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Amahoro-Amani: Scout di Burundi,Rwanda,Congo x la pace: NEW!

 
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Autore Messaggio
gaetano_africa





Registrato: 05/10/07 23:56
Messaggi: 7
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MessaggioInviato: Sabato 06 Ottobre 2007, 00:15    Oggetto: Amahoro-Amani: Scout di Burundi,Rwanda,Congo x la pace: NEW! Rispondi citando

Ciao ragazzi,

con Federica e Gabriele dell'AGESCI come me, Beniamino, Chiara e Daniele del CNGEI,
ho partecipato a luglio-agosto ad una "carovana di Pace" ed al "Campo Internazionale
dell Pace" organizzato dagli scout Burundi, Rwanda, Congo (paesi martoriati da decenni
di guerre civili), nell'ambito dello straordinario Progetto "Amahoro-Amani".

UN'ESPERIENZA UNICA!!!!

Abbiamo conosciuto tanti scout e guide di quesi paesi, impegnati in questo importantissimo
progetto. Qualcuno ha voglia di scambiare email con loro? Si comunica in francese, o in
inglese.

Ora un breve saluto (in francese) ai nostri amici scout africani, a seguire il nostro articolo
che comparirà su Camminiamo Insieme.

Gaetano
______________________________________________________________________________

Bonsoir notre chers amis et amies du Burundi, du Rwanda et de la R. D. Congo!

Voilà Scout C@fé, un web Forum où nous esperons que vous pouvez communiquer avec
beaucoup de scouts et guides de notre associations (AGESCI et CNGEI). Les messages
que vous envoyez seront publiques pour tous les membres du Forum.
Bonne lecture e bonne discussion. Amahoro!!

Gaetano

_______________________________________________________________________________________

URUGENDO RW’AMAHORO
Carovane e Campo Internazionale della Pace, luglio-agosto 2007, Burundi

Ve le immaginate delle Marce della Pace che non durano una domenica, ma una settimana, e non vanno da Perugia ad Assisi, ma attraversano il cuore dell’Africa martoriato da decenni di genocidi e guerre civili? Quest’estate gli scout della “Regione dei Grandi Laghi” ne hanno organizzate… SETTE!! Burundi, Ruanda, Nord e Sud Kivu, le due piccole regioni orientali di quello Stato enorme ed eterogeneo che è la Repubblica Democratica del Congo. Andate a cercarli sulla cartina…

24 luglio 2007, sono le dieci, il sole è alto e caldo sulla piazza di Muramvya, la cittadina del Burundi dove 35 anni fa sono iniziati i massacri etnici. Inizia di lì una di queste marce, o “Carovane della Pace”, diretta a Gitega, la terza città del Paese. Vengono srotolati gli striscioni con “URUGENDO RW’AMAHORO”, che vuol dire insieme per la pace, fazzolettoni e bandiere di diversi colori, lingue diverse, ma risuona una chitarra che fa cantare tutti con la stessa voce… più o meno, ed è la nostra chitarra!
Nostra di chi? Nostra! Vostra!…sì, c’eravamo anche noi, tre capi dell’Agesci con gli occhi spalancati ed il cuore felice di trovarsi in mezzo ad un evento che già si preannunciava speciale. Le orecchie tese a carpire i suoni di una lingua, il Kirundi, che non capiremo mai, ma che per lo meno oggi ci è familiare…
In Burundi, prima ad una “Carovana” e poi al “Campo Internazionale della Pace”, c’eravamo anche noi, insieme agli scout di questa regione e a scout francesi, belgi, danesi, tedeschi, finlandesi, ugandesi, tanzaniani, keniani; fieri di partecipare, condividere, ascoltare, imparare, fieri di poter poi raccontare a casa il valore di questa esperienza senza precedenti.
In Burundi in un certo senso c’eravate anche voi, a collaborare ai piccoli servizi nelle comunità attraversate, a condividere la stessa pâte di manioca inzuppata negli onnipresenti fagioli, a discutere lungo la strada di quello che il futuro riserva alle loro ed alle nostre vite.

