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Omosessualità nell'AGESCI
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Autore Messaggio
polvansen





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MessaggioInviato: Martedì 23 Gennaio 2007, 14:54    Oggetto: Re: Omosessualità nell'AGESCI Rispondi citando

panteracreativa ha scritto:
Per rispondere all'affermazione di Polvalsen ".............Ma la tua risposta non mi trova d'accordo, semplicemente perché, ti faccio notare, un omosessuale può essere benissimo cattolico e in pace al 100% con la morale della nostra Chiesa.. ..........."

Sei conscio di quello che hai scritto?????Come fai a dire che un omosesuale può essere in pace con la morale della nostra Chiesa????
Te lo riscrivo in qualunque momento.
Un omosessuale può tranquillamente essere in piena comunione con la CHiesa, come e più di qualunque eterosessuale. Prova, per scrupolo, a chiedere a qualche sacerdote...

Citazione:
Ti risulta che la Chiesa cattolica si sia mai schierata a favore dell'omosessualità? ti dicono niente i PACS??
Che c'entrano i pacs? Che vuol dire essere "a favore dell'omosessualità"?
La Chiesa considera l'omosessualità una condizione intrinsecamente disordinata, ma nessuno metterebbe mai in discussione che le persone omosessuali abbiano esattamente la stessa dignità di tutte le altre persone. Ovviamente a loro viene chiesta una certa condotta morale, e da quella dipenderà l'essere in pace o meno con la Chiesa, essere ammessi all'Eucarestia e tutto il resto. Cosa ci trovi di strano?

Citazione:
Come può un omosessuale essere cattolico al 100%........semmai può asserire di credere in Dio, cosa ben diversa..le due cose non collimano....e la risposta te la sei dato da solo....nel parlare subito dopo di famiglia....amore ecc.....
Esattamente come può esserlo un eterosessuale. Vivendo secondo la guida che la Chiesa cattolica (appunto) offre a tutte le persone (indipendentemente dall'orientamento sessuale) per vivere pienamente il Vangelo (o per essere precisi la lettura che la Chiesa stessa propone del Vangelo).

Citazione:
Quanto invece all'interpretazione del patto associativo....e a Giulio rispondo semplicemente.....che ogni persona diversa per razza religione, ecc...può essere una ricchezza per gli altri ....ma tu parli dei ragazzi!!!!!!! Di quei ragazzi che amiamo e ai quali dedichiamo tempo...forse non allo steso modo....Come può un omosessuale essere d'esempio per un lupetto di 8 anni?? Cosa gli dirà quando questo piccolo cucciolo gli farà domande sulla famiglia???
E come potrà arricchire un esploratore che farà domande sul sesso????
Posto che non sono particolarmente d'accordo con Giulio, posso tranquillamente risponderti che un omosessuale cattolico coerente, potrebbe dargli risposte molto più corrette di molti capi etero sui quali nemmeno ci poniamo il problema...
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frageorges





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Messaggi: 138

MessaggioInviato: Martedì 23 Gennaio 2007, 15:12    Oggetto: Rispondi citando

Giusto una chiarificazione.

La Chiesa non si è mai espressa "a favore" o "contro" gli omosessuali, come di nessun altro. Sono persone che, come tutti, possono fare pienamente parte della Chiesa se accolgono il messaggio cristiano e cercano di viverlo perché né hanno colto la bellezza, la verità e la bontà. Come tutti possono peccare, ma questo non li esclude dalla Chiesa.

La Chiesa si è schierata e, penso, continuerà a farlo contro "una falsa interpretazione dell'omosessualità" che la vuole farla passare come una scelta possibile, come tutte le altre, senza alcuna differenza di valore.

Cioè, la Chiesa non giudica la persona ma la posizione ideologica.

