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Le uniformi: prezzo e qualità. Cosa ne pensate?
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Autore Messaggio
franzos79





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MessaggioInviato: Domenica 10 Marzo 2013, 16:35    Oggetto: Le uniformi: prezzo e qualità. Cosa ne pensate? Rispondi citando

Riporto dal sito dell' Agesci Lombardia quanto segue. Cosa ne pensate?
L'argomento sono le uniformi Agesci e chi scrive quanto sotto è la cooperativa scout lombarda, KIM.

"Prezzi troppo elevati per l’utilizzo, scambio di u niforme usata all’interno dei gruppi. Uniforme ormai “obsoleta” lontana dalla realtà della vita dei ragazzi, quindi di uso esclusivo per l’attività. Purtroppo le cooperative non vengono ascoltate.
L’Agesci va per la sua strada.....e ci sembra lontana dalle esigenze e dai bisogni delle famiglie. A volte ci sentiamo in imbarazzo quando alla cassa facciamo il conto Ricordiamoci del significato della parola UNIFORME,
non possiamo proporre 12modelli tra pantaloni e gonne. "

Ne accenno anche sul mio blog.
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elfo





Registrato: 05/03/07 11:40
Messaggi: 1399

MessaggioInviato: Domenica 10 Marzo 2013, 16:51    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:

Uniforme ormai “obsoleta” lontana dalla realtà della vita dei ragazzi, quindi di uso esclusivo per l’attività


Questa frase mi terrorizza: è l'anticamera dell'inferno. Prima felpazze yo in stile Scout Association UK, e poi progressivo avvicinamento alla "realtà della vita dei ragazzi", cioè l'antiscautismo. Proprio come la Scout Association UK (anche se per loro il processo è stato inverso, ma la mentalità disastrosa è la stessa).

Io già inorridisco a vedere "uniformi da campo" che invece di essere una maglietta blu sono magliette multicolori, ognuno la sua (ma che uniforme è?), con un fazzoletto sopra.
Le "realtà della vita dei ragazzi" è _anche_ quella dell'attività (a cui l'uniforme è destinata, sì ad uso esclusivo, se no non sarebbe un uniforme), per cui semmai bisognerebbe adeguarla alle reali esigenze, per esempio delle dignitose spalline per gli omerali, invece della spallina aborto introdotta di recente.
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Marm



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Residenza: Veneto

MessaggioInviato: Domenica 10 Marzo 2013, 22:44    Oggetto: Rispondi citando

Io non trovo ragioni per contestare la "foggia" dell'uniforme, mi basterebbe che i capi siano comodi e adatti alle attività scout (questione omerali inclusa, ma anche l'eterno discorso sulle gonne pantalone, che temo sia ancora attuale).
In più vorrei una qualità che consenta all'uniforme di durare nel tempo, non mi preoccuperei di fissare un prezzo "politico", anche adesso che siamo in periodo di crisi, mi accontenterei di un prezzo "onesto", rispetto alla qualità stessa dei capi. Se dopo un anno di utilizzo i pantaloncini iniziano a perdere strisce di velluto (questa è la mia esperienza con l'ultimo paio di pantaloncini comprati, credo un paio di anni fa), non c'è verso di rivenderli in un mercatino dell'usato, che ritengo il modo migliore per risparmiare.
Poi non so se l'introduzione di abbigliamento tecnico, come per i pantaloni, sia un problema per le cooperative, che si vedono costrette ad esporre un capo in più, io i pantaloni tecinici non li avrei inseriti, e in verità neanche la polo...
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rinoceronte caparbio
Moderatore


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MessaggioInviato: Martedì 12 Marzo 2013, 01:29    Oggetto: Rispondi citando

Tutti elementi utili alla polemica.

Quali sono i 12 modelli diversi?


