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Un capo scout deve credere in Dio?
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Autore Messaggio
pacio



Età: 58
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MessaggioInviato: Venerdì 24 Ottobre 2008, 20:25    Oggetto: Rispondi citando

lascia stare, caro porcellino, sono solo momenti di sconforto personali....
sarebbe troppo facile risponderti che il nostro fondatore b.p. considerava fondamentale avere un riferimento a dio nell'essere capi.
eppure anche io conosco atei che non hanno nulla di meno o di più di un credente, in termini di valori.
quindi la differenza dove sta?
sta, appunto, nel "quale" dio.
credo che tutti gli essere umani non siano immuni dal rifarsi ad un qualcosa di "alto" valorialmente parlando. sia esso il denaro, le donne, il riconoscimento sociale, il potere sino ad anche il servizio ( letto come attenzione agli altri, al considerarsi non superiore a nessuno ) e comunque neanche questo fa la differenza.
nel paradiso della divina commedia, dante dà una sua descrizione di dio: lo descrive come tre arcobaleni distinti e uguali nello stesso tempo e luogo.
nel secondo, dante vede il cristo e negli occhi di cristo vede gli occhi di tutta l'umanità: i suoi, i miei, i tuoi....tutti.
mi piace questa immagine perchè si avvicina molto al mio concetto di religiosità e forse anche di dio.
come si può essere testimoni del valore della vita senza poter vedere negli occhi dei ragazzi che abbiamo, i miei occhi, ti tuoi occhi.....gli occhi del mondo?
per me, ultimo elettricista della terra, questo è dio.
come posso non credere in questo ed essere testimone della profonda gioia che l'essere umano mi suscita?
vedi, caro amico porcellino ( ah....come mi piacerebbe una serata davanti ad una bottiglia di prosecco a raccontarci chi siamo....), dipende tutto da "quale" dio.
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rinoceronte caparbio
Moderatore


Età: 34
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MessaggioInviato: Venerdì 24 Ottobre 2008, 20:28    Oggetto: Rispondi citando

ehi, anch'io la parentesi!
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pacio



Età: 58
Segno zodiacale: Toro
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Residenza: spotorno sv

MessaggioInviato: Sabato 25 Ottobre 2008, 11:44    Oggetto: Rispondi citando

ok...ma porta un salame....
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porcellinopacifico



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MessaggioInviato: Sabato 25 Ottobre 2008, 16:02    Oggetto: Rispondi citando

per quanto riguarda la parentesi ci sto senza indugio Very Happy
la tua idea
pacio ha scritto:
...credo che tutti gli essere umani non siano immuni dal rifarsi ad un qualcosa di "alto" valorialmente parlando. sia esso il denaro, le donne, il riconoscimento sociale, il potere sino ad anche il servizio...

è profondamente luterana (non come religione, ma proprio di Lutero) e la condivido completamente.
ma ritengo sia giusto distinguere la "fede" in un Dio (o entità o quello che vuoi) dalla "fede" in valori.
Cioè sono due cose parallele.
Uno cosa è credere che Dio esista (o che non esista) e un'altra e riporre in lui la propria fiducia, o riporla in qualcos'altro (denaro potere, ma anche la mia chiesa contro le altre chiese e religioni ecc.)
Ma secondo me è giusto, per il rispetto che si deve ad ogni essere umano, accettare l'"ateismo" di chi si dichiara ateo.
Mi irrita piuttosto chi, a priori senza un vero dialogo con la singola persona, comincia a dire "ma no, che non sei ateo in qualcosa credi pure tu", oppure (cosa che ho letto anche in questo forum) "non esiste nessuno veramente ateo".
Comunque, come mi sembra di aver già spiegato, in questo contesto, il mio vorrebbe più che altro essere un invito ad accettare percorsi differenti anche all'interno dello scautismo.
Non è scontato, e infatti mi sono più volte sentito ribattere le posizioni di B.-P., che per altro conosco bene.
Il tutto per quanto mi riguarda è partito dalla constatazione di RS allontanati per il discorso fede, persone ricche spiritualmente, impegnate in servizi associativi ed extra, lasciandogli intendere che per quanto riguarda i servizi extra potevano pur continuare, ma non potevano essere educatori scout in quanto atei non solo in Agesci ma anche in qualsiasi associazione scout anche laica .
Ora io non credo che una mancanza di fede in un essere ultraterreno possa inficiare la capacità di essere un buon educatore scout.
Personalmente sto pure chiedendomi, e pensare che faccio il catechista seppure in una chiesa non cattolica, se, o meglio in che modo, possa avere senso "educare" alla fede": ma questo è un altro discorso e andremmo molto OT
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pacio