Detto questo, il discorso sull'opportunità che una persona omosessuale sia un educatore di bambini, ragazzi e giovani non ha niente a che vedere con il valore della persona, né con il valore dell'omosessualità. La questione è se questa persona possa o meno "educare all'amore", e non manipolate questa parola a vostro piacere. Per prevenire distorsioni cito:
Regolamento AGESCI ha scritto:
L’Associazione crede fermamente che dal rapporto particolare uomo-donna nasce la famiglia umana e scaturisce la vocazione
dell’uomo a vivere con l’altro, perciò propone – attraverso l’incontro tra i due sessi – un cammino di crescita che, partendo dalla
scoperta e dalla conoscenza della propria identità di genere, conduca alla scoperta ed alla conoscenza dell’altro, per instaurare con
esso un dialogo ricco e costruttivo, attraverso cui rileggere e riflettere sul proprio modo di essere uomo o donna, superare ruoli e
modelli precostituiti e collaborare in modo fecondo.
Nella reciprocità e nel dono di sé, lo sviluppo della identità di genere e la relazione interpersonale orientano, con crescente profondità
ed intensità, la dimensione affettiva e la capacità di amare di ognuno.
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Capo_Giulio





Registrato: 20/01/07 13:20
Messaggi: 20

MessaggioInviato: Mercoledì 24 Gennaio 2007, 11:15    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Quanto invece all'interpretazione del patto associativo....e a Giulio rispondo semplicemente.....che ogni persona diversa per razza religione, ecc...può essere una ricchezza per gli altri ....ma tu parli dei ragazzi!!!!!!! Di quei ragazzi che amiamo e ai quali dedichiamo tempo...forse non allo steso modo....Come può un omosessuale essere d'esempio per un lupetto di 8 anni?? Cosa gli dirà quando questo piccolo cucciolo gli farà domande sulla famiglia???
E come potrà arricchire un esploratore che farà domande sul sesso????


La mia posizione sara' "trasgressiva", ma trovo costruttivo educare all'accettazione ed alla convivenza col "diverso" (avendo ad esempio un capo omosessuale, che tra l'altro vive, soffre e ama come un qualsiasi etero).
Non credo che sia invece educativo nei confronti dei ragazzi allontanare un capo, solo perche' omosessuale. Cosa rispondi ad un esploratore che ti chiede "perche' il tale capo e' uscito dalla coca"?
Nota: un capo omosessuale puo' essere d'esempio ad un lupetto di 8 anni in mille modi. Per quanto riguarda le domande di un esploratore sul sesso, non sara' certo lui il punto di riferimento, come io non sono il punto di riferimento per la catechesi e per i sentieri di montagna ma lo sono piuttosto per le cose tecniche e logistiche. Basta che questo sia chiaro al capo in questione.

Tutto questo IMHO.
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chiurlox





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Messaggi: 297

MessaggioInviato: Mercoledì 24 Gennaio 2007, 18:26    Oggetto: Rispondi citando

un capo omosessuale se coerente abbandonerebbe di sua iniziativa il servizio. (parlo ovviamente di associazioni cattoliche).
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Il Conte



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MessaggioInviato: Giovedì 25 Gennaio 2007, 10:13    Oggetto: Rispondi citando

Allora io non riesco a capire.
Se il problema e' che un omosessuale non puo' essere un buon educatore, il problema e' di TUTTE le associazioni, non solo di quelle cattoliche. L'educazione all'affettivita' non si fa certo soltanto in AGESCI e in FSE!
Se al contrario il problema e' l'omosessualita' in se', come si diceva sopra, la Chiesa accetta gli omosessuali (anche se condanna il sesso omosessuale). Non capisco quindi perche' ci debba essere questo approccio da tollero-ma-non-gradisco da parte di noi cattolici.
Un omosessuale non puo' vivere in pace con se stesso e con la Chiesa? (senza sentirsi in colpa e dover lasciare il Servizio?)
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darden





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Messaggi: 13
Residenza: Terlizzi 1

