che invece di giocare sono ossessionati dai momenti di preghiera...parlo di un vivace entusiasmo verso questo tipo di cose...che tra l'altro nel nostro reparto non sono affatto momenti noiosi o tristi...ma facciamo vivere la catechesi anche attraverso i giochi...e tra l'altro non dimentichiamo il nostro ruolo di capi catechisti all'interno dell'AGESCI....comunque neanche io voglio fare alcune polemica ma discutere e confrontarmi con gli altri senza imbattermi in reazioni eccessive e furiose...ih ih ih.... Wink

buona strada...
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pacio



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MessaggioInviato: Sabato 14 Giugno 2008, 16:10    Oggetto: Rispondi citando

allora bisogna solo fare un poco più di attenzione quando si scrive.
perchè leggo in un post poco sopra:
"per quanto riguarda il discorso di sentry sono d'accordo su tutto...la vocazione, con la V maiuscola è quella al sacerdozio" che vuol dire che l'unica vera vocazione accettabile è quella del sacerdozio. a fronte di un "dogma" tale, mi inc....zzo come una belva e quello che volevo era proprio rendere la mia aggressività ben palese. una frase come quella non ha niente a che vedere non solo con un cammino di fede, ma nemmeno con l'intelligenza.
forse era meglio scrivere, come detto in seguito, che di vocazioni "vere" ce ne sono poche. il discorso cambia non poco.
chiarito questo, chiuso il problema.

per la mia esperienza, una vocazione sacerdotale difficilmente nasce e si manifesta dalla ricerca ( ossessiva o meno ) della "fede" in un ragazzino di 12 anni.
è molto più probabile che stia utilizzando quel "mezzo" per agganciarci o per fare in modo di essere ben presente nelle nostre attenzioni che forselui reputa latenti.
la scelta sacerdotale o religiosa ( a parte la clausura che davvero continuo a non capire ) se davvero "vocazione", dovrebbe manifestarsi con la passione per l'uomo e per la sua liberazione.
cose che difficilmente a 12 anni si possono avere chiare e tradurre in passione vocazionale.
difatti, i seminari in età scuola media sono completamente deserti.
e per fortuna, direi....
questo senza nulla togliere all'ottimo lavoro di catechesi, il quale probabilmente non sarà come il mio, che state sicuramente facendo nelle vostre unità.

"....ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: navi da guerra in fiamme al largo dei bastioni di orione e bobo e pacio d'accordo per due volte di fila......" Wink
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elfo





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MessaggioInviato: Sabato 14 Giugno 2008, 16:52    Oggetto: Rispondi citando

San Domenico Savio (Riva di Chieri, Torino, 2 aprile 1842 + Mondonio, Asti, 9 marzo 1857 -- beatificato il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954)

Nel 1848 Domenico iniziò le scuole e nella chiesa parrocchiale del paese ricevette la prima Comunione l'8 aprile 1849. Proprio in tale occasione, all’età di appena sette anni, tracciò il suo progetto di vita che sintetizzò in quattro propositi ben precisi: “Mi confesserò molto sovente e farò la Comunione tutte le volte che il confessore me ne darà il permesso. Voglio santificare i giorni festivi. I miei amici saranno Gesù e Maria. La morte ma non peccati”.

[...]

Domenico, ormai dodicenne, incontrò Don Bosco ai Becchi. Il santo educatore rimase sbalordito da questo ragazzo: “Conobbi in quel giovane un animo tutto secondo lo spirito del Signore e rimasi non poco stupito considerando i lavori che la grazia di Dio aveva operato in così tenera età”. Con la sua innata schiettezza il ragazzo gli disse: “Io sono la stoffa, lei ne sia il sarto: faccia un bell’abito per il Signore!”. Nel giro di soli venti giorni poté così fare il suo ingresso nell’oratorio di Valdocco a Torino. Si mise dunque a camminare veloce sulla strada che Don Bosco gli consigliò per “farsi santo”, il suo grande sogno: allegria, impegno nella preghiera e nello studio, far del bene agli altri, devozione a Maria.
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pacio



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MessaggioInviato: Sabato 14 Giugno 2008, 21:55    Oggetto: Rispondi citando

e il fatto che stiamo parlando del 1842 non dice niente?
il contesto storico, sociale, educativo...ecc...ecc...di quel momento non conta?
credo che questi esempi lascino davvero il tempo che trovano, con tutto il rispetto per il povero san domenico savio. prenderli come esempio per avvalorare la tesi che in nei nostri reparti possiamo ritrovarci anche noi dei ragazzi in odore di santità non credo sia nè il modo giusto di intendere la proposta di fede nè, tantomeno, avere chiaro cosa significhi santità.
comunque, grazie a dio, ognuno è libero di interpretare come crede.
a me rimane il dubbio che il povero s. domenico savio sia stato un ragazzo con un tipo di serenità che è lontana dal mio modo di intendere e che mi farebbe suonare dei campanelli di allarme.
è comunque sintomatico che difficilmente, nei tempi moderni, si abbiano altri esempi del genere.
quanti dei nostri ragazzi hanno espresso il desiderio di farsi santo? e di fronte ad una domanda del genere noi come abbiamo reagito?
commuovendoci o provando a spiegare cosa significa santità?
molte volte siamo noi capi che, per primi, abbiamo le idee confuse.
e molto.
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elfo





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MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 00:05    Oggetto: Rispondi citando

Perché prima c'era Don Bosco e altre persone che incoraggiavano i ragazzi alla fede.