Età: 58
Segno zodiacale: Toro
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Residenza: spotorno sv

MessaggioInviato: Lunedì 27 Ottobre 2008, 21:39    Oggetto: Rispondi citando

quindi, secondo te, posso io, pacio, capo agesci, testimoniare una mia visione "luterana" della fede?
posso testimoniare che non c'è molta differenza tra "la "fede" in un Dio (o entità o quello che vuoi) dalla "fede" in valori" proprio perchè l'una è espressione dell'altra?
e come posso io ( per tornare alla tua domanda ) essere asettico, neutro, educativamante parlando, nel mio essere capo?
se sono credente ( a mio modo, certo e con le mie fatiche) come faccio a "tagliare" questo aspetto di me di fronte ai ragazzi?
come si fa?
in questo ha un senso una educazione "della" fede a patto di essere onesti e corretti con tutte le parti in causa: genitori, ragazzi e capi.
che poi sia una questione di metodo, su questo possiamo essere perfettamente d'accordo.
ma sull'essere testimoni, come si può esserlo a comparti stagni?
personalmente non ho nessun problema ad affrontare quelli che indichi come percorsi differenti all'interno dello scoutismo o di una stessa associazione. occorre coraggio e fatiche aggiunte, questo e sicuro, ma penso che il guardare "oltre" non sia mai negativo.
per ilfatto che molti rs abbandonino perchè atei, credo che sia una questione di correttezza nei loro confronti. se l'agesci o chi per lei ha come attenzione anche quella di educare la fede, è logico che un minimo di fatica in questo contesto la richieda ai capi.
dipende sempre tutto dalle persone e dalla loro intelligenza.
le coca non sono comunità di vita, ma possono essere grandi, grandissime occasioni di confronto e crescita per tutti.
...guarda che qui andiamo avanti sino al 2020 con sto discorso.... Wink
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porcellinopacifico



Età: 59
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MessaggioInviato: Lunedì 27 Ottobre 2008, 22:39    Oggetto: Rispondi citando

pacio ha scritto:
...guarda che qui andiamo avanti sino al 2020 con sto discorso.... Wink

non ho particolarmente fretta
non so se puoi testimoniare una visione "luterana" della fede: ho solo detto che quella particolare visione del fatto che tutti, atei compresi, in una qualche misura "credono" in qualcosa è condivisa con Lutero. Sono altresì convinto che le differenze sussistono, tra le difìverse confessioni, ma che spesso sono più "trasversali" di quanto non si pensi a prima vista. Sicuramente io, evangelico, mi sento più vicino, potrei dire in più in comunione con alcuni cattolici che con certi evangelici. Non credo troppo nei confini rigidi.
Credo che ognuno di noi testimoni la sua fede. In quanto uno e è se stesso, e mi auguro che lo sia, testimonia il suo modo di credere.
Non sono asettico, esattamente l'opposto: cerco di essere me stesso e sicuramente sono fortemente "caratterizzato".
Non è che faccio finta di essere ateo o di essere diverso da quello che sono.
Credere, per me e l'ho già scritto in qualche topic, non è un "valore". I valori, che sarebbero poi da definire perché non tutti i valori che alcuni considerano cristiani per me sono tali, possono essere condivisi anche da chi non crede.
Uno testimonia la sua "fede" e i suoi "valori". Non può certo testimoniare quelli di un altro.
Ritornando al topic non nego il diritto/dovere di essere chiari con i ragazzi atei che abbandonano, dico che sarebbe giusto, o almeno così la penso io ovviamente, fare capire che i valori che non possono testimoniare in Agesci, per ovvie ragioni, li possono testimoniare altrove anche in ambito scout. Almeno in teoria. Perchè ovviamente i gruppi scout non religiosi sono molto meno frequenti di quelli cattolici e in pratica in molte località potrebbe risultare molto difficile (mai IM-POSSISIBILE ovviamente).
Sembra banale, ma in fondo non lo è.
Altrimenti rischia di passare l'idea, e purtroppo anche la prassi, del "O sei scout come me, o non lo sei" (come spesso ci viene detto "O siete chiesa come noi (cattolici) o non siete chiesa).
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 14:29    Oggetto: Rispondi citando