MessaggioInviato: Giovedì 25 Gennaio 2007, 11:46    Oggetto: Rispondi citando

Il Conte ha scritto:
Allora io non riesco a capire.
Se il problema e' che un omosessuale non puo' essere un buon educatore, il problema e' di TUTTE le associazioni, non solo di quelle cattoliche. L'educazione all'affettivita' non si fa certo soltanto in AGESCI e in FSE!
Se al contrario il problema e' l'omosessualita' in se', come si diceva sopra, la Chiesa accetta gli omosessuali (anche se condanna il sesso omosessuale). Non capisco quindi perche' ci debba essere questo approccio da tollero-ma-non-gradisco da parte di noi cattolici.
Un omosessuale non puo' vivere in pace con se stesso e con la Chiesa? (senza sentirsi in colpa e dover lasciare il Servizio?)



quoto in pieno
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frageorges





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MessaggioInviato: Giovedì 25 Gennaio 2007, 13:09    Oggetto: Rispondi citando

Il Conte ha scritto:
Se il problema e' che un omosessuale non puo' essere un buon educatore, il problema e' di TUTTE le associazioni, non solo di quelle cattoliche. L'educazione all'affettivita' non si fa certo soltanto in AGESCI e in FSE!


Beh, non si tratta di essere buoni o cattivi educatori e il problema non è nell'educazione alla fede, o nella coerenza con certi valori: su questo piano la situazione è paragonabile alle altre.
Il punto è proprio la capacità di educare all'amore, nel senso di poter aiutare e sostenere i ragazzi nello sviluppo della loro affettività, anche semplicemente con la visibilità del proprio modo di essere, con la propria capacità di leggere la dimensione affettiva, di vivere le relazioni con il proprio e con l'altro sesso.
Io ritengo che sia un diritto dei ragazzi poter avere, almeno nello scoutismo, dei riferimenti umani chiari e limpidi, in modo da potersi orientare serenamente anche quando magari nascono "dubbi" o "incertezze", peraltro non infrequenti nell'adolescenza.

In questo, tutte le associazioni e le realtà educative sono uguali... Noi cerchiamo almeno di assicurare questo diritto nello scoutismo.
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Il Conte



Età: 34
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Residenza: VI & PD

MessaggioInviato: Giovedì 25 Gennaio 2007, 16:04    Oggetto: Rispondi citando

A questo punto, siamo d'accordo che per quanto riguarda la fede un capo omosessuale è esattamente come tutti gli altri. Ma se il problema è quello dell'educazione all'affettività, vorrei sapere a che conclusione sono giunti gli altri gruppi scout italiani, dal momento che il problema è lo stesso per tutti. Questo solo perchè la maggior parte di noi piazzagescini proviene da associazioni cattoliche e non vorrei che questo vizi il nostro confronto (mi pare che la Chiesa accetti gli omosessuali, ma che molti cattolici non li accettino così di buon grado!).
Se ci legge qualche capo di associazioni aconfessionali (ad es CNGEI), vorrei chiedere: avete sentito nella vostra associazione di un dibattito sui capi omosessuali? Quali sono le posizioni? A che conclusioni siete arrivati?
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polvansen





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Messaggi: 680

MessaggioInviato: Giovedì 25 Gennaio 2007, 17:56    Oggetto: Rispondi citando

Il Conte ha scritto:
A questo punto, siamo d'accordo che per quanto riguarda la fede un capo omosessuale è esattamente come tutti gli altri. Ma se il problema è quello dell'educazione all'affettività, vorrei sapere a che conclusione sono giunti gli altri gruppi scout italiani, dal momento che il problema è lo stesso per tutti. Questo solo perchè la maggior parte di noi piazzagescini proviene da associazioni cattoliche e non vorrei che questo vizi il nostro confronto (mi pare che la Chiesa accetti gli omosessuali, ma che molti cattolici non li accettino così di buon grado!).
Se ci legge qualche capo di associazioni aconfessionali (ad es CNGEI), vorrei chiedere: avete sentito nella vostra associazione di un dibattito sui capi omosessuali? Quali sono le posizioni? A che conclusioni siete arrivati?

