
La sua stella più brillante, nonché la quarta stella più brillante di
tutta la volta celeste, è Arturo, dalla parola greca "arktouros"
che significa "guardia dell'Orso".
Secondo Eratostene il pastore sarebbe Arcas, figlio di Zeus e Callisto,
figlia di Licaone, Re di Arcadia. Quest'ultimo un giorno avendo Zeus in
persona a pranzo volle accertarsi della sua vera identità: quindi fece
a pezzi Arcas (o lo fecero i loro figli) e mischiò le sue carni con
quelle della grigliata mista per vedere se suo padre ne avesse
riconosciuta la provenienza. Zeus si accorse subito della nefandezza e
uccise folgorati tutti i figli di Licaone che venne poi trasformato in
lupo. Con cura il sommo dio raccolse i pezzi, ricompose il suo figliolo
e lo affidò alla Pleiade Maia affinché lo crescesse. Intanto la madre
Callisto venne trasformata in Orsa, forse da Zeus per farla sfuggire
alle ire della moglie Era o forse proprio da quest'ultima per vendetta,
o forse ancora da Artemide. Arcas divenne adulto e durante una battuta
di caccia incontrò la madre sotto forma di orsa: quest'ultima per
manifestargli la sua gioia nel rivederlo emise un verso poco
confortante, tant'è che l'ignaro figlio cominciò ad inseguirla per
ucciderla. Callisto fuggì e si rifugiò nel tempio di Zeus il cui
accesso era proibito ai profanatori, pena la loro morte. Per evitarle
tale punizione Zeus mise in cielo lei e suo figlio, che, venuto a
conoscenza della vera identità dell'animale, divenne suo custode.
Secondo Igino la costellazione rappresenterebbe Icaro: non si tratta di colui che con le ali di cera cadde avvicinandosi troppo al sole, bensì di colui al quale il dio Dioniso insegnò a coltivare la vite e a fare il vino. Un giorno Icaro offrì del vino nuovo a dei pastori, ma essi si sentirono male e, pensando si trattasse di un suo tentativo di avvelenamento, lo uccisero. Il cane di Icaro apprese il mesto evento e lo fece intendere anche alla figlia Erigone che per la disperazione s'impiccò all'albero dove giaceva il cadavere del padre. Anche il cane poi morì di dolore per aver perso entrambi i padroni. Zeus commosso mise in cielo la figura di Icaro (rappresentato dal Boote), di sua figlia (rappresentata dalla Vergine) e del cane (rappresentato dal Cane Maggiore o Minore, a seconda delle interpretazioni).

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