C'è un pantalone lungo, uno corto, uno tecnico e la gonna....?
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akela_xx



Età: 39
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Messaggi: 802
Residenza: Genova

MessaggioInviato: Martedì 12 Marzo 2013, 08:58    Oggetto: Rispondi citando

che poi il "pantalone tecnico" che costa 75 euro o giù di lì se lo tengono..
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aleph





Registrato: 22/12/11 13:12
Messaggi: 2

MessaggioInviato: Martedì 12 Marzo 2013, 15:15    Oggetto: Rispondi citando

personalmente trovo che i capi dell'uniforme siano terribili, come taglio, qualita' e prezzo; io mi diletto (come penso molti qua dentro) in un mucchio di attivita' outdoor . . per cui, seppur non mi possa definire un esperto, di materiali ed equipaggiamenti ne ho provati un po':
- residuati militari: lo stile fara' storcere il naso al nostro spirito pacifista (o alle nostre mamme), ma i materiali sono estremamente durevoli, e il prezzo per l'usato e' ridicolo . . parliamo di 5-10E per un paio di pantaloni in cotone-sintetico ripstop praticamente indistruttibili . .
- materiali tecnici (non solo nel nome): il prezzo sale, ma anche la qualita' . . andiamo sui 50-100E per un paio di pantaloni leggeri, traspiranti, robusti e antistrappo, che si asciugano in 5min in caso di pioggia

i capi dell'uniforme ufficiali costano abbastanza, e hanno una qualita' mediocre . . a me piace l'ordine e lo stile che l'uniforme rappresenta, pero' mi trovo a usarla solo nelle occasioni che la richiedono, perche' nelle normali attivita' (qualsiasi attivita') e' pessima:
- la camicia si sgualcisce e non traspira (ok, e' normale cotone, pero' ho un mucchio di magliette tecniche che costano di meno)
- il maglione . . non tiene il vento . . non tiene il freddo . . non tiene la pioggia . . un buon phile (anche economico) e' molto meglio
- i pantaloni corti . . sono un po' il nostro stemma ( Razz ) pero' per fare un qualsiasi lavoro, o muoversi in presenza di vegetazione alta/insetti/spine etc dei pantaloni lunghi sono decisamente meglio, c'e' poco da fare . .
- i pantaloni tecnici, novita' del momento . . si, li ho presi (non si puo' parlare male di qualcosa senza provarla Razz ) . . non sono male . . pero' un prezzo onesto sarebbe 20-30E . . contate che a 40E si possono avere questi: http://www.asmc.de/images/product_images/popup_images/101445_0.jpg : doppia chiusura in fondo (addio zecche!), rinforzi in cordura sulle ginocchia, tasconi laterali, e il tessuto e' un'altra cosa . . made in germany, quindi anche sul fronte etico siamo a posto Very Happy

per non parlare del taglio . . ok, io sono alto e stretto (ma neanche tanto), pero' e' possibile che non riesca a trovare una taglia che mi vada bene! Invece mi va tutto corto. . o largo . . :/

ora l'uniforme ha il suo senso, e potremmo anche dire che non deve essere necessariamente comoda per svolgere il suo lavoro. Pero' che sia cosi' scarsa, e per giunta costosa, proprio non mi va giu'; specie quando le alternative sono piu' economiche, tecnicamente migliori, o entrambi :/ . .

e poi, diciamolo, che diamine di colore e' l'azzurro per uno scout Razz !? il resto del mondo e' tanto contento in caki (o verde, marrone, etc) . . . ok, abbiamo le nostre ragioni storiche, ma a stare in un bosco vestito di blu mi sento proprio fuori posto Razz . .

spero che questo rant non offenda nessuno (o forse si Very Happy ) . . ma mi sentivo di dire qualcosa . .


L'ultima modifica di aleph il Venerdì 26 Luglio 2013, 14:21, modificato 1 volta
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rinoceronte caparbio
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MessaggioInviato: Venerdì 15 Marzo 2013, 02:31    Oggetto: Rispondi citando

Hai fatto bene a dirlo: non sono per niente d'accordo...