La regione dei Grandi Laghi: colline, mille colline, come ama chiamarsi il Ruanda, banane e terra rossa, verdissime coltivazioni di the, le acque burrascose del lago Tanganika, bambini arruffati, volti e sguardi profondi, donne bellissime e forti, tamburi e ritmo. Cercatela sui libri di storia contemporanea più illuminati, nelle pagine di Nigrizia, Misna, nei bollettini di guerra, sui siti internet: colonialismo, genocidio, tutsi, hutu, guerra, accordi di pace, crisi umanitarie, stupri, guerriglia costante, tensione latente, sottosviluppo, disastri ecologici, povertà, fame, Nazioni Unite, diamanti insanguinati, AIDS, coltan, rifugiati… Bambini di strada vestiti di terra e stracci, donne violentate, giovani senza futuro, marchiati in modo indelebile da esperienze indescrivibili eppure vere, coscienti di avere un destino precario, un futuro sospeso e tragicamente rimesso alle decisioni di altri.
Ricostruire il filo degli eventi storici nella regione dei Grandi Laghi non solo è dovere morale, ma aiuta ad identificare le “inevitabili continuità” esistenti tra la storia di quella regione e la nostra, perché quella guerra “è lo specchio fedele del nostro mondo, delle sue priorità geopolitiche e dei suoi meccanismi economici…è il frutto amaro del nostro presente, del nostro passato e soprattutto del nostro futuro, che sarà inevitabilmente comune” .

Da due anni tra queste colline, tra le case di mattoni di fango rosso, sotto i banani, nei centri di accoglienza per donne, orfani, anziani, invalidi, vittime di violenza, insomma dappertutto, le Associazioni di Guide e Scout di questi tre Stati portano avanti un progetto di educazione alla pace, capillare e di grande respiro, ma semplice e concreto nelle realizzazioni: il Progetto Amahoro-Amani, cioè Progetto Pace, in lingua kirundi e swahili. (Ne avevi già sentito parlare? Alcuni gruppi Agesci hanno raccolto fondi per sostenerlo). Le Carovane ed il Campo Internazionale ne sono stati gli eventi conclusivi. Vi si sono impegnati 21.000 giovani, non solo scout, che hanno cicatrici sul corpo e nell’anima la cui profondità non possiamo che intuire; che hanno scarsi strumenti per rileggere la loro vita e progettare il loro futuro e quello dei loro Paesi; che sudano ogni giorno per poter mangiare o studiare. 21.000 giovani che ciononostante hanno trovato motivazioni, tempo ed energie per promuovere la pace, il superamento del conflitto etnico, la dignità dell’uomo, la consapevolezza dei diritti e dei doveri di ogni cittadino, con atti concreti di solidarietà e di sensibilizzazione.

Il Campo, in tutto 550 partecipanti, è stato per gli scout e le guide delle Associazioni del Burundi, del Ruanda e del Nord e Sud Kivu, una straordinaria occasione di confronto e verifica sul Progetto (difficoltà incontrate, risultati raggiunti, idee su come proseguirlo in futuro,…), grazie anche alla partecipazione nostra e di alcune ONG. Il 1° agosto, tutti insieme, abbiamo rinnovato la nostra promessa scout, consci della responsabilità che deriva dal promettere “del nostro meglio” su quella terra.
Ci sentiamo ora responsabili di raccontare all’interno dell’Associazione non solo questo evento così speciale, ma soprattutto il significato e le potenzialità di questo Progetto, per quel territorio come per lo scoutismo mondiale. Esso ci stimola ad approfondire temi forti che ci chiamano in causa in prima persona, come la pace e il pacifismo, il perdono, l’informazione, la democrazia, la funzione dello scoutismo nella società civile, ...
Iniziamo da voi, cari Rover e Scolte: informatevi, leggete, chiedete e mettevi all’opera… perché il nostro futuro è “inevitabilmente comune”, così come è comune la nostra Promessa.


Federica, Gabriele e Gaetano



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Foto della Carovana della Pace e del Campo Internazionale della Pace in Burundi
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L'ultima modifica di gaetano_africa il Venerdì 19 Ottobre 2007, 01:08, modificato 2 volte
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alleposte





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Messaggi: 62
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MessaggioInviato: Sabato 06 Ottobre 2007, 14:14    Oggetto: Rispondi citando

io sarei anche disposto a corrispondenza cartacea...
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gaetano_africa





Registrato: 05/10/07 23:56
Messaggi: 7
Residenza: Napoli

MessaggioInviato: Venerdì 19 Ottobre 2007, 01:04    Oggetto: Rispondi citando

alleposte ha scritto:
io sarei anche disposto a corrispondenza cartacea...