Il cngei ci ha lavorato sopra parecchio, direi (purtroppo) ben più dell'agesci. Ma la questione è che partendo da principi differenti, anche le conclusioni a cui si arriva possono essere molto distanti.
Il gei parte da una laicità intesa in senso molto ampio, relega alla sfera privata tutta una serie di scelte e caratteristiche della persona (del capo) e pone l'omosessualità come una delle possibili forme di sessualità esattamente al pari di quella eterosessuale. Chiaro che per chi invece osserva da un punto di vista cattolico, questa terza opzione non è ammissibile. E con queste premesse si smonta anche il problema dell'educazione all'affettività, se cade il (nostro) principio che esiste una sessualità ordinata e una disordinata (quindi non equivalenti), e che da questa dipendano tutta una serie di conseguenti scelte, vedi in primis l'idea di famiglia, di sponsalità eccetera.
Per questo (ma non intendo generalizzare) ho l'impressione che le associazioni laiche stiano sposando l'idea che non ci si debba nemmeno porre il problema: per un capo non avrebbe nessuna rilevanza l'orientamento sessuale. Una conclusione che sicuramente mette a posto qualunque rischio di discriminazione, certo. Ma non possibile per la mia associazione, che (inutile ripetere quello che diceva frageorges) si propone dei valori e dei principi ben precisi.
Paolo
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GrilloSapientone



Età: 34
Segno zodiacale: Capricorno
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Residenza: Roma (132)

MessaggioInviato: Venerdì 23 Febbraio 2007, 19:21    Oggetto: Rispondi citando

Salve a tutti...
Sono un (ex ) Rover del Roma 132 che ha preso la partenza domenica scorsa, e mi accingo tra un po' ad entrare nella Co.Ca. del nostro gruppo.

Vorrei inserirmi in questo discorso dicendo che secondo me non si può fare un ragionamento a priori.
Conosco personalmente una ragazza di un altro gruppo romano (di cui non faccio né nome né numero) che da un po' di tempo ha scoperto di avere tendenze omosessuali. Ma non credo che per questa persona ci possano essere problemi di sorta a svolgere il ruolo di educatore.
Il problema, a mio parere, si porrebbe se il modo in cui venisse vissuta l'omosessualità fosse un modo "deviato". Credo che non ci siano nemmeno problemi nel dover pensare che un omosessuale non possa vivere appieno il bellissimo messaggio di Cristo e della Chiesa Cattolica, e questo non creerebbe alcun problema con la C della sigla della nostra associazione...

Cito dal Catechismo della Chiesa Cattolica (che è stato il mio "libro di testo" per il corso di religione alle scuole superiori), curato dall'attuale Papa, per cercare di capire un po' bene quali sono le reali posizioni della Chiesa su questo tema.
"2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.
"

Secondo me, da quanto scritto in questi tre paragrafi, si può giungere ad una conclusione semplice: una persona omosessuale che viva "in modo cristiano" (lo so che può sembrare strano come modo di dire) la sua condizione, può diventare un educatore migliore anche di un eterosessuale, perché testimonierebbe con la sua propria vita dei valori e trasmetterebbe dei messaggi.
Al contrario, non accoglierei mai come capo una persona, ad esempio, che si travesta, non perché io abbia alcunché contro di loro, ma perché potrebbero portare dei messaggi sbagliati a bambini e ragazzi che ancora non hanno formato dentro di sé una coscienza completa.

In parole povere: distinguerei tra i casi Razz

Mi scuso per il post lunghissimo, ma non è secondo me un argomento da trattare con soltanto due paroline Smile
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fabios



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MessaggioInviato: Venerdì 23 Febbraio 2007, 22:09    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:

L'Agesci ha quella C che ci conforma come gruppo cattolico, e che quindi segue regole e cose varie della Chiesa Cattolica...


