Il Sole e L'Aurora, però, alla vista del
cacciatore s'invaghirono di lui ed il loro dio Apollo, furioso, escogitò un
inganno: invitò la sorella Artemide (Diana, la dea della caccia), anche lei
innamorata di Orione, ad una gara di tiro con l'arco e le indicò come bersaglio
nel mare un grosso pesce scuro così lontano da non poterne riconoscere
l'identità. La dea colpì mortalmente il suo bersaglio, ma, avvicinandosi alla
preda, scoprì che il pesce in realtà era proprio il suo amato
cacciatore che stava nuotando nei paraggi: distrutta dal dolore Artemide lo
immortalò tra le costellazioni. Secondo un'altra versione della storia, invece,
Artemide, rimasta offesa perché il possente cacciatore aveva osato ritenersi
migliore della dea proprio nella caccia, fece tremare la terra dalla quale uscì
uno scorpione che lo punse mortalmente (vedi costellazione dello Scorpione).
In un'altra versione Zeus ed Ermes (Mercurio, il dio dei viandanti) nelle sembianze di due stranieri avrebbero
esaudito il desiderio di un vecchio contadino che, ospitandoli e offrendogli
l'unico bue che gli era rimasto, aveva manifestato loro il desiderio di avere un
figlio. Gli dei dunque gli dissero di portare davanti a loro la pelle del bue di
cui si erano appena nutriti, vi sparsero sopra il loro sperma, infine gli
ordinarono di seppellirla. Dalla terra nacque un bambino che Ireo chiamò Urione
dal verbo greco ourein, che significa, oltre a "urinare", anche
"spargere il liquido seminale".
In spiegazione di una così eccessiva importanza attribuita dai Greci ad un
semplice e mortale cacciatore, alcuni ritengono che Orione sia la rielaborazione
della figura mitologica sumera, Uru-anna, cioè "luce del cielo" e la
somiglianza fonetica ne sarebbe la conferma.
La stella più brillante della costellazione è Rigel (dall'arabo rijl,
cioè "piede"). La famosa stella Betelgeuse, corrispondente alla
spalla destra del cacciatore, deriva dall'arabo yad al-jauza, che
significa "mano di Al Jauza": sull'identità di quest'ultimo
ancora si discute. Alcuni ritengono si tratti di un personaggio nel
quale gli Arabi avevano identificato la costellazione di Orione insieme
a quella dei Gemelli: forse una donna che per la sua posizione a ridosso
dell'equatore celeste veniva chiamata appunto Al Jauza, cioè
"quella femmina nel mezzo". La spalla sinistra di Orione è
Bellatrix, dal latino "la guerriera". Le tre stelle che
formano la cintura sono Alnilam ("filo di perle" in arabo)
Alnitak e Mintaka (questi ultimi sempre in arabo significano entrambi
"cintura" o "guaina").
Veniva immaginato anche in procinto di aggredire la vicina Lepre con
l'ausilio dei vicini Cane Minore e Cane Maggiore.

Orione sembra attaccare con il suo arco il Toro, ma gli antichi preferivano considerarlo nell'atto di cacciare la Lepre, con l'ausilio del Cane Minore e del Cane Maggiore; altri invece lo immaginavano nell'atto di rincorrere le sette sorelle Pleiadi.
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