Va bene, ma e' piu' dificile perche' la posta li' non e' molto affidabile...
come ti chiami?

nel frattempo ho arricchito il messaggio originale del racconto promesso,
spiegazioni, e tre immagini... Qui ne aggiungo altre due

Spero che molti lo leggano!!!

ciao
Gaetano



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Marghe





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Messaggi: 26

MessaggioInviato: Giovedì 25 Ottobre 2007, 18:00    Oggetto: Rispondi citando

io ci sono! dimmi come devo fare... il mio indirizzo di msn ce l'ho nel profilo...quello e-mail no...
io *Le abbreviazioni non si leggono. Scrivi in italiano corretto, per favore...* stata al jamboree..ed è stato troppo bello vedere così tante persone diverse tutte k vivevano in PACE!!!!!!!!!
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gaetano_africa





Registrato: 05/10/07 23:56
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Residenza: Napoli

MessaggioInviato: Mercoledì 31 Ottobre 2007, 00:43    Oggetto: Rispondi citando

Cara Donnola Tenace (Marghe),

puoi gia' scrivere qui ora un tuo primo messaggio (anche domande) in francese per gli amici africani,
se vuoi. Se preferisci sapere prima qualcosa in piu' su di loro sono a disposizione per rispondee
alle tue domande. Ciao,
Gaetano
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aNGeLo_BRuCiaTo



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MessaggioInviato: Venerdì 02 Novembre 2007, 01:51    Oggetto: Rispondi citando

io avevo una domanda per i nostri fratelli d'africa:
invoco perdono per la brutta grammatica...
"est-ce que vous pensez du notre scoutisme..?"
(scoutisme.. qui est unique dans tout le mond! ma qui il se vive en maniere defferent aussi... dans les differentes contexte)
je pense que le scoutisme est une maniere pour faire beaucoup de choses (pour le mond s'entende!)
et je vuodrais savoire quels sont les objectifs des notres amies loiennes(si dice così lontani?) et si leur objectifs umaine sont meme les notres. (SICURAMENTE ANCHE MIGLIORI DEI NOSTRI)
Et je croix que nous avons beaucoup de choses ensamble [abbiamo molto da condividere] ... mais surtout nuos avons beaucoup de choses à apprendre!

en outre... je me demande si notres amies connaissent l'idèal de "UBUNTU" ...
(che se non sbaglio è un ideale tipico subsahariano)
UBUNTU il est une composante très importante du votre scoutisme? dans quelle maniere?
bonne route Smile
et pardon pour la grammaire!
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gaetano_africa





Registrato: 05/10/07 23:56
Messaggi: 7
Residenza: Napoli

MessaggioInviato: Martedì 06 Novembre 2007, 17:13    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Angelo_bruciato, Marghe, etc.,
un po' di pazienza per le risposte dagli amici africani, non e' facile spiegargli di qui come registrarsi al forum.
Nel frattempo riporto il messaggio che ci ha appena mandato due di loro. Chedono di firmare on-line un appello
per il disarmo della popolazione in Burundi. Lo potete trovare e firmare andando sul sito
www.assamicispagnolli.org.
Gaetano
_____________________
Chers amis,
nous vous invitons à signer une pétition que nous, (le Centre Jeunes Kamenge au Burundi), avons lancé en faveur du désarmement de la population civile au
Burundi. 2 solutions vous sont offertes :
- en vous rendant directement sur le site www.assamicispagnolli.org , vous pourrez signer en ligne.
- en téléchargeant puis en imprimant les lettres et pétition en fichiers joints. Vous pouvez la signer et la faire signer à votre entourage et la renvoyer par
courrier en Italie à l'adresse mentionnée sur la pétition.
Nous vous prions aussi de l`envoyer aux autres personnes qui veulent nous aider. Nous comptons sur vous.

Grand merci
Claire, Geraldine
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chiarabosez





Registrato: 21/11/07 01:01
Messaggi: 1
Residenza: BOLOGNA

MessaggioInviato: Mercoledì 21 Novembre 2007, 19:09    Oggetto: Diario di una giornata a un campo un pò speciale: AMAHORO Rispondi citando

Quando lo scautismo fa proprio la differenza.