ALT siamo cattolici ma prima di tutto SCOUT! Altrimenti esistono altre aossociazioni tipo A.C. ecc. a cui ci si può rivolgere.
Proprio per questo l'a.g.es.c.i. si è distinta per l'impegno contro la guerrra in Irak o contro la base di Vicenza (la zona di Vicenza ha aderito alla manifestazione) oppure per aver invitato al voto in occasione del referendum sulla procreazione assistita anzichè all'astensione.

Per cui anche per la questione dei capi omosessuali atteniamoci al principio scout di essere prima di tutto cittadini del mondo e di ampie vedute!


In teoria la stessa fraternità mondiale degli scout non avrebbe senso perchè per la Chiesa le altre religioni sono senza speranza (inferi assicurati allo stesso livello degli omosessuali) per cui a voi le conclusioni..
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20coccy03



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Residenza: Provincia di vicenza

MessaggioInviato: Venerdì 23 Febbraio 2007, 22:37    Oggetto: Rispondi citando

fabios ha scritto:

ALT siamo cattolici ma prima di tutto SCOUT!

ma non è il contrario?!credo che si sia cattolici indipendentemente dall'essere scout.Lo scautismo è un metodo per testimoniare questa scelta(o qualsiasi altra scelta di fede).Non siamo scout prima e cristiani poi..lo vita scout(parlo da AGESCI)TESTIMONIA i valori cattolici.-Magari mi sbaglio-

Citazione:
Proprio per questo l'a.g.es.c.i. si è distinta per l'impegno contro la guerrra in Irak o contro la base di Vicenza (la zona di Vicenza ha aderito alla manifestazione) oppure per aver invitato al voto in occasione del referendum sulla procreazione assistita anzichè all'astensione.


Sulla base di vicenza(io sono di vicenza),per esempio,io non condivido ASSOLUTAMENTE questa presa di posizione della zona.Noi dovremmo stare fuori IN VESTE DI SCOUT da queste situazioni.Puoi andare a manifestare per conto tuo ma non in uniforme(lo scautismo è APOLICO) e a nome di tutti perchè,evidentemente,non consideri l'altra faccia della medaglia(e il dialogo è fondamentale nello scautismo).

Sia per quanto riguarda omosessualità,politica,....il dialogo e l'ascolto dell'altro devono essere alla base delle scelte scout
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rinoceronte caparbio
Moderatore


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MessaggioInviato: Sabato 24 Febbraio 2007, 13:57    Oggetto: Rispondi citando

fabios ha scritto:
Citazione:

L'Agesci ha quella C che ci conforma come gruppo cattolico, e che quindi segue regole e cose varie della Chiesa Cattolica...


ALT siamo cattolici ma prima di tutto SCOUT! Altrimenti esistono altre aossociazioni tipo A.C. ecc. a cui ci si può rivolgere.


Secondo me proprio l'opposto: prima sei cristiano, poi decidi volontariamente di perseguire la tua vocazione scegliendo lo scoutismo come possibilità di "amare il mondo".

Citazione:
Proprio per questo l'a.g.es.c.i. si è distinta per l'impegno contro la guerrra in Irak o contro la base di Vicenza (la zona di Vicenza ha aderito alla manifestazione) oppure per aver invitato al voto in occasione del referendum sulla procreazione assistita anzichè all'astensione.

non c'entra nulla con l'argomento del topic.

Citazione:
Per cui anche per la questione dei capi omosessuali atteniamoci al principio scout di essere prima di tutto cittadini del mondo e di ampie vedute!

la questione dei capi omosessuali agesci atteniamoci al principio del patto associativo, please.
E SOPRATUTTO, ai principi di Santa Madre Chiesa.