Proprio in questi giorni stavo riflettendo sull'essere Scout cattolico.
Già si è discusso sulla coerenza dell'essere Capi in Agesci, inteso come Capi coerenti con la scelta Cattolica.
Ma allora mi domando: io faccio già una gran fatica ad essere un Cattolico coerente e basta ( e infatti ci sarebbe molto da discutere), come posso essere anche una testimonianza come Capo? Non rispondetemi "con la fatica che fai" et similia, giacchè le mie difficoltà sono certamente quelle di qualunque Capo in servizio.
Delle due l'una: o il Capo deve avere solo certezze, e allora ne restano in pista ben pochini, oppure il Capo è un normale essere umano con le sue difficoltà.
Qualora le sue difficoltà lo portassero ad avere una visione di Dio diversa che si fa?
Lo Scoutismo non dovrebbe essere al servizio dell'individuo con il suo proprio percorso di crescita spirituale?
Il fatto che esistano diversi "scoutismi" e che uno può andare altrove mi sembra già un controsenso.
Qual'è l'educazione al saper scegliere se poi di fatto la scelta non esiste o quasi perchè esiste una sorta di monopolio dello Scoutismo cattolico?
E allora, in quest'ottica, come può un Capo essere coerente con questo se già lui rischia di non essere coerente con la propria fede?
Più ci penso e più credo davvero che uno Scoutismo diviso in religioni sia negativo.
Credere in Dio ha mille e mille declinazioni, quanti sono perfettamente coerenti con la scelta cattolica per esempio?
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rinoceronte caparbio
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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 14:36    Oggetto: Rispondi citando

piano: essere scout cattolici non impone non fare fatica.

Dov'è scritto che il capo NON è un normale essere umano?

La partenza...non si chiama così a caso...
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 15:26    Oggetto: Rispondi citando

rinoceronte caparbio ha scritto:
piano: essere scout cattolici non impone non fare fatica.

Dov'è scritto che il capo NON è un normale essere umano?

La partenza...non si chiama così a caso...


Ma infatti, Rino, in quanto essere umano il Capo può essere in disaccordo con alcuni aspetti della propria fede....che fa? Che tipo di testimone è se non è coerente?
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pablo



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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 17:30    Oggetto: Rispondi citando

sono molto in linea con la visione di uomodelbosco, forse perchè rivedo nelle sue parole la mia stessa posizione e le mie stesse incertezze. In effetti le mie fatiche nel considerarmi un cattolico sono non indifferenti: ho sempre cercato di combattere per arrivare ad una posizione definitiva, cercando di abbattere gli ostacoli che rendevano la fede un qualcosa di difficile da accettare, ho preso la partenza sperando di trovare nella coca uno stimolo maggiore da persone più grandi di me, più "convinte" di me anche se considerandomi un individuo in cammino la paura è quella di continuare in questa condizione per troppo tempo, e mi sembra una tesi un po troppo giutificazionista, non vorrei finire col mentire a me stesso...
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pacio



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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 19:39    Oggetto: Rispondi citando

chi di noi può dirsi arrivato in queso contesto?
nemmeno cristo era sicuro della sua scelta ( orto degli ulivi ) e fino alla fine si è sudato i suoi dubbi e le sue fatiche.
però noi lo consideriamo il nostro riferimento.
senza paragonarci a lui ( ci mancherebbe altro ) possiamo però provare a vivere sulla nostra pelle quel tipo di fatica, di ricerca, di dubbi. e se riusciamo a testimoniare questo, il nostro compito lo abbiamo assolto.
non dobbiamo dare risposte, anche perchè non ne abbiamo: dobbiamo solo indicare quella che per noi è una strada con un senso ben preciso. e testimoniare che noi sulla quella strada ci siamo.
la vita di fede si risolve con la pensione? non credo. la vita di fede non si risolve mai, non ha un punto di arrivo. altrimenti che senso avrebbe?