Apro gli occhi: è freddo e buio nella mia tenda, deve essere ancora notte.
Perché allora sento un canto allegro che cresce pian piano? Ah, già, sono i congolesi che come ogni mattina iniziano a cantare alle 5.30. Significa che è ora di alzarsi al sottocampo Paix!
Mi infilo maglione e foulard ed esco dalla tenda. Tempo di richiuderla e il sole è già sorto, riuscirò a vedere questa rapidissima alba una volta prima di ripartire?
Castoro! Castoro!
Mi chiamano col mio totem, avere un totem tra gli scout dei Grandi Laghi è un gran pregio, e una volta ricevuto, il tuo nome cade in disuso. Prima ancora di riuscire a capire che chiamano me, mi hanno già presa per mano e stiamo camminando.
Saliamo in cima alla collina e ci fermiamo a ballare in un grande quadrato, aspettando l’arrivo di tutti. La musica e il ballo sono davvero parti fondamentali di questo campo, o forse di questi paesi.
Le delegazioni si sono mescolate, nei sottocampi ci sono scout del Burundi, del Rwanda e della Repubblica Democratica del Congo, più qualche ospite europeo. A stare qui tutti insieme e tutti ugualmente trascinati dal ritmo, sembrano così lontane la crisi del Rwanda, le guerre del Congo, la guerra civile del Burundi, e anche l’assenza di scuole, medicine, di acqua potabile, elettricità, latte e chissà quante altre cose…a stare qui a ballare ci sentiamo solo scout. Questo campo è un po’ speciale proprio per questo, non conta essere hutu o tutsi e non conta da dove vieni, conta solo essere tutti qui per la pace nella regione dei Grandi Laghi.
Io e Serpente ci buttiamo nella mischia del Villaggio Mondiale dello Sviluppo e veniamo subito attirati da una folla di abitanti della collina misti a scout, c’è gente addirittura arrampicata sugli alberi! Scopriamo che a fare tanto scalpore è una vecchia televisione che proietta una storia d’amore e aids. Il film finisce con la possibilità per tutti di fare il test per l’HIV.
Poi con Infermiere Senza Frontiere impariamo a fare il latte dalla soia, che può essere davvero una risorsa importante in un paese come questo.
Poco più avanti incontriamo Raissa, una giovane guida che con l’aiuto di WAGGGS ha creato un workshop di riflessione sulla violenza verso le donne nella regione. Ci racconta di soprusi e violenze terribili, di donne, ragazze e bambine senza nessun diritto. I ragazzi però non sono ancora disposti a mettersi in discussione su questi argomenti, per lo più ridono, o giustificano certi atti di violenza. Le ragazze, che sono una piccola minoranza (e non solo in termini numerici), si chiudono a riccio, non parlano, ma si vede che ascoltano attentamente. Il compito di Raissa è molto duro, ci vuole un gran coraggio a gridare contro un muro, ma lei non sembra tentennare mai. Non sono sola, le altre guide sono con me, mi dice. Ci parla anche di alcuni risultati raggiunti e le si illuminano gli occhi, come ad esempio quando ci dice che da qualche anno anche le donne possono essere capi scout in Burundi. E se le donne possono essere capi, le ragazze potranno andare più tranquillamente agli scout: non avranno paura per quello che potrebbe accadergli, e i padri non avranno paura che perdano l’onore.
E dire che a me era sempre sembrato così ovvio.
Ci sono anche i Passeurs de Memoires, un’associazione francese che parla di Shoah, di genocidio, e basta pochissimo perché i ragazzi inizino a raccontare le loro stesse esperienze di guerra e di genocidio. Persone che hanno sofferto così tanto riescono a commuoversi sentendo la storia di Janusz Korczak e Anna Franck, e si stupiscono di come eventi così terribili possano essere superati. E forse questo è il messaggio più bello che si potesse dare a questi ragazzi.
Il tempo vola, è già ora di pranzo, o forse lo era qualche ora fa. Ma qui niente ha un orario definito. Alla cucina del nostro sottocampo i fuochi scoppiettano, e tra tegami e banane da spelare vedo le solite ragazze. Quando toccherà finalmente agli uomini la cucina? Ieri gli uomini italiani hanno dato il buon esempio cucinando tutto il giorno con noi, ma non sembra che per il momento la cosa abbia avuto effetto.
Mi consegnano una bacinella da bucato piena di pasta di manioca, fagioli, riso, piccoli pesciolini di lago e ovviamente banane. Ci mangiamo in cinque da quella bacinella, rigorosamente tutti senza posate.
Nel pomeriggio ci addentriamo nel bosco armati di zappa e martello, portiamo anche un machete che viene affidato a me, e visto dove ci troviamo mi lascio un po’ impressionare. Ma non c’è tanto tempo per stare a filosofare, oggi pomeriggio facciamo servizio per i Batwa, il terzo gruppo che compone le popolazioni dei Grandi Laghi, una minoranza in fortissima difficoltà. Sono artigiani e vasai, non coltivano né allevano, vivono nel bosco senza possedere nulla. Noi li aiutiamo a costruire una casa, non ci vuole un ingegnere, basta scavare e fare con le mani dei mattoni con questa terra rossa come il fuoco. Una volta asciutti verranno impilati e la casa sarà finita, reggerà nella stagione delle piogge?
Il tramonto si avvicina, torniamo alle tende perché in pochi minuti solo la luna illuminerà il sentiero. È di nuovo ora di cena, e il menu è lo stesso del pranzo, che era lo stesso della cena precedente, che era lo stesso del pranzo di ieri…insomma, qui si mangia sempre la stessa cosa, e non perché siamo agli scout. Anzi, molti di questi ragazzi ci dicono che gli scout sono l’unico posto in cui almeno una volta al giorno un pasto è assicurato, nonché particolarmente ricco. Per alcuni di loro venire agli scout significa prima di tutto mangiare.
C’è il fuoco di bivacco questa notte: i volti sono pitturati di una polvere bianca, Muflone e gli altri hanno costruito una montagna di legna, e le ragazze preparano una danza di apertura cercando di insegnarmi come si fa.
È in questi momenti in cui siamo solo donne che riesco finalmente a sentire le loro voci, a conoscerle un po’, di solito sono sempre in disparte e silenziose. Mentre credo abbiano un sacco di cose da raccontarmi e da chiedermi…
Tutto è pronto e a un cenno di Serpente noi spuntiamo dal bosco cantando e ballando, sempre più forte e sempre più veloci nei movimenti. È un crescendo che culmina con l’accensione del fuoco, saranno 10 metri di fiamme. Noi umuzungu, i bianchi, siamo un po’ spaventati. Pensiamo agli eucalipto che potrebbero prendere fuoco, alle scintille che volano impazzite e corriamo a prendere una tanica d’acqua, se ci sfuggisse di mano la situazione non potremmo mai fermare le fiamme!
Gli altri ci guardano e ridono: avete proprio paura del mondo voi, ci dicono. Allora mi lascio andare, mi affido a questi ragazzi che vedono il fuoco come una benedizione invece che come un pericolo e che sentono quello che gli alberi gli dicono, quello che il vento gli sussurra nelle orecchie. Ci stringiamo in cerchio e cantiamo una canzone le cui parole suonano estremamente familiari per un roverista: spingi i passi sulla tua strada, vai sempre avanti…qualunque cosa succeda.