Citazione:
In teoria la stessa fraternità mondiale degli scout non avrebbe senso perchè per la Chiesa le altre religioni sono senza speranza (inferi assicurati allo stesso livello degli omosessuali) per cui a voi le conclusioni..


scusa, no.
questa è pura ignoranza.
DAL COMPENDIO DEL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA ha scritto:
163. Come considerare i cristiani non cattolici?

817-819

Nelle Chiese e comunità ecclesiali, che si sono staccate dalla piena comunione della Chiesa cattolica, si trovano molti elementi di santificazione e di verità. Tutti questi beni provengono da Cristo e spingono verso l'unità cattolica. I membri di queste Chiese e Comunità sono incorporati a Cristo nel Battesimo: noi li riconosciamo perciò come fratelli.


169. Qual è il rapporto della Chiesa cattolica con il popolo ebraico?

839-840

La Chiesa cattolica riconosce il proprio rapporto con il popolo ebraico nel fatto che Dio scelse questo popolo, primo fra tutti, ad accogliere la sua Parola. È al popolo ebraico che appartengono «l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi; da esso proviene Cristo secondo la carne» (Rm 9,4.5). A differenza delle altre religioni non cristiane, la fede ebraica è già risposta alla Rivelazione di Dio nell'Antica Alleanza.

170. Che legame c'è tra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane?

841-845

C'è un legame, dato anzitutto dall'origine e dal fine comuni di tutto il genere umano. La Chiesa cattolica riconosce che quanto di buono e di vero si trova nelle altre religioni viene da Dio, è raggio della sua verità, può preparare all'accoglienza del Vangelo e spingere verso l'unità dell'umanità nella Chiesa di Cristo.

171. Che cosa significa l'affermazione: «Fuori della Chiesa non c'è salvezza»?

846-848

Essa significa che ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa, che è il suo Corpo. Pertanto non possono essere salvati quanti, conoscendo la Chiesa come fondata da Cristo e necessaria alla salvezza, non vi entrassero e non vi perseverassero. Nello stesso tempo, grazie a Cristo e alla sua Chiesa, possono conseguire la salvezza eterna quanti, senza loro colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e, sotto l'influsso della grazia, si sforzano di compiere la sua volontà conosciuta attraverso il dettame della coscienza.

http://www.vatican.va/archive/compendium_ccc/documents/archive_2005_compendium-ccc_it.html#CREDO%20NELLO%20SPIRITO%20SANTO[/quote]
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GrilloSapientone



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MessaggioInviato: Sabato 24 Febbraio 2007, 14:55    Oggetto: Rispondi citando

D'accordissimo su tutto quanto quello che è stato detto da Rinoceronte Caparbio. Solo su una cosa vorrei fare un appunto:

rinoceronte caparbio ha scritto:
Pertanto non possono essere salvati quanti, conoscendo la Chiesa come fondata da Cristo e necessaria alla salvezza, non vi entrassero e non vi perseverassero.


Questo non è propriamente corretto al 100%: proprio queste righe mi avevano lasciato un po' perplesso a suo tempo quando le studiai. Parlando con alcuni teologi, alla fine, è uscito un discorso (che ora abbrevio un po' per semplicità) ma che secondo me è molto meno "umano" e molto più "divino": chi non si accostasse alla religione cattolica pur dopo esserne entrato a contatto, non è vero che non può essere salvato: sta molto al Buon Dio il compito di decidere, più che a noi comuni mortali, la cui unica arma (imperfetta) è la logica sequenziale...
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frageorges





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MessaggioInviato: Domenica 25 Febbraio 2007, 11:58    Oggetto: Rispondi citando

fabios ha scritto:
... oppure per aver invitato al voto in occasione del referendum sulla procreazione assistita anzichè all'astensione.


Sì?
Mi potresti dire in che modo è stato fatto questo? Con un documento ufficiale?

Se avete dati chiari fatemelo sapere.
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