Come fa un adolescente non dico ad aspirare alla santità, ma neppure al sacerdozio, se non gli viene neanche fatta conoscere questa possibilità, e se i modelli oggi imposti sono quelli televisivi e dello show business, fatti di frivolezze e di un concetto di "successo" tanto lontano da quello indicato da B.-P.?
Come fa, ripeto, se oggi anche chi dovrebbe proporre modelli e valori differenti è ormai stato assorbito da questa società, incapace di reagire, tanto che perfino i Capi Scout qui dichiarano che se vedono un ragazzino che prega troppo, lo dissuadono, suonano campanelli d'allarme...
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gufopreciso



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MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 10:57    Oggetto: Rispondi citando

pacio ha scritto:
credo che questi esempi lascino davvero il tempo che trovano, con tutto il rispetto per il povero san domenico savio. prenderli come esempio per avvalorare la tesi che in nei nostri reparti possiamo ritrovarci anche noi dei ragazzi in odore di santità non credo sia nè il modo giusto di intendere la proposta di fede nè, tantomeno, avere chiaro cosa significhi santità.
comunque, grazie a dio, ognuno è libero di interpretare come crede.
a me rimane il dubbio che il povero s. domenico savio sia stato un ragazzo con un tipo di serenità che è lontana dal mio modo di intendere e che mi farebbe suonare dei campanelli di allarme.
è comunque sintomatico che difficilmente, nei tempi moderni, si abbiano altri esempi del genere.
quanti dei nostri ragazzi hanno espresso il desiderio di farsi santo? e di fronte ad una domanda del genere noi come abbiamo reagito?
commuovendoci o provando a spiegare cosa significa santità?


Giovanni Paolo II in Christifidelis laici sottolinea "il primato dato alla vocazione di ogni cristiano alla santità". Ed è quello a cui lo Scautismo Cattolico nella sua più pura e originale impostazione deve, ma a questo punto dico "dovrebbe", tendere. Tensione alla santità, che non vuol dire essere tanti San Domenico, ben inteso. Trovo sia sintomatico invece come nei tempi moderni invece ci siano situazioni in cui all'interno di un Associazione che si definisce Cattolica ed Ecclesiale, che si propone di educare i giovani in Cristo, nella Fede Cristiana affinchè si sentano "personalmente interpellati da Dio" e che chiede ai Capi di "partecipare alla crescita di questo corpo che è la Chiesa, il Popolo di Dio"; ci si preoccupi negativamente se un ragazzo manifesti una certa propensione, che suonino "campanelli d'allarme", che ci occupi quasi di farli desistere. Trovo sia assolutamente normale che nei nostri gruppi possano fiorire delle Vocazioni, ma non è assolutamente nostro compito potarle.

Quanto alla libera interpretazione, dico "ni". La libera interpretazione e la mancanza di opportunità di agire dall' "alto" ha reso l'AGESCI non un'Associazione che propone uno Scautismo e un Guidismo, ma una galassia di realtà locali da farci domandare se tutto sommato talvolta non abbiamo più un aspetto di Confederazione nel senso più libero del termine anzichè di Associazione.
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pacio



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MessaggioInviato: Domenica 15 Giugno 2008, 11:12    Oggetto: Rispondi citando

e no.
ognuno dei nostri ragazzi ha a che fare con un assistente e comunque con un sacerdote o religioso.
nei clan, poi, direi che è prassi comune avvicinarsi a comunità religiose come assisi ( purtroppo ) o s.antimo o bose...ecc...ecc...
per cui la possibilità che hanno i nostri ragazzi di avvicinarsi ad una scelta religiosa è molto più alta di quella che può avere un ragazzo che non vive l'associazionismo.
il punto è proprio invece nel fatto dell' "aspirazione" : fino a 40/50 anni fa i seminari erano pieni perchè di figli se ne facevano troppi, non si riuscivano a mantere e il sacerdozio era per molti una possibilità di una vita tutto sommato tranquilla e "importante", a fronte della rinuncia ad una famiglia. rinuncia che non era dettata da una scelta personale ma dai genitori.
oggi per fortuna non è più così e data la difficoltà interpretativa della nostra società contemporanea ( oltre logicamente ad uno status più elevato per tutti ) i seminari si sono, e si stanno, svuotando.
per cui non si può più e non si deve, per il bene che vogliamo ai ragazzi, ritenere a priori che un dodicenne maturi una scelta sacerdotale.
per il suo bene occorre proprio far suonare quel campanello di allarme a cui accennavo prima per riuscire a capire ( magari anche con l'aiuto di un sacerdote ) cosa c'è dietro a quella richiesta o stimolo o pulsione.
ma attenzione: lo stesso vale per la scelta matrimoniale o da single.
mio figlio ha 14 anni. se mi annunciasse oggi una sua scelta da seminarista mi preoccuperei e non poco. se lo facesse a 20 o 25 le cose sarebbero completamente diverse perchè il terreno suo culturale, critico, analitico sarebbe sicuramente più ricco, tanto almeno da poter affrontare serenamente l'argomento.
un ragazzino che prega sempre a 12 anni, PER ME, sta lanciando segnali di disagio che non hanno nulla a che vedere con una scelta di fede: segnali che non si devono dissuadere ma nemmeno prendere come "imposizione divina".
incoraggiare ( già il termine mi sembra dubbio ) alla fede non vuol dire plagiare i ragazzi per mandarli in seminario. casomai, se lo si vuol fare seriamente per il bene delle persone e della comunità, vuol dire non confondere quella che è una scelta terribilmente difficile ( se vissuta con coerenza ed onestà) con la "magia" dello spirito santo.
ma non si è in grado di recepire correttamente tutto questo a 12 anni.
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