Chiara
Incaricato Regionale Branca Rover CNGEI per l'Emilia-Romagna
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Marghe





Registrato: 04/02/07 14:06
Messaggi: 26

MessaggioInviato: Venerdì 23 Novembre 2007, 23:44    Oggetto: Rispondi citando

gaetano_africa ha scritto:
Cara Donnola Tenace (Marghe),

puoi gia' scrivere qui ora un tuo primo messaggio (anche domande) in francese per gli amici africani,
se vuoi. Se preferisci sapere prima qualcosa in piu' su di loro sono a disposizione per rispondee
alle tue domande. Ciao,
Gaetano


ciao!
scusa ma io non so parlare il francese...=( solo l'inglese...=( è un problema?!?!spero di no...
vorrei sapere come vivono loro lo scoutismo...
grazie =)
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riccardo
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MessaggioInviato: Domenica 09 Dicembre 2007, 12:02    Oggetto: Rispondi citando

Ho appena ricevuta questa e-mail da kitumaini egide (egidecerfs@yahoo.fr)

Je recois chaque jour vos courriers
merci pour ce fait
je voudreais juste v ous rappeler que vous nous avez promis quelques chose pour ce mois de décembre 2OO7 en ce qui concerne la visite de mon club de paix scout
merci beacoup
salut tous mes amis de l'Italie comme Bicciou,Fiore Getano,Chiara Malaguti,Federica terraneva et les autres
Egide chef scout de Bukavu RDCongo
A bientot
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