La camicia nuova ha il problema solo del colore: non tiene troppo il sole.
Il maglione è idrorepellente e non si brucia accidentalmente.
Pantaloni corti e calzettoni, risolto il problema.
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franzos79





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MessaggioInviato: Domenica 24 Marzo 2013, 14:00    Oggetto: Rispondi citando

Verrebbe da chiedersi come mai chi produce vestiti per fare trekking (vedi Ferrino) non usa il velluto, il cotone che sono parte delle nostre uniformi.
Comunque se una cooperativa scout dice che l'uniforme è obsoleta, lontana dalla vita dei ragazzi e loro, la cooperativa, sono quelli che vendono le uniformi e parlano con i clienti forse un fondo di verità c'è.
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rinoceronte caparbio
Moderatore


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MessaggioInviato: Mercoledì 03 Aprile 2013, 17:57    Oggetto: Rispondi citando

C'è anche modo e modo di fare produzione.

Sono d'accordo col fatto che fare un sacco di prodotti non serva a nulla (la polo e il cappello, per esempio). E' anche vero che le alternative a basso costo non mancano ed è questo che fa soffrire il mercato "solidale".
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miki2288



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MessaggioInviato: Martedì 23 Luglio 2013, 11:59    Oggetto: Rispondi citando

il problema dell'uniforme agesci/cngei sta tutto nei materiali utilizzati, dicendo "uniforme al passo con i tempi" io intendo un'uniforme funzionale dal punto di vista tecnico. Non si può pensare di far indossare pantaloncini in velluto ai ragazzi al giorno d'oggi , quando esistono materiali in grado di asciugarsi in un quarto del tempo e ugualmente resistenti, lo stesso vale per i maglioni.
La versione "tecnica" dell'uniforme ora in vendita è una buffonata, un insulto all'essenzialità tanto citata da capi super formati, con cifre inferiori in negozi sportivi è possibile prendere materiale di uguali o superiori caratteristiche tecniche.

amen
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franzos79





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MessaggioInviato: Mercoledì 24 Luglio 2013, 22:15    Oggetto: Rispondi citando

Miki2288 ha perfettamente ragione. Se andate nelle stesse cooperative scout trovate veri pantaloni tecnici, come mai Salewa, Ferrino e altre marche non fanno pantaloni in velluto? Chi compra i pantaloni tecnici ad €80?
Poi sul fatto delle alternative a basso costo che sempre vengono criticate perchè poco etiche bisognerebbe poi dimostrare che quello che costa meno è sempre meno etico di quello che noi rivendiamo nelle cooperative.
Esempio: se andiamo a leggerci questo documento
documento troviamo che viene valutata la democrazia del paese dove si produce. L'Eritrea è un paese dove si producono le camicie, vige la democrazia in quel paese visto che dal 93 non si tengono elezioni?

Perchè le cooperative non organizzano incontri con i produttori italiani in Italia dei pantaloni e gonne scout, delle calze, dei maglioni come hanno fatto e fanno da anni quelli del commercio equo? perchè nelle cooperative non fanno i cartellini col prezzo trasparente come c'era specie agli inizi nel commercio equo?
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miki2288



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MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 12:18    Oggetto: Rispondi citando

mah.....io ho sempre avuto una certa repulsione rispetto il mercato equo solidale, non può essere SOLIDALE un prodotto che poi venduto mi viene a costare tre volte di quello prodotto da una multinazionale. Mio fratello aveva fatto servizio presso uno di questi negozi, e mi ricorderò per sempre i 5 euro per un barattolo da 70g di crema alla nocciola, ditemi cos'ha di solidale una cosa del genere. Ritengo che sia una logica con poco senso, da una parte garantisci un prodotto "equo" e poi il prodotto stesso è una cosa "per pochi" , non dovrebbe funzionare così. Il mercato equo solidale dovrebbe esser tale sia a monte che a valle.
Una cosa buona invece sarebbe una collaborazione con multinazionali che prestano attenzione ai diritti dei loro lavoratori.
Da soli non si va da nessuna parte!!!
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Marm



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MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 14:53    Oggetto: Rispondi citando

Concordo che 5€ per 70g di cioccolata sono tanti... sarebbe a dire 70€/Kg, mediamente al supermercato il prezzo è tra i 10 e i 20 € al Kg, sebbene sotto Pasqua non è impossibile trovare uova che superino i 100€ al Kg...

Il mercato equo si basa, o si dovrebbe basare, nel fornire prodotti di buona qualità e realizzati in buone condizioni di lavoro nei paesi di origine. Da questo ne deriva che la differenza di prezzo può essere consistente.