per tornare al topic, credo che l'italia sia in una condizione particolare e questo è fuori di dubbio.
la chiesa, che lo si voglia o no, ha un peso determinante. che poi l'italia sia davvero cattolica, questoè un altro paio di maniche così come non è laica nel senso nuovo del termine.
però questo è e con questo dobbiamo fare i conti.
qui torno a dire che sono le persone, gli adulti, che fanno la differenza mettendo in gioco attenzioni e sensibilità che ci vengono comunque richieste dai nuovi contesti sociali.
pretendere di fare uno scoutismo esclusivamente per ragazzi cattolici sta diventano quanto di più antiecumenico possibile.
di conseguenza occorre già adesso trovare soluzioni a situazioni fuori standard, e sperimentazioni ce ne sono già.
non sono molto d'accordo sul fatto che non ci debba essere uno scoutismo di religione, quanto piuttosto dovrebbe esserci una più vasta proposta laica.
il fatto che questo non si stia realizzando, deve essere trovato anche in una analisi sociale che forse qui non conta molto.
credo che sia proprio educando "alle religioni" che si possano abbattere i muri, non scavalcando il problema.

in ultimo, non ha proprio senso dire ""O siete chiesa come noi (cattolici) o non siete chiesa" e chi lo dice è un giuda, vero porcellino? Wink
e pensare che ultimamente mi piacciono sempre di più i valdesi.....
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uomodelbosco





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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 19:59    Oggetto: Rispondi citando

pacio ha scritto:
pretendere di fare uno scoutismo esclusivamente per ragazzi cattolici sta diventano quanto di più antiecumenico possibile.
di conseguenza occorre già adesso trovare soluzioni a situazioni fuori standard

Quoto con gran piacere. Mi sembra sia stato argomento dibattuto già in passato e sono fermamente convinto che il "guarda più in là" sia proprio questo Wink

Primotraparentesi: Sto leggendo un Pacio meno aggressivo di quanto non lo leggessi in passato. Smile
Secondotraparentesi: posso venire anch'io? Io porto il sidro. Se tutto va bene il sidro home made verrà pronto tra 3 settimane. Sempre che non "salti" ancora inondando il bagno Laughing
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porcellinopacifico



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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 20:02    Oggetto: Rispondi citando

pacio ha scritto:
chi di noi può dirsi arrivato in queso contesto?

forse questa è la parte migliore dei periodi di "crisi", di non rischiare di sentirsi arrivati e di riposare su certezze che forse tali non sono.
con buona pace del relativismo e soprattutto dell'antirelativismo

pacio ha scritto:
in ultimo, non ha proprio senso dire ""O siete chiesa come noi (cattolici) o non siete chiesa" e chi lo dice è un giuda, vero porcellino? Wink
attento a quello che dici pacio Laughing la bolla è dietro l'angolo
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rinoceronte caparbio
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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 20:41    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Che tipo di testimone è se non è coerente?

aspetta.
Non possiamo noi esseri umani NON avere delle difficoltà.

Tra l'altro è proprio una delle cose che ho scritto nel mio progetto del capo...(pacio... Very Happy )

Il concetto è che secondo me dovremmo capire il concetto e la motivazione che ci portano a seguire determinate scelte.
Dopo, non metterei in croce chi ha sbaglia, ma semplicemente capire dove, come e su che strada O migliorarsi O fare delle altre scelte...
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pacio



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MessaggioInviato: Martedì 28 Ottobre 2008, 21:43    Oggetto: Rispondi citando

credo fortemente, e ho già avuto modo di discuterne con altri in zona, che o pensiamo ad una nuova religiosità o possiamo pure lasciare perdere.
o ritroviamo un senso nell'incontro tra gli uomini, nel confronto delle idee e nella condivisione dei dubbi o si arriverà all'implosione.
non c'è alternativa.
il rischio di adagiarsi sui proprio successi a volte immeritati ( lo scoutismo nella nostra diocesi è praticamente l'unica realtà giovanile progettuale ) è troppo elevato e il fattore "autocelebrazione" sempre in agguato.
il 21 novembre avremo l'interbranca sul senso dell'educazione alla fede e verrà proprio il vescovo a parlarci e a lasciarci dubbi su cosa significhi essere chiesa oggi. su cosa voglia dire essere "nella" chiesa oggi: quello che vorrei venisse fuori è proprio il senso del dubbio e la fatica dell'essere testimoni.
testimoni "sconclusionati" anche, ma testimoni in verità.

sai, caro porcellino, fare l'rz in una realtà come la mia comporta sì degli oneri....ma anche un minimo di calcolo dell'imprevisto, cosa che mi lascia quasi certo sul fatto che una "bolla" non mi arrivi......capisciammè Wink

ilpacio meno aggressivo? impossibile: io sono sempre lo stesso......sarete voi che finalmente vi siete evoluti! Very Happy
vada per il sidro.....ci manca uno con i bignè, però.....
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