Tanto per dire, puoi comprare Nutella oppure altre creme (non del mercato equo-solidale) che costano due o tre volte tanto.
Magari ti piace lo zucchero e l'olio di palma e allora preferirai comprare la Nutella, che per 3/4 è fatta di questi due ingredienti...
O forse preferirai l'uso di ingredienti da agricoltura biologica, l'olio di girasole al posto dell'olio di palma e lo zucchero di canna invece di quello normale, e già qui i prezzi raddoppiano.
Se preferisci un'alta percentuale di nocciole e non avere a che fare con olio di origine vegetale, i prezzi triplicano.
Se una crema con i medesimi ingredienti di quest'ultima fosse presente in un mercato equo-solidale, non sarebbe affatto assurdo trovarla a 4 volte il prezzo della Nutella, perché oltre ad un maggior prezzo per gli ingredienti devi aggiungere anche un sovrapprezzo per la tutela dei lavoratori.

Il mercato equo-solidale deve essere equo per chi produce e commercia, questa è la condizione essenziale. Se poi è equo anche per i consumatori, tanto meglio, ma questa non è e non può essere una condizione necessaria.
Però diventa importante distinguere tra prodotti necessari e prodotti che non lo sono.
Se al mercato equo trovo la pasta a 3 volte il valore di mercato, allora non va tanto bene... Se ci trovo cioccolata o caffé a 3 volte tanto... beh, per un mondo più equo puoi anche mangiarne o berne di meno, no? Tanto più che Male non ti fa...

Tu che stai a valle, se non sei capace di guardare in modo critico i tuoi consumi e di cambiare il tuo stile di vita (sostanzialmente mangiando e bevendo meno prodotti di qualità bassa... o discutibile) o se non ti interessa che i produttori vengano degnamente retribuiti, allora non sei fatto per il mercato equo-solidale.

Poi possiamo discutere sui singoli prodotti o sulle singole aziende, come si è fatto qui per i capi delle uniformi, ma in termini generali il tuo approccio è sbagliato: come consumatore non hai nessun diritto di acquistare prodotti "equi" ad un prezzo non troppo più alto dei corrispondenti prodotti non "equi", semmai hai il dovere (morale) di orientarti verso un consumo più "equo-sostenibile".
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miki2288



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MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 15:53    Oggetto: Rispondi citando

punti di vista....io ritengo che per la realtà scoutistica italiana dove contiamo 100.000 agesci e 10.000 cngei (dove ci sono famiglie di ogni genere, con più o meno disponibilità economiche) una logica equo-solidale non possa funzionare
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Marm



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MessaggioInviato: Giovedì 22 Agosto 2013, 17:05    Oggetto: Rispondi citando

miki2288 ha scritto:
punti di vista....io ritengo che per la realtà scoutistica italiana dove contiamo 100.000 agesci e 10.000 cngei (dove ci sono famiglie di ogni genere, con più o meno disponibilità economiche) una logica equo-solidale non possa funzionare

Per quanto ne concerne la filosofia, l'equo-solidale è quello, punto. Qui non è questione di punti di vista.
Se mi tiri in ballo che i prezzi devono essere alla portata d i tutti, allora i prodotti equo-solidali dovrebbero essere regalati, visto che c'è gente che per mangiare chiede aiuto alla caritas, altrimenti non ce la fa.

Se non hai i soldi per comprare i prodotti "equo", semplicemente non li compri. Una famiglia indigente non dovrebbe farsi un problema del non poter comprare "equo". Se non può, non può. Amen.

Se stiamo parlando di uniformi e di una famiglia poco sopra la soglia di povertà, nessuno la obbliga a comprare tutto al suo primo anno. Partirà con la camicia.
Se è sotto la soglia di povertà e non può permettersi neppure la camicia, ne troverà una usata.
Se non ne trova una di usata, può ricevere aiuto dal gruppo. Forse questa cosa si è persa, ma una volta si usava.


Precisazione: se poi la camicia costa troppo in rapporto alla sua qualità, questo è un altro discorso...
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